Russia e Cina intensificano la cooperazione energetica

Pubblicato il 29 novembre 2021 alle 9:01 in Russia USA e Canada

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Russia e Cina prevedono di sottoscrivere circa 20 accordi durante il III Forum sul business energetico russo-cinese, avviato lunedì 29 novembre. Ad annunciarlo è stato l’amministratore delegato della società petrolifera russa Rosneft, Igor Sechin.

La notizia è stata riportata, il medesimo lunedì, dall’agenzia di stampa russa RIA Novosti. Nel corso del suo intervento di apertura del Forum, Sechin ha dichiarato che Mosca e Pechino prevedono di sottoscrivere “circa 20 importanti accordi” nel settore energetico, tecnologico, della ricerca, della formazione e dell’istruzione. Anche il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ha preso parte al format e ha rilasciato un discorso in cui ha sottolineato quanto fossero importanti le relazioni bilaterali tra i due Paesi, le quali hanno raggiunto un “livello senza precedenti”. “Una componente significativa risiede nella cooperazione energetica, che si è particolarmente sviluppata negli ultimi anni”, ha dichiarato il capo del Cremlino. Nel dettaglio, Putin ha posto l’accento sugli ultimi traguardi raggiunti dall’asse Mosca-Pechino nel campo energetico, facendo anche riferimento a numerosi oleodotti e gasdotti transfrontalieri e all’inizio dei lavori di due reattori di fabbricazione russa, che saranno installati in centrali nucleari in Cina. Al termine del suo intervento, Putin ha affermato di sperare che le discussioni al forum possano aiutare a delineare prospettive future nella partnership tra Russia e Cina.

A partire dallo scorso maggio, la cooperazione tra le due potenze si è particolarmente intensificata nella sfera energetico-nucleare. Il presidente cinese e russo, rispettivamente Xi Jinping e Vladimir Putin, hanno assistito da remoto, mercoledì 19 maggio, alla cerimonia che ha dato il via alla costruzione di quattro nuovi reattori delle centrali nucleari di Tianwan e di Xudapu, in Cina. Tali progetti sono stati elaborati e realizzati congiuntamente dalla società statale russa Rosatom e dalla cinese China State Nuclear Industry Corporation.  In tale occasione, Putin ha affermato che l’asse sino-russo è sempre più impegnato nell’elaborazione di piani “ambiziosi” che dimostrino lo stretto legame tra i due Paesi. Parallelamente, il Ministero degli Esteri cinese ha affermato, il 25 maggio, che, al momento, le relazioni bilaterali si trovano nel miglior periodo della loro storia. Nel 2019, le parti hanno innalzato il livello dei rapporti bilaterali istituendo “relazioni di partenariato di cooperazione strategica complessiva per la nuova era”.

Anche la cooperazione economica ed energetica sino-russa riveste un’importanza chiave poiché favorisce l’approfondimento delle relazioni bilaterali. La Cina è il partner commerciale più importante della Russia, mentre Mosca svolge un ruolo minore nella politica economica di Pechino, in quanto si colloca al decimo posto nella lista dei partner più importanti. Il valore totale del commercio estero della Cina è di oltre 4,5 trilioni di dollari, di cui la Russia rappresenta meno del 3,5%. Tuttavia, Mosca occupa un ruolo cruciale come fonte di risorse energetiche a basso costo, riducendo la dipendenza di Pechino dalle importazioni dall’Africa e dal Medio Oriente attraverso le rotte dell’Oceano Indiano. Ciò è di fondamentale importanza soprattutto alla luce della recente intensificazione della rivalità marittima tra Cina e USA, India, Giappone e alcuni Paesi del Sud-Est asiatico, per garantire l’approvvigionamento di idrocarburi via terra.

Infine, è necessario ribadire che la crescente vicinanza di Mosca e Pechino ha portato i due Paesi a stabilire una “alleanza strategica” sempre più dinamica. Nell’ultimo periodo, numerosi Stati hanno espresso preoccupazione per la stretta cooperazione tra la Russia, lo Stato più esteso al mondo a livello territoriale, e la Cina, la principale economia mondiale per il suo ritmo di crescita. In tale contesto, è importante sottolineare che, dal 22 al 23 marzo, il ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa si è recato a Pechino per incontrare il suo omologo cinese. Quest’ultimo, prendendo le difese di Mosca, ha condannato le accuse che il blocco europeo aveva mosso nei suoi confronti, definendole “un mero pretesto di ingerenza”. L’asse sino-russo ha più volte criticato le misure imposte dall’Unione Europea, tra cui le sanzioni che, il 22 marzo, sono state varate contro persone fisiche ed entità giuridiche di Russia e Cina, tra gli altri Stati. Più tardi, il 14 giugno, si sono riuniti a Bruxelles i rappresentanti dei 30 Paesi membri della NATO. Il vertice è stato principalmente focalizzato sull’elaborazione di un piano strategico per fronteggiare la “crescente aggressione” di Mosca e Pechino. Lo stesso è avvenuto durante l’incontro del G7, tenutosi il 13 giugno, in Inghilterra.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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