Italia-Francia: Macron a Roma per firmare il “Trattato del Quirinale”

Pubblicato il 25 novembre 2021 alle 18:20 in Francia Italia

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Il presidente francese, Emmanuel Macron, si trova in visita a Roma, il 25 e 26 novembre, per la firma di un trattato per una cooperazione bilaterale rafforzata, noto come “Trattato del Quirinale”.

Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa ANSA, durante la sua permanenza nella capitale italiana, Macron ha incontrato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alle ore 17.20, e poi terrà un colloquio con il primo ministro, Mario Draghi, a Palazzo Chigi, verso le 18.15. Successivamente, è previsto un incontro allargato a ministri e delegazioni. Intorno alle 19.30, invece, ci sarà una cena ufficiale al Quirinale. Quindi, la mattina del 26 novembre, è prevista la firma di un trattato bilaterale per il rafforzamento della collaborazione in numerosi ambiti: politica europea ed estera, sicurezza e difesa, politiche migratorie, cooperazione transfrontaliera, industria e tecnologia, istruzione, ricerca e cultura.

A proposito di questo trattato, l’ANSA riporta fonti dell’Eliseo che hanno specificato che non esiste alcun “atteggiamento predatorio” da parte della Francia nei confronti dell’economia italiana, sottolineando la volontà comune di rafforzare i rapporti con “reciproco vantaggio”. Il riferimento sarebbe diretto alla stampa italiana, che avrebbe lanciato un’allerta rispetto a presunte mire di Parigi celate dietro l’intesa. “Quello che vorremmo creare – hanno sottolineato le fonti – non è timore, ma una vera cooperazione reciprocamente vantaggiosa. E questo è lo scenario che il Trattato del Quirinale proporrà”. Quindi, è stato aggiunto che la crisi tra Roma e Parigi è ormai “alle nostre spalle” e la qualità delle relazioni tra Italia e Francia è “eccezionale”. Tra i due Paesi ci sarebbe “un allineamento di pianeti favorevole”, dovuto anche alla “vicinanza tra Macron e Draghi”, che si traduce in un rapporto di “fiducia e rispetto reciproci”. 

La stampa francese parla della fine di “un lungo inverno diplomatico” tra Roma e Parigi e quella europea ipotizza un ribilanciamento degli equilibri di potere in Europa, che passa proprio tramite il patto franco-italiano. A tale proposito si è espressa anche la stampa statunitese, con il quotidiano Politico che ha sottolineato la fine degli “anni di burrascose relazioni transalpine” con “un trattato che vuole stabilire un nuovo motore di cooperazione tra due colossi dell’UE in settori che vanno dall’industria alla cultura”. In particolare, l’articolo arriva a sottolineare una sorta di simbolismo riguardo al Quirinale. “A testimonianza della lunga corsa sulle montagne russe delle tensioni franco-italiane, l’ex palazzo papale scelto per l’evento fu ridisegnato sotto le istruzioni di Napoleone che aveva pianificato di trasformarlo nella sua residenza dopo che le forze francesi occuparono Roma”.

Quindi, Politico evidenzia il fatto che il rapporto tra Francia e Italia era diventato “particolarmente tossico” tra il 2018 e il 2019, con il governo Lega-Movimento 5 Stelle, mentre è in netto miglioramento dall’insediamento di Draghi, a partire quindi da febbraio del 2021. “Nonostante la competizione negli ultimi anni, in ambiti tra cui la migrazione, la Libia e i progetti industriali, Parigi e Roma si sono avvicinate negli ultimi mesi mentre si coordinavano sul piano di ripresa economica post-pandemia dell’UE. Poiché entrambe le nazioni sono fortemente indebitate, hanno un interesse comune a spingere l’UE a ridurre la pressione riguardo alla loro spesa”, aggiunge l’articolo di Politico. Quindi, la stessa fonte sottolinea il fatto che il cosiddetto Trattato del Quirinale sarà firmato proprio in concomitanza con l’uscita dalla scena politica della Cancelliera tedesca Angela Merkel, che crea un vuoto nella politica europea, e alla vigilia della campagna elettorale per le presidenziali francesi del 2022. 

