Afghanistan: ponte aereo verso l’Italia per 500 ex collaboratori

Pubblicato il 29 novembre 2021 alle 16:31 in Afghanistan Italia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Con la collaborazione dei Paesi della regione, è stato organizzato un ponte aereo dall’Afghanistan per portare in Italia altri 500 ex collaboratori afghani e i loro nuclei familiari.

Come riferito dall’agenzia di stampa ANSA, si tratta dell’operazione “Aquila Omnia-Bis”, avviata dalla Difesa italiana. A tale proposito si è espresso il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, che ha dichiarato: “Aquila Omnia bi oggi testimonia il risultato di un lungo lavoro di squadra grazie alla forte collaborazione tra i ministeri della Difesa, Esteri, Interni e i Servizi di Informazione”. “L’evacuazione della scorsa estate dei cittadini afghani da Kabul è stata un’operazione molto complessa, ma l’impegno incessante e silenzioso delle forze armate italiane è proseguito anche in questi mesi”, ha sottolineato anche il ministro. 

Intanto, il Paese affronta una crisi umanitaria senza precedenti. L’11 novembre, Human Rights Watch ha ribadito che il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite ha lanciato numerosi avvertimenti sul peggioramento della situazione relativa all’insicurezza alimentare in Afghanistan e sul rischio di morti per la carestia nei prossimi mesi. Secondo i media locali, le famiglie prive di denaro e cibo stanno vendendo i loro beni e cercano di fuggire dal Paese via terra. Gli afghani impoveriti che affrontano la malnutrizione hanno descritto tentativi disperati di acquistare o procurarsi cibo e la morte di persone impossibilitate a spostarsi. “L’economia e i servizi sociali dell’Afghanistan stanno crollando, con afgani in tutto il Paese che già soffrono di malnutrizione acuta”, ha affermato John Sifton, direttore per la difesa dell’Asia presso Human Rights Watch. 

A proposito dell’attuale complesso panorama che circonda la crisi afghana, è necessario ricordare che la questione del congelamento di circa 10 miliardi di finanziamenti internazionali è legata al riconoscimento dell’esecutivo dei talebani, attualmente al potere. Le posizioni delle grandi potenze mondiali, a tale proposito, sono disparate. A proposito di questa situazione, l’Italia si è allineata alla posizione europea. Il 26 settembre, il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, ha affermato che il governo talebano in Afghanistan non può essere riconosciuto, ma il Paese deve essere salvato dal collasso finanziario. Il ministro italiano ha rilasciato queste dichiarazioni il 26 settembre, durante un’intervista trasmessa dalla televisione italiana. La notizia si è poi diffusa anche sulla stampa straniera

Il 12 ottobre, la Commissione Europea ha annunciato l’erogazione di un miliardo di euro in aiuti, che non passeranno per il governo. Alcuni dei fondi dell’UE sono stati stanziati per garantire un sostegno anche agli Stati limitrofi. “Dobbiamo fare tutto il possibile per evitare un grave collasso umanitario e socio-economico in Afghanistan. Dobbiamo farlo in fretta”, aveva dichiarato la presidente della commissione Ursula von der Leyen. “Il popolo afghano non deve pagare il prezzo delle azioni dei talebani”, aveva aggiunto. Tuttavia, questi interventi rimangono di portata limitata e la crisi che i cittadini afghani sono costretti ad affrontare rischia di aggravarsi di giorno in giorno. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.