L’Indonesia appalta giacimenti di petrolio e gas

Pubblicato il 29 novembre 2021 alle 9:58 in Asia Indonesia

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Il direttore generale per il petrolio e il gas del Ministero dell’Energia dell’Indonesia, Tutuka Ariadji, ha annunciato che il proprio Paese ha aperto gare d’appalto per otto nuovi blocchi di petrolio e gas situati in tutto l’arcipelago, il 29 novembre.

Secondo dati presentati a una conferenza sull’energia da Ariadji, i blocchi petroliferi e del gas in questione hanno una capacità totale di almeno 500 milioni di barili di petrolio e 62 miliardi di metri cubi di gas. Nello specifico, si tratta dei blocchi di West Palmera e Bertak Pijar Puyuh sull’isola di Sumatra, del giacimento offshore Paus a Natuna, dei blocchi North Ketapang e Agung I a North Java, dei blocchi Karaeng e Agung II a South Sulawesi e del blocco Maratua a Kalimantan orientale. Ad esclusione del blocco Bertak Pijar Puyuh, tutti i restanti sono inesplorati. Il direttore ha quindi affermato: “Invitiamo i potenziali investitori interessati, che hanno capacità tecniche e buone capacità finanziarie, a partecipare a queste gare di appalto”.

Ariadji ha affermato che i blocchi Bertak Pijar Puyuh, North Ketapang, Agung I e Agung II saranno offerti tramite una “proposta d’appalto diretta”, mentre il resto sarà per mezzo di una gara regolare. Le proposte dirette utilizzeranno il “contratto di condivisione della produzione”, in base al quale gli appaltatori sostengono i costi di esplorazione e produzione in cambio di una porzione maggiore del petrolio e del gas che recupereranno. Le gare d’appalto aperte regolari consentiranno invece agli appaltatori la flessibilità di scegliere tra un contratto di condivisione della produzione o uno schema di ripartizione lorda, in base al quale il governo rimborsa i costi di esplorazione e produzione sostenuti dagli appaltatori in cambio di una quota maggiore degli utili delle società di petrolio e gas.

Quello annunciato il 29 novembre è stato il secondo round di offerte per petrolio e gas che l’Indonesia ha emesso dall’inizio della pandemia. Jakarta aveva già assegnato blocchi di petrolio e gas alla società energetica indonesiana Energi Mega Persada e alla canadese Husky Energy il 3 settembre scorso, in occasione della prima gara di questo tipo indetta dal Paese in quasi due anni.

In particolare, Energi Mega Persada si era aggiudicata il blocco South CPP, situato sull’isola di Sumatra, dal quale si stima sia possibile estrarre 49,1 milioni di barili di petrolio e 2,5 miliardi di metri cubi di gas, secondo i dati del Ministero dell’Energia di Jakarta. Husky Energy Inc si era invece aggiudicata il blocco Liman sull’isola di Giava, dal quale si stima si possano recuperare quasi 9 miliardi di metri cubi di gas. La compagnia petrolifera statale PT Pertamina ha poi ottenuto un’offerta di partecipazione del 15% sui due blocchi. Energi Mega Persada si era aggiudicata la gara con un bonus di firma di 500.000 dollari, o una commissione una tantum per l’ottenimento di una licenza, e un impegno triennale di 13,6 milioni di dollari per studi geologici, geofisici e sismici e un pozzo di esplorazione. Husky aveva vinto l’appalto per l’area di lavoro di Liman con un bonus di 200.000 dollari e un impegno di studio triennale di 6,7 milioni di dollari.

Secondo dati della Energy Information Administration degli USA, al momento, l’Indonesia starebbe assistendo ad un calo della produzione petrolifera e ad una crescita nella domanda e il settore estrattivo necessiterebbe di nuove tecnologie e investimenti infrastrutturali. Ad oggi, gli investimenti esteri in attività estrattive sarebbero stati frenati principalmente da un contesto normativo incerto e da misure governative che offrirebbero un trattamento preferenziale all’industria nazionale. Anche il settore del gas sarebbe affetto da carenze quali la mancanza di infrastrutture estrattive efficienti.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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