Anche la questione del rapporto con Berlino e degli equilibri europei viene particolarmente approfondita. “In una certa misura, la promessa di cooperazione bilaterale somiglia al Trattato dell’Eliseo tra Francia e Germania, creata per ricucire il loro rapporto deteriorato a seguito della seconda guerra mondiale e rinnovata nel 2019 ad Aquisgrana da Macron e Merkel”, si legge su Politico. Tuttavia, secondo la fonte statunitese, i francesi ci tengono a sottolineare che il patto italiano non debba essere interpretato come un allontanamento di Parigi dalle relazioni franco-tedesche. “C’è una somiglianza di approccio, una somiglianza di ambizioni, ma da ciò non trarrei la conclusione che ci sia una volontà più strategica da parte della Francia di rivedere le sue alleanze”, ha dichiarato un funzionario dell’Eliseo, interpellato sulle somiglianze tra le due intese proprio da Politico. Il funzionario francese ha aggiunto, quindi, che sarebbe “difficile” mettere in una classifica i due trattati, ma ha riconosciuto che l’accordo franco-tedesco era più ambizioso in termini di sicurezza e difesa.

Macron aveva proposto per la prima volta il trattato franco-italiano nel 2017 con colloqui a partire dal 2018 con l’allora primo ministro, Paolo Gentiloni, oggi commissario dell’Unione Europea all’Economia. Tuttavia, con il governo formato dal Movimento 5 Stelle e dalla Lega, guidato dall’ex premier Giuseppe Conte, i rapporti sono entrati in un periodo di crisi. In particolare, il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, si è scontrato apertamente con Macron su migranti e Libia. Non solo, quando il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha incontrato i manifestanti francesi, noti come Giubbotti Gialli, Parigi è arrivata a richiamare il suo ambasciatore a Roma. Le relazioni hanno raggiunto il punto più basso dalla seconda guerra mondiale, come ha affermato il ministero degli Esteri francese in tale periodo. Con il secondo governo Conte nel 2020, questa volta con una coalizione tra 5 Stelle e centrosinistra, è ripresa la discussione sul trattato. Tuttavia, è stato l’arrivo di Draghi a Palazzo Chigi a provocare un’impennata nei rapporti tra Parigi e Roma. 

Pochi mesi dopo che Draghi è diventato presidente del Consiglio, i francesi hanno offerto un primo ramoscello d’ulivo, estradando 10 italiani condannati per terrorismo nei cosiddetti anni di piombo che si erano rifugiati in Francia. Il miglioramento dei rapporti è coinciso anche con una serie di sviluppi diplomatici e politici in Libia, dove Roma e Parigi hanno sempre avuto interessi concorrenti. Inoltre, a partire dal marzo 2020, l’Italia ha garantito il proprio supporto in un’altra regione africana di particolare interesse per la Francia, il Sahel, con la partecipazione alla “Task Force Takuba” in Mali. L’operazione è stata lanciata da Parigi, prevede la partecipazione di altri 13 Paesi europei ed è finalizzata a contrastare le attività dei gruppi armati nella regione dell’Africa occidentale e del Sahel, in coordinamento con gli eserciti del Mali e del Niger. 

Per quanto riguarda il rapporto tra Draghi e Macron, ad aprile del 2021 la stampa francese ha sottolineato che i due leader “si telefonano spesso”, anche per discutere di questioni legate alla gestione della pandemia, come l’apertura delle scuole durante la crisi sanitaria. Tuttavia, tra i temi più dibattuti ci sono il futuro dell’Europa e i comuni interessi in Libia, secondo le fonti francesi. A questo duo è stato attribuito anche un soprannome, “Dracon”, termine coniato dal settimanale tedesco Der Spiegel. In quel periodo Francia e Italia avevano sostenuto insieme l’ipotesi di erogare nuovi prestiti a livello europeo, una prospettiva non particolarmente gradita ai conservatori tedeschi. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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