Vertice Cina-Africa in Senegal: commercio, sicurezza e allarme Sahel

Pubblicato il 29 novembre 2021 alle 15:49 in Cina Senegal

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Da domenica 28 a martedì 30 novembre, si tiene il vertice Africa-Cina nella capitale del Senegal, Dakar. Commercio e sicurezza sono i temi principali degli incontri. 

Durante l’inaugurazione, il 28 novembre, il ministro degli Esteri senegalese ha chiesto aiuto alla Cina per portare la pace nella regione del Sahel. “Vorremmo che l’influenza della Cina fosse una voce forte a sostegno del Senegal e di tutti i Paesi coinvolti nel problema dell’insicurezza nel Sahel, in modo che le nostre forze abbiano ancora più mezzi legali per combattere i terroristi e l’irredentismo, e speriamo che la Cina ci supporterà”, ha affermato Aissata Tall Sall, ministro degli Affari Esteri del Senegal.

L’area desertica del Sahel in cui convergono i confini tra Niger, Burkina Faso e Mali (la cosiddetta “tri-border” area o Liptako-Gourma) è stata teatro di crescenti violenze, a seguito di un’insurrezione in Mali, nel 2012, che aveva visto i jihadisti allearsi contro i tuareg. Nonostante la rivolta sia stata repressa, le violenze non si sono mai arrestate e sono tornate a crescere negli ultimi anni. Secondo le Nazioni Unite, gli attacchi sono quintuplicati tra il 2016 e il 2020. Nei 12 mesi del 2020, in particolare, sono state registrate circa 4.000 vittime di tali violenze nei tre Paesi, con un notevole aumento rispetto alle 770 del 2016. Gli Stati limitrofi della regione, come il Senegal, temono un ulteriore diffusione delle violenze nell’area. 

La Cina non è solita intervenire nel quadro della sicurezza di una regione all’estero, ma rappresenta comunque uno dei partner commerciali più attivi in tutto il continente africano. Secondo quanto riferito dall’ambasciata cinese a Dakar, l’ammontare totale degli scambi diretti ha raggiunto i 200 miliardi di dollari nel 2019. In occasione del vertice Cina-Africa, il ministro degli Esteri del Senegal ha sottolineato l’importanza di questi legami con Pechino e la possibilità di mantenere un presunto controllo rispetto ai debiti contratti. “Manteniamo questa cooperazione finanziaria con trasparenza e responsabilità per non peggiorare il nostro livello di indebitamento. Prestiamo quindi molta attenzione affinché il nostro debito non superi i criteri e le condizioni fissate, e lo facciamo con assoluta trasparenza, non solo nei confronti della Cina, ma anche nei confronti del popolo senegalese”, ha affermato Aissata Tall Sall.

In generale, il vertice è finalizzato all’elaborazione di un piano che preveda una cooperazione rafforzata tra governo cinese e continente africano, in seno a quello che è stato nominato “Forum sulla Cooperazione Cina-Africa” (FOCAC). Secondo Africa News, “molti” vedono questo evento come un’opportunità per lavorare su quella che viene percepita come una situazione reciprocamente vantaggiosa. Il quotidiano cita un commerciante senegalese, che ha affermato: “Questo Forum è un’opportunità per i nostri leader di esprimere le rispettive esigenze dei propri Paesi, perché abbiamo bisogno di questa cooperazione vantaggiosa per tutti con la Cina per sviluppare il nostro continente”. “I risultati della Cina in Africa parlano da soli; e dopo questo incontro, sappiamo che molti verranno annunciati altri progetti”, ha aggiunto. 

Il vertice si svolge appena dieci giorni dopo una visita del Segretario di Stato degli Stati Uniti, Antony Blinken, che dal 17 al 19 novembre ha effettuato il suo primo tour in Africa con una serie di visite in Kenya, Nigeria e Senegal. Le dichiarazioni rilasciate hanno mostrato le direttrici che regolano la politica estera statunitense nel continente africano. Blinken, in particolare, ha affermato che il crescente estremismo, l’aumento dell’autoritarismo e una corruzione sempre più dirompente stanno mettendo in pericolo la democrazia, i diritti umani e il futuro di una componente massiccia della popolazione mondiale.

“L’autoritarismo è in aumento in tutto il mondo”, ha dichiarato il capo della diplomazia statunitense dalla sede del blocco regionale della Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale (ECOWAS), facendo riferimento ai cinque colpi di Stato in quattro Paesi africani durante il 2021: due in Mali, uno in Chad, uno in Guinea e uno in Sudan. “Nel frattempo, i governi stanno diventando meno trasparenti”, ha dichiarato Blinken, aggiungendo: “I leader ignorano i limiti di mandato, manipolano o rinviano le elezioni, sfruttano le rimostranze sociali per ottenere e mantenere il potere, arrestando esponenti dell’opposizione, reprimendo i media e consentendo ai servizi di sicurezza di applicare brutalmente le restrizioni legate alla pandemia”.

Secondo il segretario di Stato, poi, vi sono minacce “reali” poste da estremisti violenti, criminali e dai conflitti armati interni, le quali rischiano di destabilizzare intere nazioni e regioni, minandone lo sviluppo, provocando altresì possibili “disastri umanitari”. Alla luce di ciò, per Blinken, particolare attenzione dovrebbe essere posta a quanto accade in Etiopia e Sudan, dove bisognerebbe prendere in considerazione le richieste della popolazione locale relativa a riforme e a una governance migliore. Inoltre, è necessario costituire un apparato di sicurezza “efficiente e professionale”, così come forze dell’ordine locali in grado di proteggere i cittadini nel rispetto dei diritti umani.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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