Etiopia: l’esercito riconquista la città di Chifra

Pubblicato il 29 novembre 2021 alle 15:49 in Africa Etiopia

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L’esercito etiope ha dichiarato di aver ripreso il controllo della città di Chifra, nella regione di Afar, sequestrata giorni fa dalle forze ribelli del Fronte di Liberazione del Popolo del Tigray (TPLF). Si tratta del primo successo annunciato dalle truppe etiopi a partire dalla discesa in campo del primo ministro, Abiy Ahmed, unitosi ai soldati per combattere in prima persona il 23 novembre. Il TPLF aveva catturato Chifra dopo che, il mese scorso, gli scontri negli Stati regionali di Afar e Amhara si erano intensificati.

“Le forze di difesa etiopi e le forze speciali di Afar hanno preso il controllo di Chifra”, ha dichiarato l’emittente statale Ethiopian Broadcasting Corporation, sul suo account Twitter, senza fornire dettagli aggiuntivi. Il portavoce del TPLF, Getachew Reda, non ha ancora risposto alle richieste di commento.

Chifra si trova a Ovest della città di Mille, che le forze del Tigray stanno cercando di catturare da settimane, perché situata lungo l’autostrada che collega l’Etiopia al Gibuti, il principale porto del Corno d’Africa. Venerdì 26 novembre, Fana Broadcasting, un’altra emittente affiliata allo stato, ha riferito che Abiy era in prima linea sul luogo mentre l’esercito combatteva contro le forze del Tigray. “Il morale delle truppe è molto alto”, ha detto il primo ministro nelle sue ultime osservazioni, in cui aveva promesso che Chifra sarebbe stata ricatturata. 

Gran parte dell’Etiopia settentrionale è soggetta ad un blocco delle comunicazioni e l’accesso ai giornalisti è fortemente limitato, il che rende difficile verificare in maniera indipendente le affermazioni che arrivano dal campo di battaglia. Al Jazeera, tuttavia, ha affermato di essere riuscita ad ottenere l’accesso esclusivo a Chifra, la prima testata giornalistica internazionale a farlo. Riferendo dal “cuore” della città, il corrispondente del quotidiano in lingua araba, Mohammed Taha Tewekel, ha dichiarato che le forze del Tigray erano state “cacciate da questa zona strategica” per opera delle milizie filo-governative della regione di Afar, ma ha osservato che si potevano ancora “udire spari da tutte le direzioni”. “Chifra è stato l’epicentro delle operazioni militari degli ultimi 40 giorni”, ha specificato Tewekel durante una trasmissione in diretta, durante la quale si sentivano gli spari in sottofondo. “Le scene a cui abbiamo assistito sono molto spaventose. Cadaveri ovunque per le strade. È la prova vivente della ferocia dei combattimenti. Ci sono chiari segni della mancanza di umanità in questo conflitto. I negozi e le attività commerciali sono stati completamente distrutti, anche le moschee non sono state risparmiate. Tutti i residenti sono fuggiti per salvarsi la vita e la città si è trasformata in una caserma militare per i combattenti di Afar”, ha aggiunto. Le milizie “hanno preso la città” e ora stanno avanzando verso Bati e Kombolcha, ha precisato il corrispondente.

Nel mezzo degli scontri tra l’esercito etiope e le forze del Tigray, nel fine settimana, è altresì giunta la notizia di attacchi lungo il confine con il Sudan, nei quali, a detta di Khartoum, 6 soldati sudanesi sarebbero rimasti uccisi. Il governo di Addis Abeba ha negato la propria responsabilità nell’incidente e ha attribuito i disordini nella zona contesa ai ribelli della regione del Tigray. L’episodio si sarebbe verificato nella fertile distesa di Al-Fashaqa, un’area da anni motivo di tensione tra l’Etiopia e il Sudan. In merito ai fatti di sabato 27 novembre, il portavoce del governo etiope, Legesse Tulu, ha definito “infondate” le accuse del governo di Khartoum e ha dichiarato: “Un folto gruppo di insorti, banditi e terroristi è entrato dal Sudan, quindi la Forza di Difesa Nazionale Etiope e la milizia locale li hanno distrutti”. Legesse ha altresì aggiunto che il TPLF, secondo le autorità di Addis Abeba, si starebbe addestrando in Sudan e starebbe ricevendo sostegno da non specificati “sostenitori stranieri”.

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Chiara Gentili

di Redazione

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