Ucraina: nel 2021 gli Stati Uniti hanno fornito 130 milioni di dollari di assistenza militare

Pubblicato il 25 novembre 2021 alle 12:06 in USA e Canada Ucraina

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Il Ministro degli Affari Esteri dell’Ucraina, Dmytro Kuleba, ha annunciato, giovedì 25 novembre, che, nel 2021, il volume di assistenza finanziaria ricevuta dagli Stati Uniti è stato di oltre 130 milioni di dollari.

A riportare le parole di Kuleba, il medesimo giovedì, è stata l’agenzia di stampa russa TASS. Secondo quanto reso noto, la somma è stata devoluta interamente allo sviluppo del settore della difesa del Paese Est-Europeo. Nel dettaglio, l’assistenza ha riguardato la fornitura di armi, di equipaggiamento militare, di munizioni, di navi, di mezzi di comunicazione specializzata, nonché di equipaggiamento medico. “Tutto ciò è finalizzato alla difesa dell’Ucraina”, ha aggiunto Kuleba. Nel corso del 2021, gli Stati Uniti hanno consegnato alle Forze navali ucraine quattro barche del tipo Island, due delle quali – Sumy e Fastov –  sono state consegnate pochi giorni prima, il 23 novembre. Il ministro ucraino ha spiegato che la cooperazione tra Kiev e Washington nel campo della difesa riveste un ruolo “particolarmente importante” poiché garantisce al Paese uno sviluppo costante delle proprie Forze Armate.

Intanto, nel corso della medesima conferenza stampa, Kuleba ha anche annunciato che l’Ucraina intende tenere una riunione della Piattaforma Crimea a margine del vertice del Consiglio dei ministri degli Esteri dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE), calendarizzato per il 2 e il 3 dicembre a Stoccolma. Lo scopo della riunione sarà quello di promuovere il formato della Piattaforma di Crimea, avviato da Kiev per discutere dell’occupazione russa nella regione, annessa alla Federazione il 16 marzo 2014.

Quanto alla Piattaforma Crimea, è importante ricordare che la capitale ucraina, Kiev, ha ospitato, il 23 agosto, il primo vertice in tale formato. In tale occasione, è stata adottata una dichiarazione in cui si spiega che la Piattaforma è stata istituita per “coordinare gli sforzi internazionali” per far tornare la regione sotto la sovranità dell’Ucraina. A promuovere tale formato di dialogo multilaterale è stato il presidente del Paese, Volodymyr Zelensky, nel corso dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, tenutasi nel settembre 2020.

Per quanto riguarda gli aiuti militari che gli Stati Uniti si sono impegnati a fornire all’Ucraina, anche al fine di supportare il Paese di fronte ad una possibile “aggressione russa”, sono da collocare nel quadro di un pacchetto di assistenza, dal valore di oltre 2,5 miliardi di dollari, elaborato a partire dal 23 febbraio 2014. In tale anno, la Russia aveva annesso la penisola di Crimea e aveva iniziato a supportare sia militarmente sia economicamente i separatisti nel Donbass, regione dell’Ucraina Orientale dov’è tutt’ora in corso una guerra. Tra il 2014 e il 2016, Kiev ha ricevuto circa 2.000 giubbotti antiproiettile, 35 veicoli blindati HMMWV e altre attrezzature belliche come 130 Hummers e diverse tipologie di imbarcazioni ad alta velocità. Infine, l’Esercito di Kiev ha anche aggiunto al proprio arsenale tecnico oltre 2000 dispositivi per la visione notturna. Nel 2018, il Pentagono ha fornito armi di attacco di ultima generazione. Tra queste, la stampa russa ha citato i sistemi missilistici anticarro FGM-148 Javelin. Con un raggio d’azione di 2-3 km, la Javelin è l’arma anticarro più importante dell’Esercito statunitense. Tra i suoi punti di forza, è importante menzionare che permette a un soldato di fare fuoco e muoversi rapidamente perché il missile è teleguidato. Il bersaglio viene individuato solo in fase di puntamento, poi viene agganciato e seguito dal missile che si orienta autonomamente perché sfrutta il calore corporeo emanato dal bersaglio stesso. Può essere utilizzato in modalità attacco diretto oppure in modalità chiamata ‘Top Attack’, cioè innalzandosi fino a 150 metri di altezza per poi colpire in picchiata per una maggiore capacità di penetrazione sull’obiettivo.

Più tardi, il primo settembre, durante il vertice di alto livello tra il presidente ucraino e statunitense, rispettivamente Volodymyr Zelensky e Joe Biden, è stato raggiunto un nuovo accordo sui finanziamenti militari. Con l’intesa, duramente condannata dalla Russia, la Casa Bianca si impegna a consegnare un nuovo pacchetto di aiuti militari a Kiev, dal valore totale di 60 milioni di dollari. Tale finanziamento, che includerebbe anche la consegna dei sistemi missilistici Javelin, era stato attivato per aiutare l’Ucraina nel contenimento “dell’aggressione russa”. Secondo Zelensky, la mossa aveva segnato “una nuova tappa nella cooperazione in materia di Difesa tra Ucraina e Stati Uniti”.

Infine, è importante ricordare che, anche nel mese di marzo, l’amministrazione presidenziale della Casa Bianca aveva stanziato 125 milioni di dollari sotto forma di “pacchetto di aiuti militari”. Tale somma è da collocare nel quadro dei 250 milioni di dollari che Washington, secondo il bilancio della Difesa per il 2021, prevede di attivare per fornire assistenza militare all’Ucraina. Tuttavia, tale quantità è minore rispetto a quella stanziata nel 2020, quando il valore si attestava a quota 300 milioni. In precedenza, il primo ottobre, l’agenzia di stampa russa Lenta, con riferimento alle dichiarazioni rilasciate dal Pentagono, aveva reso noto che, entro il 2025, gli USA avrebbero consegnato alle Forze Armate dell’Ucraina sei pattugliatori Mark-VI, dal valore di circa 85 milioni di dollari.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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