Ucraina, Zelensky: sventato un colpo di Stato, accusata la Russia

Pubblicato il 26 novembre 2021 alle 15:09 in Russia Ucraina

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Il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, ha annunciato, venerdì 26 novembre, che le autorità del Paese hanno sventato un tentato colpo di Stato che sarebbe stato orchestrato dalla Russia. Il Cremlino ha negato il proprio coinvolgimento nella questione.  

A riportare la notizia, il medesimo venerdì, è stata l’agenzia di stampa russa RIA Novosti. Il colpo di Stato a cui ha fatto riferimento Zelensky, nel corso di una conferenza stampa, si sarebbe dovuto verificare tra il primo e il 2 dicembre. I dettagli forniti sul possibile golpe sono ridotti e si limitano a quanto rivelato dal leader di Kiev. Zelensky ha affermato che le autorità ucraine erano entrate in possesso di materiale audio che comprovava il complotto della prossima settimana. Dall’altra parte, il Cremlino ha negato qualsiasi ruolo nel golpe.

Durante il suo discorso, inoltre, il leader ucraino ha più volte menzionato il pericolo di un’imminente “aggressione russa”, ribadendo la prontezza delle Forze Armate del Paese nel gestire un’eventualità simile. “Abbiamo il pieno controllo dei nostri confini e siamo completamente preparati per qualsiasi escalation”, ha affermato Zelensky. Intanto, l’agenzia di stampa statunitense Bloomberg ha riferito, il 25 novembre, che i preparativi “dell’invasione russa in Ucraina” si sarebbero estesi anche nella regione del Kamchatka, dove sarebbero state distribuite Forze Armate in caso di “guerra globale”. Inoltre, citando analisi di esperti internazionali, la testata statunitense ha spiegato l’improbabilità che un’invasione su larga scala possa verificarsi prima di gennaio a causa del terreno fangoso e della necessità di mobilitare truppe aggiuntive.

Nelle ultime due settimane, sono incrementate le dichiarazioni rilasciate da funzionari statunitensi, NATO, europei e ucraini riguardo a “insoliti movimenti di truppe russe in prossimità dell’Ucraina”. Il capo dell’intelligence militare del Paese Est-Europeo, Kyrylo Budanov, ha dichiarato al quotidiano Military Times, citato da Reuters, che la Russia aveva più di 92.000 soldati ammassati attorno ai confini ucraini. Secondo Budanov, Mosca si starebbe preparando a sferrare un attacco contro Kiev entro la fine di gennaio o l’inizio di febbraio. Un attacco di tale portata, ha spiegato il capo dell’intelligence, includerebbe attacchi aerei e attacchi corazzati. Questi sarebbero poi seguiti da assalti aerei a Est, assalti anfibi a Odessa e Mariupol, nonché da un’incursione più ridotta tramite la Bielorussia. Da parte sua, Mosca ha respinto tali accuse, definendo le dichiarazioni “provocatorie” e ricordando che, invece, sarebbero gli Stati Uniti e la NATO a svolgere attività insolite poiché stanno incrementando la propria presenza militare nella regione.

Dall’altra parte, il Cremlino ha continuato a ripetere alla NATO di interrompere le attività militari vicino ai confini della Russia, nonché di smettere di fornire armi di ultima generazione all’Ucraina. Tali sviluppi si collocano nel quadro di quanto la Russia aveva affermato il 27 settembre. In tale occasione, il Cremlino e la Bielorussia avevano sottolineato che, con l’espansione militare in Ucraina, la NATO stava varcando una delle “linee rosse” tratteggiate dal presidente russo, Vladimir Putin. Analogamente, il capo di Stato bielorusso, Alexander Lukashenko, aveva accusato gli Stati Uniti di aver istituito centri di addestramento in Ucraina, i quali, secondo il leader, equivalevano a vere e proprie basi militari. “[Gli USA] stanno dispiegando truppe della NATO in Ucraina. Servendosi del pretesto di avviare nuovi centri di addestramento, gli Stati Uniti, di fatto, stanno creando basi militari in Ucraina”, aveva dichiarato Lukashenko, dopo aver discusso della questione con Putin. Quest’ultimo aveva altresì dichiarato: “Adotteremo misure per rispondere a quanto sta accadendo”, poiché, altrimenti, l’indomani Mosca e Minsk potrebbero trovarsi a dover fronteggiare una “situazione inaccettabile” lungo i loro confini.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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