Svezia: si dimette la nuova premier dopo meno di 12 ore

Pubblicato il 25 novembre 2021 alle 9:44 in Europa Svezia

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La prima premier donna della Svezia, la socialdemocratica Magdalena Andersson, si è dimessa, mercoledì 24 novembre, dopo meno di 12 ore al vertice del governo, dopo che il Partito dei Verdi ha lasciato la coalizione, alimentando la già profonda incertezza politica che attanaglia il Paese. Andersson, tuttavia, ha riferito al presidente del Parlamento che spererebbe di essere nominata di nuovo primo ministro a capo di un governo a partito unico. Le prospettive che ciò accada, dato il sostegno degli altri gruppi politici, potrebbero essere notevoli.

I Verdi si sono ritirati dalla coalizione dopo che il Parlamento ha respinto il disegno di legge di bilancio presentato. “Ho chiesto di essere sollevata dai miei doveri di primo ministro”, ha detto Andersson in conferenza stampa. “Sono pronta ad essere primo ministro in un governo socialdemocratico a partito unico”, ha aggiunto. Il Partito dei Verdi ha affermato che sosterrebbe di nuovo la candidata premier in qualsiasi voto di conferma in Parlamento. Il Partito di Centro, dal canto suo, ha promesso di astenersi, il che in pratica equivale, in Svezia, ad appoggiare la candidatura. Anche il Partito della Sinistra ha affermato che avrebbe sostenuto un suo ritorno al vertice dell’esecutivo. Sebbene non siano stati in grado di accordarsi sul bilancio, questi partiti sembrano almeno uniti nell’obiettivo di impedire ai Democratici svedesi, un partito populista e anti-immigrazione, di avere un ruolo nel governo.

“Il Partito di Centro aprirà le porte alla Andersson per diventare primo ministro”, ha detto su Twitter il suo leader, Annie Loof. “Faremo in modo, ancora una volta, che la Svezia possa avere un governo che non dipenda dai Democratici svedesi”, ha precisato. I Moderati e i Democratici cristiani di destra, all’opposizione, sono sostenuti dai Democratici svedesi, ma non potrebbero numericamente ottenere la maggioranza dei voti in Parlamento.

Andersson aveva preso il posto dell’ex primo ministro Stefan Lofven, dopo essere stata eletta dal Parlamento con 117 voti favorevoli, 57 astenuti e 174 contrari. In base al sistema svedese, un candidato premier non ha bisogno della maggioranza favorevole per essere nominato, basta che non abbia quella contraria. La sua elezione è stata ottenuto dopo aver raggiunto un accordo, all’ultimo minuto, con il Partito della Sinistra, martedì 23 novembre, per aumentare le pensioni in cambio del voto. In precedenza, la donna aveva già ricevuto il sostegno dei Verdi, partner della coalizione dei socialdemocratici, e del Partito di centro. Tuttavia, nello stesso giorno della nomina di Andersson, il Parlamento ha votato sul bilancio, con il Partito di Centro che aveva già annunciato che avrebbe espresso il suo sostegno agli emendamenti dell’opposizione, compresi tagli alle tasse sulla benzina e maggiori spese per il sistema giudiziario con l’obiettivo di combattere la criminalità. Il rifiuto dei parlamentari di centro di appoggiare la legge finanziaria ha fatto traballare il neonato governo. In più, l’approvazione dei piani di spesa elaborati dai tre partiti dell’opposizione ha spinto i Verdi ad abbandonare la coalizione, non lasciando alla Andersson altra scelta che dimettersi.

Ora, il presidente del Parlamento deciderà il prossimo passo nel processo di formazione di un nuovo governo, ma molto probabilmente proporrà ancora una volta Andersson per un nuovo voto nei prossimi giorni. “Ci aspettiamo che i partiti di Sinistra, Verde e Centro si astengano nel prossimo voto e quindi approvino effettivamente di nuovo Andersson come Primo Ministro”, ha affermato il gruppo bancario Nordea in una nota. “In altre parole, il caos politico è finito finché non accade nulla di più inaspettato”, ha aggiunto. 

Chiunque diventerà primo ministro in Svezia dovrà affrontare grandi sfide, con le elezioni nazionali previste per il prossimo settembre. La violenza e le sparatorie nelle grandi città, la pandemia di coronavirus, la crisi climatica e la transizione verso un’economia “verde” sono solo alcune delle maggiori imprese che il futuro esecutivo è chiamato a fronteggiare. I blocchi di centrosinistra e centrodestra sono sostanzialmente in stallo nei sondaggi. La Svezia è stato l’ultimo tra i Paesi nordici, ovvero Norvegia, Danimarca, Finlandia e Islanda, ad avere, anche se per ora solo per qualche ora, una donna alla guida del governo. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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