Svezia: Andersson ci riprova, nominata di nuovo premier

Pubblicato il 29 novembre 2021 alle 17:53 in Europa Svezia

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La prima premier donna della Svezia, Magdalena Andersson, è stata riconfermata nuovamente a capo del governo, lunedì 29 novembre. La prima volta, aveva ricoperto il suo mandato per sole 12 ore, prima di dimettersi a causa di una crisi nella coalizione, il 24 novembre. Nel voto di fiducia al Riksdag, 101 deputati si sono espressi a favore della sua nomina, 173 hanno votato contro e 75 si sono astenuti. Il sostegno alla leader dei socialdemocratici è stato nuovamente sottile, ma sufficiente per farla ritornare alla guida dell’esecutivo. In base al sistema svedese, infatti, un candidato premier non ha bisogno della maggioranza favorevole per essere nominato, basta che non abbia quella contraria. In questa votazione, si sono espressi contro la nomina di Andersson i Moderati, i Cristiano democratici, i Democratici svedesi e i Liberali. La socialdemocratica tenterà di guidare un governo a partito unico fino alle prossime elezioni, previste per settembre 2022. 

Il 24 novembre, la donna era stata eletta premier con 117 sì, 57 astenuti e 174 no, dunque aveva ottenuto l’incarico grazie ad un solo voto. Il suo piano per formare un governo di coalizione con il Partito dei Verdi è finito però nel caos quando la sua proposta di bilancio non è stata approvata in Parlamento. Quest’ultimo ha infatti votato a favore degli emendamenti presentati da un gruppo di partiti dell’opposizione, inclusi i Democratici svedesi di estrema destra, non lasciando ad Andersson altra scelta che dimettersi.

In una conferenza stampa dopo l’ultima votazione, la premier si è detta pronta a “portare avanti la Svezia” con un programma incentrato sul welfare, i cambiamenti climatici e la criminalità. Ma senza il sostegno degli altri partiti, Andersson farà fatica a far approvare le leggi in Parlamento, dove i socialdemocratici di centrosinistra detengono 100 seggi su 349. La crisi politica svedese, dunque, è tutt’altro che finita. Il primo ministro deve attuare il budget, governare senza il sostegno formale dei Verdi, che sono stati un partner cruciale della coalizione fin dal 2014, e affrontare le conseguenze della pandemia di coronavirus. Tutto ciò ha messo in luce la complessità di avere un Parlamento a otto partiti, profondamente diviso al suo interno. Alcuni analisti sono preoccupati che la caotica ascesa al potere della Andersson possa aver intaccato la fiducia nell’intero sistema politico. Una volta formato, il nuovo governo rimarrà in carica fino alle elezioni generali, che si terranno a settembre del prossimo anno. Fino ad allora, la premier ha poco più di nove mesi per mettersi alla prova davanti agli elettori. 

Andersson ha iniziato la sua carriera politica nel 1996 come consigliere politico dell’allora primo ministro, Goran Persson. Ha trascorso gli ultimi sette anni come ministro delle Finanze prima di diventare leader dei socialdemocratici, a inizio novembre. Ha sostituito nella carica di premier il predecessore Stefan Lofven, che si è dimesso dopo sette anni al potere. Fino a quando non è subentrata Andersson, Lofven era rimasto primo ministro di un governo ad interim dopo essere stato estromesso con un voto di sfiducia, a giugno.

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Chiara Gentili

di Redazione

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