Russia: continuano i test di lancio del missile ipersonico Zircon

Pubblicato il 29 novembre 2021 alle 13:54 in Russia

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Il Ministero della Difesa della Federazione Russa ha riferito, lunedì 29 novembre, di aver eseguito con successo un altro test di lancio del missile ipersonico Zircon dalla fregata Admiral Gorshkov, nel Mar Bianco, colpendo l’obiettivo posto a 400 chilometri di distanza.

A riportare la notizia, il medesimo lunedì, è stata l’agenzia di stampa statale TASS. Il suddetto Dipartimento ha poi annunciato che Zircon ha colpito con successo l’obiettivo prefissato, facendo riferimento ai “dati di controllo del bersaglio” e al fatto che il lancio del missile ha seguito la traiettoria precedentemente stabilita. Anche il 18 novembre, dall’imbarcazione Gorshkov erano stati svolti test analoghi, sempre sullo sfondo del bacino idrico del Mar Bianco. Tale arma rappresenta uno dei maggiori punti di forza dell’arsenale militare russo, sebbene ancora non sia stata consegnata in serie alle Forze Armate del Paese. Il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ha dichiarato, il 3 novembre, che, entro il 2022, nella Marina russa entreranno in servizio i missili ipersonici Zircon. Nel suo discorso, il presidente ha poi posto l’accento sui finanziamenti nel settore della Difesa, sottolineando che l’ammodernamento delle Forze Armate russe richiede l’attivazione di ingenti finanziamenti economici. È in tale quadro che è importante collocare la quota delle spese militari nel bilancio federale relativo al triennio 2022-2024. Tale valore, secondo i report citati da TASS, incrementerà del 15%, arrivando a 3,81 trilioni di rubli. Quanto rivelato rappresenta un significativo cambio di rotta, rispetto al piano di riduzione delle spese militari che era stato incluso nel budget triennale adottato nel 2020.  

I primi test del nuovo complesso militare russo, definito dal presidente Vladimir Putin un’arma “senza rivali” per le sue prestazioni, si sono svolti il 19 luglio. In tale occasione, l’arsenale ipersonico era stato posto sulla fregata da superficie Project 22350 Admiral Golkovo, situata nel Mar Bianco. L’obiettivo, invece, si trovava nel Mare di Barents, a circa 350 chilometri di distanza. Anche in tale episodio, il Ministero della Difesa della Federazione aveva riferito che i test avevano confermato le capacità prestazionali del missile. A seguito di ciò, il Dipartimento aveva reso nota l’intenzione di dotare non solo le navi della Marina russa di Zircon, ma anche i sottomarini. È importante ricordare che la Commissione militare-industriale di Mosca aveva annunciato, il 17 maggio, l’inizio dei test della super arma. Si tratta del primo missile da crociera ipersonico sviluppato al mondo. È un’arma progettata per neutralizzare unità navali maggiori come portaerei, incrociatori e cacciatorpediniere a lunghe distanze.

Uno degli aspetti strategici di Zircon, a detta degli esperti, risiede nel fatto che il missile è compatibile con i lanciatori verticali universali già in uso nelle unità della Flotta di Mosca. L’arma, inoltre, può essere lanciata sia da unità navali di superficie sia da sottomarini. Lo Zircon è in grado di effettuare voli aerodinamici prolungati, senza registrare perdita di quota anche negli strati più compatti dell’atmosfera terrestre, grazie alla forza motrice del motore che alimenta la stabilità dell’arma durante la sua traiettoria. La velocità massima del razzo è di circa 2,65 chilometri al secondo, per un’altitudine di 20 chilometri. La portata massima del missile è dichiarata a mille chilometri. Zircon dovrebbe essere in grado di colpire con la stessa efficacia sia bersagli marittimi sia di terra. Oltre alla versione navale, il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ha altresì menzionato lo sviluppo di un complesso missilistico ipersonico terrestre. Dall’altra parte, esperti occidentali citati da Reuters si sono chiesti quanto possano essere avanzati, nella pratica, i nuovi sistemi ipersonici russi. Tuttavia, hanno anche riconosciuto che la combinazione dei fattori quali velocità, manovrabilità e altitudine che caratterizzano i missili ipersonici rende molto difficile la loro intercettazione.

È stato in occasione dell’Assemblea Federale del primo marzo 2018 che Putin ha annunciato lo sviluppo delle prime armi ipersoniche di fabbricazione russa, durante un discorso in cui il presidente ha anche fatto riferimento al fatto che il nuovo arsenale di Mosca avrebbe potuto colpire “quasi ogni area del mondo”, nonché “eludere lo scudo missilistico degli Stati Uniti”. Successivamente, nel corso del 2020, il capo del Cremlino, che si è più volte espresso a favore della limitazione delle armi nucleari, in più occasioni ha accennato alle nuove armi russe di ultima generazione, sottolineando l’intenzione di dotare l’Esercito di tali complessi militari. Nello specifico, il 26 luglio 2020, Putin aveva annunciato che la Marina avrebbe ricevuto ingenti forniture di missili ipersonici nucleari, nonché droni sottomarini atomici. Si tratta di armi che, a detta del Ministero della Difesa, si trovavano nella fase finale di verifica.

 Nell’ultimo periodo si sta intensificando una nuova tipologia di corsa agli armamenti fra Cina, Russia e Stati Uniti incentrata sullo sviluppo di missili ipersonici (HM). Secondo gli esperti militari, Washington, nel percorso di militarizzazione ipersonica, potrebbe essere rimasta indietro rispetto a Mosca e a Pechino. A renderlo noto, il 15 luglio, è stata la testata statunitense The National Interest. Citando le dichiarazioni del sottosegretario alla Difesa degli USA, Michael Griffin, la rivista militare ha riferito che gli Stati Uniti “non dispongono di sistemi che potrebbero costituire una minaccia adeguata per Cina e Russia”, nonostante il Paese abbia significativamente incrementato gli investimenti nella ricerca in tale settore.

La versione aggiornata del report del Congressional Research Service (CRS) degli USA ha offerto una panoramica sullo stato attuale della militarizzazione ipersonica degli Stati Uniti. Nel rapporto si legge che, negli ultimi anni, i finanziamenti per i programmi di armi ipersoniche sono fortemente aumentati, in parte per tenere il passo delle crescenti capacità russe e cinesi. Sebbene Mosca e Pechino si siano principalmente concentrate sullo sviluppo di sistemi ipersonici con capacità nucleari, Washington si sta focalizzando sulla progettazione di complessi ipersonici per un uso tattico. Il report ha giustificato il ritardo statunitense nel campo spiegando che è più difficile sviluppare la versione non nucleare per via della maggiore precisione richiesta.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione