Libia, elezioni presidenziali: no alla candidatura del premier Dabaiba

Pubblicato il 29 novembre 2021 alle 6:18 in Africa Libia

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La Corte d’appello di Tripoli ha accolto un ricorso depositato contro la candidatura del premier ad interim, Abdulhamid Dabiaba, alle prossime elezioni presidenziali. Al contrario, il generale a capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), Khalifa Haftar, sembra essere ancora in gara.

Entrambe le notizie sono state diffuse nella giornata del 28 novembre, a meno di un mese dalle attese elezioni presidenziali, al momento ancora calendarizzate per il 24 dicembre prossimo. Secondo quanto emerso da media libici, la Corte d’Appello ha accolto due dei ricorsi presentati da una serie di personalità libiche, tra cui l’ex ministro dell’Interno, Fathi Bashagha. Tra gli altri candidati che hanno richiesto la sospensione di Dabaiba vi sono Aref Ali Nayed, Othman Abdel Jalil e Mohamed al-Muntasser, tutti in corsa alle presidenziali di dicembre. Di conseguenza, la candidatura di Dabaiba è stata al momento sospesa, ma il premier, a sua volta, potrebbe presentare ricorso contro la decisione di Tripoli. Sono diversi gli articoli citati nel ricorso per motivare il rifiuto alla candidatura. Tra questi, il conteso articolo 12 della legge elettorale, in base al quale gli aspiranti capi di Stato sono stati chiamati a lasciare i propri incarichi sia civili sia militari tre mesi prima della data prevista per le elezioni.

Parallelamente, media libici hanno riferito, nella medesima giornata del 28 novembre, che la Corte d’appello di Bengasi ha respinto il ricorso presentato da un candidato alle presidenziali, Abdel Majid Saif al-Nasr, contro la candidatura di Khalifa Haftar. Tuttavia, non sono stati diffusi ulteriori dettagli in merito. Nel frattempo, sempre il 28 novembre, Saif Al-Islam Gheddafi, figlio dell’ex dittatore Muammar Gheddafi, ha riferito che i giudici del tribunale di primo grado di Sebha si sono rifiutati di tenere un’udienza sul ricorso contro l’Alta commissione elettorale, da lui presentato dopo essere stato escluso dalla corsa alle presidenziali. L’udienza sarebbe stata annullata a causa dell’assenza di un giudice.

Per la Commissione elettorale, Saif al-Islam non sarebbe idoneo alla carica di presidente in quanto condannato a morte in contumacia, nel 2015, dal tribunale di Tripoli, a causa di crimini di guerra commessi durante la rivolta libica del 2011. Inoltre, l’uomo risulta essere ricercato dalla Corte penale internazionale per presunti crimini contro l’umanità. Il figlio dell’ex dittatore libico, tuttavia, nega di aver commesso reati. L’esclusione di Saif al-Islam dalle presidenziali non è stata priva di conseguenze. Mentre i suoi sostenitori hanno mostrato la propria rabbia strappando le tessere elettorali, il 26 novembre, alcuni uomini armati hanno attaccato un tribunale nella città meridionale di Sebha, impedendo all’avvocato di Saif di fare appello. A seguito dell’episodio, la Missione di Sostegno dell’Onu in Libia (UNSML) ha dichiarato di essere allarmata e ha condannato fermamente qualsiasi forma di violenza elettorale.

Da parte sua, il 28 novembre l’Alto Consiglio di Stato libico, l’organo legislativo legato al precedente governo di Tripoli e attualmente camera alta del Parlamento libico, ha messo in guardia da tentativi “sistematici” di commettere brogli elettorali e si è detto preoccupato per le violazioni registrate in fase di ricezione delle tessere elettorali. Nella sua dichiarazione, l’Alto Consiglio ha affermato che riterrà l’Alta Commissione elettorale “pienamente responsabile” di qualsiasi frode elettorale.

Oltre al futuro capo di Stato, la popolazione libica attende di recarsi alle urne per poter esprimere la propria preferenza anche sui membri del Parlamento. Secondo quanto riferito, il 7 novembre, dal capo dell’Alta Commissione elettorale nazionale libica (HNEC), Imad al-Sayeh, il primo turno delle elezioni presidenziali si terrà il 24 dicembre, in occasione del 70esimo anniversario dell’indipendenza della Libia. Le elezioni legislative, invece, si terranno dopo 52 giorni, presumibilmente il 14 febbraio 2022, in concomitanza con il secondo turno delle presidenziali.

Le elezioni presidenziali e legislative sono state concepite come la pietra angolare di una tabella di marcia politica, sostenuta dalle Nazioni Unite, il cui obiettivo è porre fine alla perdurante crisi e guerra civile libica, il cui inizio risale al 15 febbraio 2011. Queste rappresentano, poi, un ulteriore tassello del percorso di transizione democratica intrapreso dal Paese a seguito del cessate il fuoco siglato a Ginevra il 23 ottobre 2020, nel quadro del Comitato militare congiunto 5+5, un organismo composto da delegati di entrambe le parti belligeranti, l’LNA e il precedente governo di Tripoli. È del 5 febbraio 2021, invece, la nomina delle nuove autorità esecutive temporanee da parte del Forum di dialogo politico, tra cui quella di Mohamed al-Menfi come capo del Consiglio presidenziale, mentre è del 10 marzo il voto di fiducia al governo ad interim, guidato da Abdulhamid Dabaiba. 

 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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