Sudan: scontri al confine con milizie etiopi, uccisi almeno 6 soldati di Khartoum

Pubblicato il 28 novembre 2021 alle 8:47 in Etiopia Sudan

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L’esercito sudanese ha confermato di aver respinto un attacco perpetrato dalle forze etiopi contro una postazione situata al confine tra Etiopia e Sudan. Almeno 6 soldati di Khartoum risultano essere stati uccisi, secondo fonti militari.

La notizia era stata inizialmente riportata, il 27 novembre, da fonti militari sudanesi all’agenzia di stampa Reuters. Poi, nella tarda serata della medesima giornata, è giunta la conferma delle forze sudanesi attraverso un post sulla propria pagina Facebook, in cui è stato specificato che “milizie e gruppi dell’esercito etiope” hanno attaccato postazioni della controparte sudanese situate nella zona di confine di al-Fashaqa al-Sughra, provocando morti. Ad essere attaccate sono state, in particolare, le forze sudanesi incaricate di garantire i raccolti nella zona di al-Fashaqa. Obiettivo degli attentatori etiopi, invece, sarebbe stato quello di intimidire i contadini locali e minare la buona riuscita della stagione di raccolta. “Le nostre forze hanno respinto l’attacco con coraggio e inflitto ingenti perdite agli attentatori, in termini di vite umane ed equipaggiamento” si legge, poi, nella dichiarazione di Khartoum, in cui, però, non vengono forniti dettagli sul bilancio delle vittime. Da parte sua, il portavoce del governo di Addis Abeba, Legesse Tulu, non ha rilasciato dichiarazioni su quanto accaduto né ha risposto alla richiesta di commenti da parte di Reuters.

Nelle prime ore del 27 novembre, anche media sudanesi, sulla base delle informazioni fornite da fonti militari “di alto rango”, avevano diffuso notizie di tensioni nell’area di Barakat Noreen, non lontano dall’insediamento etiope di Malkamo, a sua volta situato all’interno di territori sudanesi. A detta delle medesime fonti, nel corso degli scontri, durati circa sette ore, sono state impiegate artiglieria pesante e mitragliatrici, causando la morte di circa 21 membri delle truppe del Sudan. Il tenente colonnello Ibrahim Al-Houri, caporedattore del quotidiano delle forze armate, ha affermato che “l’esercito ha pianto 6 martiri ad Al-Fashaqa” portando a 90 il numero dei soldati sudanesi uccisi negli scontri al confine dal mese di aprile 2020. Secondo il medesimo canale di informazione, la nuova incursione etiope mirava a raggiungere due obiettivi, il primo era sostenere gli agricoltori di Amhara, impegnati a lavorare in terre di circa 10.000 acri situate all’interno del Sudan, e il secondo era sbarrare la strada alle forze del Fronte di Liberazione del Tigray, che combattono da quasi un anno le forze governative etiopi nella regione di Bahar Dar.

È dal mese di novembre 2020 che Khartoum accusa Adis Abeba di aver dispiegato uomini armati nei propri territori, e, successivamente, di aver teso un’imboscata a una pattuglia sudanese situata nella regione di confine di Al-Fashaqa. Si tratta di una zona pianeggiante, ritenuta essere particolarmente fertile, al centro di una disputa tra i due Paesi africani. In particolare, il Sudan considera il territorio sotto la propria giurisdizione, ma agricoltori della regione etiope di Amhara rivendicano i propri diritti. Nello specifico, lo Stato di Amhara rivendica parti della regione che Khartoum ritiene si trovi all’interno dei propri confini in virtù di trattati di epoca coloniale risalenti al 1902. Il Sudan, dal canto suo, ha storicamente consentito agli agricoltori dell’Amhara di vivere e lavorare nella zona in cambio del pagamento di tasse al governo di Khartoum. Poi, a novembre dello scorso anno, le forze etiopi e quelle sudanesi si sono scontrate per settimane nella regione, consentendo a Khartoum, dopo circa 25 anni dal ritiro dell’esercito sudanese, di riprendere il controllo di circa il 92% di tali terre fertili, nel dicembre 2020.

Le tensioni si erano acuite dopo lo scoppio del conflitto nella regione settentrionale etiope del Tigray, il 4 novembre 2020, data in cui  le forze del governo locale, le cosiddette Forze di Liberazione del Popolo del Tigray (TPLF), sono insorte contro quelle del governo federale, guidato dal primo ministro Abiy Ahmed. Dopo che le truppe etiopi hanno lasciato la regione di confine per combattere nel Tigray, sia le forze sudanesi sia le milizie di etnia Amhara si sono mobilitate ad Al-Fashaqa, riprendendo i combattimenti che erano rimasti in sospeso da diversi mesi.

Etiopia e Sudan condividono un confine di circa 1.600 chilometri. Nel 1902, fu stipulato tra la Gran Bretagna, l’allora potenza coloniale del Sudan, e l’Etiopia, un accordo per tracciare la frontiera ma nel documento mancava l’individuazione di chiare linee di demarcazione. Gli ultimi colloqui sul confine tra Sudan ed Etiopia si sono tenuti, il 29 maggio 2020, ad Addis Abeba. In precedenza, tra il 2002 e il 2006, si sono svolte regolari riunioni tra i due Paesi per affrontare la questione della demarcazione delle frontiere.

Nel frattempo, il conflitto nel Tigray, non ancora terminato, sta costringendo decine di migliaia di profughi a lasciare la regione e a dirigersi verso il Sudan orientale, innescando schermaglie militari in un’area già contesa.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo e inglese

di Redazione

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