Africa: restrizioni ai viaggi per la nuova variante sudafricana

Pubblicato il 26 novembre 2021 alle 16:52 in Africa Europa

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Alcuni Paesi, tra cui Gran Bretagna, Israele ed Italia, hanno imposto restrizioni ai viaggi dai Paesi dell’Africa meridionale, il 26 novembre, a causa della scoperta di una nuova variante del coronavirus in Sudafrica. 

Come riportato dal New York Times, che cita il direttore del Krisp, un centro di ricerca sudafricano che si occupa di sequenziamento dei virus, la nuova variante (inizialmente nota come B.1.1.529) presenta una “costellazione di mutazioni molto insolita” sulla proteina che facilita l’ingresso del coronavirus per infettare le cellule. Il rischio è che sia molto più pericolosa della variante Delta, in un momento in cui numerosi Paesi stanno registrando casi in crescita. 

Intanto, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha raccomandato cautela nell’imporre nuove restrizioni ai viaggi, basandosi su un’analisi del rischio supportata da prove scientifiche. L’agenzia sanitaria ha sottolineato che ci vorranno alcune settimane per determinare esattamente quanto sia trasmissibile la nuova variante. Un totale di circa 50 casi confermati sono stati identificati in Sud Africa, Hong Kong e Botswana. Le infezioni confermate in Botswana e Hong Kong sono state rilevate tra viaggiatori provenienti dal Sud Africa.

Il ministero della Salute israeliano ha dichiarato, lo stesso 26 novembre, di aver rilevato il primo caso della nuova variante in un viaggiatore tornato dal Malawi. Altre due sospette infezioni sono sotto osservazione, in isolamento. Tutte e tre le persone sono vaccinate, ma non è chiaro da quanto tempo. Anche il Belgio ha registrato il suo primo caso, che è anche il primo in Europa. Si tratta di una giovane donna adulta che ha sviluppato i sintomi 11 giorni dopo aver viaggiato in Egitto attraverso la Turchia. Non aveva alcun collegamento con il Sudafrica o con qualsiasi altro Paese del Sud del continente africano. Secondo quanto riferito, non era vaccinata né era stata infettata in passato.

Sempre il 26 novembre, la Gran Bretagna ha annunciato avrebbe vietato i voli dal Sud Africa e da altri 5 paesi dell’Africa meridionale e ha aggiunto che a chiunque fosse arrivato di recente da tale area sarebbe stato chiesto di fare un test per il coronavirus e di mettersi in quarantena. La situazione è particolarmente preoccupante per gli Stati della regione, che dipendono dal turismo e dal commercio. Il Sudafrica ha dichiarato che cercherà un dialogo con le autorità britanniche per convincerle a riconsiderare il divieto. “La nostra preoccupazione immediata è il danno che questa decisione causerà sia alle industrie del turismo sia alle imprese di entrambi i Paesi”, ha affermato il ministro degli Esteri sudafricano, Naledi Pandor, in una nota.

Anche l’Italia ha già imposto restrizioni all’ingresso a chi negli ultimi 14 giorni è transitato in Sudafrica, Lesotho, Botswana, Malawi, Zimbabwe, Mozambico, Namibia, Eswatini. Il ministro della Sanità italiano Roberto Speranza ha firmato un ordine esecutivo al riguardo. “I nostri scienziati stanno studiando la nuova variante B.1.1.529. Nel frattempo, adotteremo la massima prudenza possibile”, ha affermato. 

L’istituto Spallanzani ha costituito una task force “per analizzare i dati che afferiscono a livello internazionale e predisporre il sequenziamento dei ceppi a fini di sorveglianza virologica”. “Grazie all’intervento del ministero degli esteri, l’isituto si è messo in contatto con l’ambasciatore italiano in sud Africa, Paolo Cuculi, che sta facilitando i contatti con il Nicd sudafricano – prosegue lo Spallanzani – la task force avrà a breve una call internazionale direttamente con gli esperti del Nicd per discutere i dati e confrontarsi con le misure da adottare”. “Al momento non ci sono dati sufficienti che ci indichino innanzitutto la trasmissibilità e in secondo luogo se la variante eluda o meno i vaccini attualmente disponibili. E’ chiaro che allora sarebbe un problema: al momento è presto e non è presente in Italia, ma va attenzionata”, ha detto il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri.

In tale contesto, la Commissione Europea ha annunciato che proporrà, in stretto coordinamento con gli Stati membri, di attivare il blocco di emergenza per interrompere i viaggi aerei dalla regione dell’Africa meridionale Lo ha annunciato la presidentessa, Ursula von der Leyen, sempre il 26 novembre. “È cruciale agire in maniera molto rapida, efficace e unita”, ha dichiarato. “Tutti i voli dovrebbero essere sospesi in attesa di avere maggiori informazioni sulla variante e tutti i viaggiatori in provenienza da questi Paesi dovrebbero essere sottoposti a quarantena”, ha aggiunto.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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