Il Parlamento europeo adotta una risoluzione che condanna il Gruppo Wagner russo

Pubblicato il 26 novembre 2021 alle 13:16 in Europa Russia

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Il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione che condanna la compagnia militare privata russa, il Gruppo Wagner, per violazioni dei diritti umani e altri crimini nelle zone di conflitto. Il testo è stato adottato, giovedì 25 novembre, con 585 voti favorevoli, 40 contrari e 43 astensioni, come riporta l’ufficio stampa del Parlamento europeo.

Nella giornata di giovedì, l’UE ha esortato gli Stati membri ad imporre sanzioni, tra cui il congelamento di beni e misure di divieto di viaggio, contro la compagnia mercenaria russa. “I deputati condannano con la massima fermezza gli efferati crimini commessi dall’organizzazione paramilitare russa Gruppo Wagner e relative entità militari private in varie aree di conflitto”, si legge nel comunicato. “Lo Stato russo sembra essere responsabile del finanziamento, della formazione, della gestione e del comando operativo di questi gruppi paramilitari”, hanno sottolineato gli eurodeputati, ribadendo che le attività del Gruppo Wagner “corrispondono alla diffusione dell’influenza della Russia nelle zone di conflitto. Il Gruppo Wagner e altri appaltatori della sicurezza guidati dalla Russia dovrebbero essere trattati come organizzazioni per procura dello Stato russo”, hanno continuato i deputati.

Nella risoluzione si legge che il Gruppo Wagner è presente in molti conflitti in tutto il mondo, in particolare, in Ucraina, Siria, Sudan, Mozambico, Libia, Repubblica Centrafricana e Venezuela. Di conseguenza, il Parlamento europeo ha chiesto alla Commissione Europea (CE) di imporre sanzioni contro la compagnia. L’Alto rappresentante dell’UE per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, Josep Borrell, è intervenuto sulla questione, dichiarando che le sanzioni dovrebbero essere varate contro “persone ed entità affiliate al Gruppo Wagner”, nonché individui ed entità che lavorano con loro. Inoltre, la risoluzione esorta tutti i Paesi che utilizzano i servizi del Gruppo Wagner, in particolare la Repubblica Centrafricana, a tagliare tutti i legami con la compagnia privata russa. Un altro aspetto importante nel documento fa riferimento al fatto che i fondi dell’UE “non devono, in nessun caso, essere utilizzati dai Paesi beneficiari per finanziare società militari private” che commettono crimini contro i diritti umani.

Le compagnie militari private, come il Gruppo Wagner, sono diventate, negli ultimi anni, uno strumento essenziale con cui la Russia espande la propria influenza nel mondo mentre difende i suoi interessi economici senza essere direttamente coinvolta. Attualmente, secondo gli analisti, c’è una presenza di mercenari russi in almeno 30 Paesi in quattro continenti, il che mostra l’espansione di questo fenomeno che ha avuto il suo inizio nel conflitto ucraino nel 2014. Sebbene le iniziative mercenarie siano tecnicamente illegali secondo la Costituzione russa, nella realtà dei fatti, sono diventate una componente chiave della strategia di “guerra ibrida” di Mosca, offrendo al presidente russo, Vladimir Putin, un mezzo per “realizzare i suoi obiettivi politici e promuovere gli interessi di sicurezza nazionale russi nel mondo” senza intervenire direttamente, ha osservato in un recente rapporto il Centro per gli studi strategici e internazionali (CSIS).

In generale, secondo gli autori del rapporto, dal titolo Moscow Mercenaries’wars, queste società di sicurezza sono nelle mani di oligarchi vicini al Cremlino, come il proprietario del Gruppo Wagner, Evgenij Prigozhin, stretto alleato di Putin, nonoché soggetto a sanzioni da parte degli Stati Uniti. Uno dei loro compiti principali è sostenere la politica estera russa ed espandere la sua influenza in tutto il mondo, poiché, grazie ai mercenari, Mosca può sostenere alcuni Paesi o partner per vie indirette, evitando le sanzioni internazionali.

Da un punto di vista militare, date le capacità di questi mercenari – generalmente ex membri delle forze di sicurezza sovietiche e russe – gli alleati possono essere rafforzati, stabilendo una presenza militare in scenari in cui non sono abbastanza forti, e anche andando il più lontano possibile. alterando gli equilibri di potere in certi conflitti “pur mantenendo un plausibile grado di negazione da parte del Cremlino” – notano gli autori del rapporto del CSIS. Per quanto riguarda i compiti che svolgono, i mercenari addestrano ed equipaggiano le forze di sicurezza del Paese ospitante, o una milizia locale. Inoltre, lavorano per proteggere le autorità locali, diventando anche le guardie del corpo dei presidenti, come nel caso della Repubblica Centrafricana.

L’Ucraina è stato il primo paese in cui sono comparsi mercenari russi. Prima del loro ruolo centrale nel conflitto ancora attivo, nella regione del Donbass, erano già presenti in Crimea nel marzo 2014, quando la penisola, tornò sotto l’egida del Cremlino. Secondo il CSIS, nel Donbass al culmine del conflitto tra separatisti e forze ucraine c’erano tra 2.500 e 5.000 mercenari russi, incluso il Gruppo WagnerLa Siria è stato il Paese in cui non ripetere gli errori commessi in Ucraina, dove comunque era molto più difficile nascondere gli interessi diretti di Mosca. Nel paese mediorientale, i mercenari russi sono stati fondamentali per sostenere il regime di Bashar al Assad e rallentare gli sforzi degli Stati Uniti e dei suoi alleati a sostegno dei ribelli. Inoltre, sono stati fondamentali nell’acquisizione di giacimenti di petrolio, raffinerie, impianti di gas e altre infrastrutture che erano nelle mani dei ribelli.  Nel caso della Libia, l’appoggio dei mercenari non è stato per il governo riconosciuto dalla comunità internazionale, ma per il generale Khalifa Haftar, le cui forze ha addestrato e sostenuto nella loro offensiva per prendere Tripoli. C’è anche una presenza di mercenari russi nell’Africa subsahariana. Nella Repubblica Centrafricana, il Gruppo Wagner ha addestrato le forze di sicurezza, oltre a proteggere il presidente, Faustin-Archange Touadéra, e le operazioni minerarie. In Mozambico, tuttavia, un’operazione simile è stata un fallimento. I mercenari del Gruppo Wagner erano arrivati nel Paese dell’Africa lusofona per sostenere il governo di Maputo nella sua lotta contro i jihadisti a Cabo Delgado. Recentemente, la giunta militare al potere in Mali ha avviato trattative con il Gruppo Wagner per stabilizzare i mercenari nel proprio Paese. Inoltre, dal 2017, i mercenari russi sono presenti in Venezuela, il cui governo conta sull’alleanza con Mosca per mantenersi al potere. Per difendere gli interessi russi e quelli delle sue società, tra cui l’azienda petrolifera di stato Rosneft, circa 300 mercenari si trovano nel paese latino-americano. Inoltre, da gennaio 2019, circa un centinaio di loro sono stati schierati per proteggere il presidente del paese, Nicolás Maduro, dopo che il leader dell’opposizione Juan Guaidó si è proclamato presidente ad interim.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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