Algeria: popolazione alle urne per le elezioni amministrative

Pubblicato il 27 novembre 2021 alle 16:29 in Africa Algeria

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L’elettorato algerino è stato chiamato, oggi, sabato 27 novembre, ad esprimere la propria preferenza per rinnovare le “Assemblee del popolo comunali”, relative alle municipalità, e le 58 “Assemblee del popolo wilaya”, di carattere provinciale. Si tratta di un momento chiave per il presidente algerino, Abdelmadjid Tebboune, tuttora impegnato a conquistare la fiducia del popolo a seguito della caduta dell’ex presidente, Abdelaziz Bouteflika.

Sono oltre 23,7 milioni i cittadini algerini aventi diritto di voto, che dovranno scegliere tra 115.230 candidati alle comunali, da insediarsi in 1.541 comuni, e altri 18.993 alle provinciali, il cui mandato durerà cinque anni. Le donne rappresentano il 15% dei candidati, secondo le statistiche dell’Autorità elettorale nazionale. Inoltre, sono altresì presenti supervisori, pari a oltre un milione, e 182.981 osservatori delegati dai circa quaranta partiti politici in lizza, al fine di monitorare il processo di voto. Per la seconda volta consecutiva, gli elettori eleggeranno i propri rappresentanti secondo il metodo delle liste aperte con voto di preferenza. La prima volta era avvenuto con le legislative del 12 giugno 2021. Nel corso della campagna elettorale, sono state diverse le questioni emerse, dal ruolo che i rappresentanti a livello locale saranno chiamati a svolgere per rispondere alle preoccupazioni della popolazione fino ai mezzi a loro disposizione. Come sancito dalle norme in vigore, le assemblee locali eleggono i due terzi dei membri della camera alta del Parlamento nazionale, mentre il presidente nomina il resto.

Secondo alcuni esperti, l’affluenza alle urne dovrebbe registrare un tasso leggermente migliore rispetto alle ultime elezioni legislative, svoltesi il 12 giugno scorso, ma comunque basso. Le ultime elezioni parlamentari sono state caratterizzate da un’affluenza definita molto bassa, del 30% circa, un record minimo per l’Algeria, mentre il movimento di protesta pro-democrazia “Hirak”, così come i tradizionali partiti di opposizione, avevano ripetutamente invitato a boicottare le elezioni. Dal canto suo, il 27 novembre stesso, il ministro delle Comunicazioni algerino, Mohamed Bouslimani ha sottolineato che le elezioni delle assemblee comunali e delle wilaya rappresentano un’occasione per apportare il “vero cambiamento” auspicato dai cittadini verso la costruzione di una nuova Algeria. Tale cambiamento, è stato specificato, avviene proprio a livello di comuni e province.

Anche il presidente Tebboune ha auspicato che l’affluenza alle elezioni amministrative anticipate di oggi sia “onorevole”, mentre ha chiarito che sono stati predisposti severi controlli per prevenire ogni tentativo di brogli elettorali. Parlando alla stampa nazionale alla vigilia dell’apertura dei seggi, Tebboune ha evidenziato come il popolo, chiamato a scegliere i rappresentanti più idonei a gestire gli affari locali, sia alla ricerca di un cambiamento. Tale cambiamento, a detta del capo di Stato, si basa su tre criteri, ovvero “gioventù, società civile e onestà”. Quest’ultima è da ricercarsi nei candidati stessi, “lontano dal denaro sporco”, mentre i giovani sono stati definiti i “portatori di nuove idee”, finalizzate a rivitalizzare i comuni e a realizzare riforme che “cristallizzerebbero le decisioni prese a livello nazionale, purché attuate a livello locale e con conseguenze sulla vita quotidiana dei cittadini”.

Tebboune ha poi affermato che la fase post-elettorale vedrà numerose riforme in materia di ricostruzione delle basi sociali ed economiche dello Stato, il cui obiettivo sarà creare uno “Stato moderno”. Il presidente ha inoltre annunciato l’apertura, all’inizio del 2022, di workshop per la revisione dei codici comunali e regionali, al fine di conferire maggiori prerogative agli eletti locali e fornire loro strumenti che consentano di adempiere ai propri impegni. “Questo processo è stato rinviato a dopo le elezioni amministrative, al fine di completare il processo di costruzione istituzionale e di creare istituzioni basate su integrità e credibilità che permettano di discutere di questioni centrali relative al futuro del Paese, come, ad esempio, politiche di sostegno e assistenza sociale”, ha dichiarato il capo di Stato algerino, aggiungendo: “L’assistenza sociale in Algeria continuerà”.

Abdelmadjid Tebboune, eletto il 12 dicembre 2019, a seguito di una forte ondata di mobilitazione popolare e della caduta di Bouteflika, si è da subito impegnato a rispondere alle richieste dei manifestanti e ad introdurre riforme costituzionali, considerando la Costituzione la “pietra miliare” di una nuova Repubblica. Tuttavia, al referendum indetto a novembre 2020, solo il 23,7% degli elettori algerini si è recato alle urne per esprimere la propria preferenza sugli emendamenti proposti. Ciò, seguito dall’elevata astensione alle legislative di giugno scorso, ha messo in luce come il presidente non sia riuscito ancora a guadagnarsi la fiducia della popolazione algerina. Da parte sua, il movimento di mobilitazione popolare, noto con il nome di Hirak, continua a chiedere lo sradicamento dell’intero sistema politico, sulla scia di quanto inneggiato nel corso delle proteste scoppiate il 22 febbraio 2019.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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