Immigrazione: l’incontro a Calais si conclude con un nulla di fatto

Pubblicato il 28 novembre 2021 alle 19:31 in Francia UK

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Il porto di Calais ha ospitato oggi, domenica 28 novembre, un vertice a quattro tra i ministri che si occupano di immigrazione provenienti da Francia, Germania, Olanda e Belgio, al fine di trovare una soluzione comune per contrastare i continui flussi di migranti illegali nel canale della Manica. A margine dell’incontro, Parigi ha riferito che è pronta a dialogare anche con Londra, ma che non sarà “ostaggio” delle sue politiche interne.

Tale dichiarazione è stata rilasciata dal ministro dell’Interno francese, Gérald Darmanin, dopo che lo stesso ministro ha precedentemente annullato l’invito rivolto alla collega britannica, Priti Patel, per partecipare al meeting di Calais. La decisione di Darmanin sarebbe giunta dopo che il primo ministro britannico, Boris Johnson, ha inviato una lettera al presidente francese, Emmanuel Macron, invitando Parigi, tra le altre cose, a “riprendersi” i migranti giunti in Inghilterra. Parallelamente, a poche ore dal vertice, il 28 novembre, Londra ha nuovamente sollecitato un’azione congiunta con la Francia per contrastare le reti di trafficanti di esseri umani attraverso la Manica e ha fatto sapere che è pronta ad organizzare ulteriori colloqui per discutere della crisi nel Canale, dopo essere stata esclusa da quelli di Calais. “Questa settimana terrò colloqui urgenti con i miei omologhi europei per prevenire ulteriori tragedie nella Manica”, ha scritto Priti Patel sul proprio account Twitter, il 28 novembre.

Altre dichiarazioni simili sono state fatte, nella medesima giornata, dal ministro della Sanità britannico, Sajid Javid, il quale ha affermato: “Dobbiamo fare tutto il possibile per rompere il modello economico dei trafficanti di esseri umani” e questo “implica lavorare a stretto contatto con i nostri amici francesi”. A detta di Javid, nella sua lettera, il premier Johnson aveva altresì sottolineato la necessità, per Parigi e Londra, di svolgere operazioni di pattugliamento congiunto al largo delle coste francesi, al fine di fermare i perduranti flussi illegali.

Circa l’incontro di Calais tra Parigi e i partner europei, come evidenziato dall’agenzia di stampa Reuters, i colloqui non hanno portato a risultati significativi. Tuttavia, secondo quanto riferito dal ministro Darmanin, l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera (Frontex) ha accettato di fornire un aereo, a partire dal primo dicembre, per monitorare la costa settentrionale della Francia.

Le dichiarazioni emerse sino ad ora, però, hanno riguardato soprattutto i dissidi tra Parigi e Londra, già ai ferri corti sulle regole commerciali post-Brexit e sui diritti di pesca. “La Gran Bretagna ha lasciato l’Europa, ma non il mondo. Dobbiamo lavorare seriamente su queste questioni, senza essere tenuti in ostaggio dalla politica interna britannica”, ha dichiarato Darmanin alla stampa dopo aver incontrato i suoi omologhi belgi, tedeschi e olandesi. Il ministro ha poi evidenziato che è stata la Francia, negli ultimi 25 anni, ad occuparsi della questione dell’immigrazione illegale riguardante anche la Gran Bretagna, e ora è giunto il momento per Londra di “svegliarsi”. “Se i migranti vengono a Calais, Dunkerque o nel Nord della Francia, è perché sono attratti dall’Inghilterra, in particolare dal mercato del lavoro, il che significa che puoi lavorare in Inghilterra senza alcuna identificazione”, ha affermato Darmanin, aggiungendo: “Il Regno Unito deve assumersi le sue responsabilità e limitare la sua attrattività economica”.

Il vertice di oggi è giunto dopo che, il 24 novembre, almeno 27 persone hanno perso la vita cercando di attraversare in gommone il Canale della Manica, che collega la Francia alla Gran Bretagna. Si trattava perlopiù di individui di etnia curda provenienti da Iran e Iraq, ma gran parte delle vittime non è stata ancora identificata. I governi di Londra e Parigi si sono dati la colpa a vicenda a seguito dell’incidente, mentre la Francia ha avviato un’indagine nazionale sui fenomeni di criminalità organizzata in relazione all’accaduto. A tal proposito, il ministro Darmanin ha affermato che un’auto con etichette tedesche è stata sequestrata nel corso delle indagini.

Il numero di rifugiati che cercano di attraversare la Manica su piccole imbarcazioni è aumentato durante l’ultimo anno, a causa delle restrizioni ai viaggi come conseguenza della pandemia e dopo la Brexit. Quello registrato il 24 novembre, poi, ha rappresentato il bilancio più alto di migranti deceduti mai registrato nella stretta via marittima che separa i due Paesi. Prima del 24 novembre, durante tutto il 2021, 14 persone in totale sono annegate nel tentativo di raggiungere le coste britanniche, secondo un funzionario della prefettura marittima locale. Nel 2020, ne sono morte in totale 7 e 2 sono risultate scomparse, mentre nel 2019 il bilancio delle vittime è stato pari a 4.

Il Canale è una delle rotte di navigazione più trafficate del mondo e le correnti in questa zona sono particolarmente forti. Ciononostante, organizzazioni criminali lucrano sulla pelle di migranti e rifugiati, sovraccaricando gommoni inadatti a questo tipo di traversata in condizioni climatiche non ideali, richiedendo somme che oscillano tra i 3.000 e i 7.000 euro. 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo e inglese

di Redazione

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