Iran, Turkmenistan e Azerbaigian firmano un accordo energetico di scambio

Pubblicato il 29 novembre 2021 alle 11:07 in Azerbaigian Iran Turkmenistan

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L’Iran, il Turkmenistan e l’Azerbaigian hanno firmato, domenica 28 novembre, un accordo di scambio sul gas, per un massimo di 2 miliardi di metri cubi (bcm) l’anno. A riferire del trilaterale è stata l’agenzia di stampa russa Interfax, citando fonti iraniane.

L’intesa è stata sottoscritta dai ministri del Petrolio dei tre Paesi, alla presenza dei presidenti di Iran e Turkmenistan e del primo ministro dell’Azerbaigian, rispettivamente Ibrahim Raisi, Gurbanguly Berdimuhamedov e Ilham Aliyev, durante il 15° vertice dei capi di Stato dell’Organizzazione per la Cooperazione Economica (ECO), svoltosi nella capitale turkmena, Ashgabat, la medesima domenica. Secondo l’accordo, che rafforza quello del 2004, l’Iran riceverà gas dal Turkmenistan e consegnerà la quantità equivalente all’Azerbaigian, attraverso il confine iraniano. A chiarire tali dettagli, a margine del vertice, è stato il ministro del Petrolio iraniano, Javad Owji. Quest’ultimo ha aggiunto che, sulla base delle disposizioni dell’intesa, “il Turkmenistan fornirà 5-6 milioni di metri cubi di gas al giorno all’Azerbaigian”. L’accordo dovrebbe entrare in vigore in meno di un mese, prima dell’arrivo dell’inverno. Owji ha anche affermato che l’Iran si sta impegnando a risanare il debito di 1,8 miliardi di dollari che aveva contratto, nel 2017, verso il Turkmenistan per il gas che il Paese Centro-Asiatico gli aveva fornito. “Pagheremo presto la prima rata per estinguere il debito del gas che abbiamo nei confronti della parte turkmena, dopo i colloqui che si sono svolti in precedenza”, ha detto Owji, senza chiarire a quanto ammonterà la prima tranche di denaro.

Nel corso di una conferenza stampa, tenutasi a margine del vertice, Raisi ha affermato che l’accordo “rafforzerà i legami” tra i tre Paesi. Analogamente, analisti internazionali hanno interpretato la notizia come una prova a conferma della normalizzazione delle relazioni bilaterali tra Teheran e Baku, che si erano aggravate, lo scorso ottobre, a causa di tensioni militari lungo i confini che condividono. Il portavoce del governo iraniano, Ali Bahadori Jahromi, ha affermato, attraverso un Tweet, che il gas che l’Iran riceverà in base all’accordo soddisferà le esigenze di almeno cinque province del Paese. Puntando il dito contro l’esecutivo precedente, il portavoce ha affermato che “il campo delle relazioni estere non è più limitato a pochi Stati specifici”.

L’accordo di scambio di gas è giunto una settimana dopo che Iran e Azerbaigian avevano concordato di avviare molteplici accordi energetici, inclusi quelli sullo scambio e sullo sviluppo congiunto di giacimenti di petrolio e di gas nel Mar Caspio, nonché sulla fornitura di gas iraniano verso l’enclave azera di Nakhchivan. Tale decisione era stata presa, il 21 novembre, durante il bilaterale tra il vice primo ministro dell’Azerbaigian, Shahin Mustafayev, e il ministro del Petrolio iraniano. I due funzionari avevano anche rilasciato una dichiarazione congiunta, in cui avevano rivelato che i nuovi documenti riguardavano la cooperazione nel settore petrolifero e del gas. “L’incontro con la delegazione azera è stato costruttivo e sono stati raggiunti ottimi accordi”, aveva riferito Owji.

È importante ricordare che l’intesa di domenica ha apportato modifiche ad un accordo di scambio tra Baku e Teheran, risalente al 2004. Sulla base di quest’ultimo, l’Azerbaigian forniva gas alla città iraniana Nord-Occidentale di Astara, e, in cambio, l’Iran consegnava l’85% dello stesso volume a Nakhchivan, dove la differenza di volume era pari a una tassa di transito. Sebbene Teheran abbia giacimenti di gas naturale nelle aree Meridionali del Paese, dal 1997 importa gas dal Turkmenistan per soddisfare la crescente domanda, in particolare nelle province Settentrionali. Nel 2011, l’Iran ha annunciato la scoperta del giacimento Caspian Sardar Jangal, che si stima contenga fino a 1,4 miliardi di metri cubi di gas e due miliardi di barili di petrolio. Tuttavia, il bacino, essendo situato a 700 metri sott’acqua, non può essere sfruttato dalle compagnie petrolifere nazionali iraniane perché non dispongono di tecnologie avanzate che gli consentano di estrarre le risorse ivi contenute. Infine, è importante sottolineare che l’industria energetica del Paese è stata ostacolata dalle sanzioni imposte dagli Stati Uniti che impediscono sia l’acquisto di apparecchiature ad alta tecnologia sia l’assunzione di società di servizi petroliferi internazionali per sviluppare i giacimenti di petrolio e gas più impegnativi del Paese.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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