Somalia: autobomba esplode a Mogadiscio, al-Shabaab rivendica

Pubblicato il 25 novembre 2021 alle 11:44 in Africa Somalia

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Almeno 8 persone sono state uccise e 17 sono rimaste ferite, compresi alcuni studenti, dopo che un’autobomba è esplosa nella capitale, Mogadiscio, prendendo di mira un convoglio di sicurezza delle Nazioni Unite. L’organizzazione terroristica di al-Shabaab ha rivendicato la responsabilità dell’attacco, avvenuto nelle prime ore di giovedì 25 novembre. Una colonna di fumo si è alzata sopra la città e raffiche di spari hanno echeggiato intorno alla scena.

“Abbiamo contato 8 persone morte e altre 17 ferite, tra cui 13 studenti”, ha dichiarato ai giornalisti il portavoce della polizia, Abdifatah Aden Hassan. Secondo le ricostruzioni, un attentatore suicida a bordo di un SUV pieno di esplosivo ha colpito un convoglio dell’Onu. Il direttore del servizio di ambulanza somalo Aamin, Abdikadir Abdirahman, ha riferito che sarebbero almeno 23 i feriti a seguito dell’esplosione. Non è ancora chiaro se tra le vittime ci siano membri del personale delle Nazioni Unite. L’esplosione si è verificata nei pressi di una scuola e per questo diversi studenti sono rimasti feriti. Per ora, sembra che funzionari dell’ONU non abbiano immediatamente risposto alle richieste di commento inoltrate dall’agenzia di stampa Reuters

Abdiasis Abu Musab, portavoce delle operazioni militari di al-Shabab, ha confermato che i responsabili dell’attentato sono membri dell’organizzazione. Il gruppo terroristico, legato ad al-Qaeda, ha riferito, in una dichiarazione trasmessa dalla sua emittente radiofonica, Andalus, che l’attacco di giovedì avrebbe preso di mira funzionari occidentali scortati dal convoglio della missione per il mantenimento della pace dell’Unione africana in Somalia (AMISOM). La forza di pace dovrebbe ritirarsi dal Paese, ma la sua missione potrebbe essere estesa per il timore che le forze somale non siano pronte ad assumersi la responsabilità della sicurezza del Paese.

L’autobomba è esplosa vicino allo svincolo del K4, nel cuore di Mogadiscio. La deflagrazione è stata così intensa che i muri della vicina scuola primaria e secondaria di Mucassar sono crollati. Anche le auto che si trovavano nelle vicinanze sono state distrutte dall’esplosione. Mohamed Hussein, un infermiere del vicino Osman Hospital, ha detto di essere stato tirato fuori dalle macerie dopo il crollo di un soffitto. “Le pareti del nostro ospedale sono crollate. Di fronte a noi anche una scuola è anche crollata. Non so quanti sono morti”, ha dichiarato, aggiungendo: “Siamo rimasti scossi dall’intensità dell’esplosione e poi dagli spari assordanti che sono seguiti”.

Al-Shabaab ha controllato per anni ampie zone della Somalia ma, dal 2011 in poi, i suoi militanti sono stati cacciati dai principali centri abitati e dalle città del Paese, tra cui anche Mogadiscio, grazie alla compagna condotta congiuntamente dall’esercito e dalle truppe dell’Unione Africana. Per combattere l’organizzazione terroristica, sono presenti nel Paese circa 20.000 uomini impiegati nell’operazione AMISOM. Anche gli Stati Uniti sono stati tra quelli che hanno combattuto il gruppo islamico nella nazione del Corno d’Africa, conducendo ripetuti attacchi aerei che hanno avuto come bersaglio i miliziani jihadisti. Dopo il loro ritiro dalla Somalia, nel 1994, le truppe di Washington erano state nuovamente inviate in Somalia nel gennaio 2007 ma lo scorso 5 dicembre, l’ex presidente degli USA, Donald Trump, aveva deciso di ritirare i suoi soldati dal territorio somalo entro il successivo 15 gennaio. L’amministrazione Biden sta valutando se annullare il ritiro militare degli Stati Uniti dalla Somalia avvenuto sotto Trump.

In base al Country Report on Terrorism del 2019, rilasciato dal governo di statunitense, l’Africa orientale è definita “un porto sicuro per Al-Shabaab”, che ha il controllo de facto su ampie porzioni del territorio della Somalia centro-meridionale, dove riscuote anche “tasse” e assoggetta i governanti locali. Stando al documento, da tali luoghi, i terroristi di Al-Shabab organizzano, pianificano e conducono attentati, agendo indisturbati, anche contro il confinante Kenya. Secondo il report, nel 2019, gli attacchi di Al-Shabaab sarebbero aumentati e si sarebbero focalizzati su obiettivi governativi, cercando di eliminare membri e leader delle istituzioni, per minarne la credibilità e l’efficacia. Nel febbraio del 2017, il presidente somalo, Mohamed Abdullahi Mohamed, aveva dichiarato lo Stato di guerra contro il gruppo terroristico.

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Chiara Gentili

di Redazione

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