Venezuela, elezioni: osservatori dell’UE riconoscono progressi solo parziali

Pubblicato il 24 novembre 2021 alle 9:47 in America Latina Venezuela

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Un rapporto preliminare prodotto dalla Missione di osservazione elettorale dell’Unione europea (EOM-UE), incaricata di monitorare le elezioni locali in Venezuela, ha riconosciuto che il voto si è svolto in un contesto migliore rispetto al passato, ma comunque ha riportato una serie di irregolarità, tra cui l’uso di risorse pubbliche per la campagna e squalifiche arbitrarie di candidati. “Nonostante il quadro elettorale venezuelano sia conforme alla maggior parte degli standard internazionali fondamentali, la nostra missione ha potuto verificare la mancanza di indipendenza giudiziaria, la non aderenza allo stato di diritto e l’impatto di alcune leggi sull’uguaglianza delle condizioni, sull’equilibrio e sulla trasparenza delle elezioni”, ha detto il capo della delegazione di osservatori, la portoghese Isabel Santos.

Il rapporto preliminare, presentato a Caracas martedì 23 novembre, ha inoltre specificato che, durante la votazione, ci sarebbe stata la “consegna di merci, tra cui pacchi alimentari, bombole del gas o pompe dell’acqua”, una situazione che ha minacciato la “parità delle condizioni”. Il documento ha aggiunto che “la campagna del partito al governo è stata predominante in tutto il Paese e ha visto un’ampia base mobilitata, in alcuni casi con la partecipazione di funzionari pubblici”. Santos ha osservato che, nonostante il quadro giuridico affidi poteri sanzionatori al Consiglio elettorale nazionale (Cne) per quanto riguarda il finanziamento delle campagne, “non sono state previste sanzioni per le violazioni”. Per questo, senza voler “anticipare le raccomandazioni del rapporto finale”, il capo della delegazione di osservatori europei ha anticipato che la missione ritiene necessario un “rafforzamento dei poteri sanzionatori del Cne”.

Un’altra irregolarità osservata, è stata, secondo il rapporto di EOM-UE, “l’istituzione di posti di blocco illegali” del partito di governo in prossimità dei seggi elettorali. Santos ha altresì testimoniato un “accesso ineguale ai media” e ha condannato “l’omicidio di un elettore nello stato di Zulia, ucciso mentre era in fila”. Anche un osservatore elettorale e due attivisti per i diritti umani hanno subito “aggressioni” nello stato di Lara.

Tuttavia, tra i miglioramenti, il capo della missione ha evidenziato che l’amministrazione elettorale sarebbe stata la più equilibrata che il Venezuela abbia avuto negli ultimi 20 anni. In particolare, la nomina delle nuove autorità del Cne avrebbe trasformato i voti di domenica in “un primo e cruciale test per il ritorno della maggior parte dei partiti di opposizione”. Santos ha annunciato che tornerà in Venezuela “verso fine gennaio, inizio febbraio” per consegnare il rapporto finale, e ha assicurato che il lavoro della missione è stato “indipendente, neutrale e imparziale” e che “combatterà ogni tentativo di interpretare queste dichiarazioni in favore di interessi di parte”.

Il voto amministrativo in Venezuela, tenutosi domenica 21 novembre, è stato il primo, dopo 4 anni, in cui i partiti di opposizione hanno nuovamente preso parte alla competizione dopo un lungo periodo di boicottaggio. Questi ultimi, tuttavia, sono stati nettamente sconfitti dal partito di governo, che si è imposto in 20 dei 23 governatorati del Paese e ha guadagnato l’ufficio del sindaco di Caracas.

Il governo venezuelano ha dichiarato che le sue elezioni sono state completamente libere ed eque. La missione europea, invece, ha evitato di utilizzare questi termini. Quella di domenica è stata la prima votazione venezuelana supervisionata, dopo 15 anni, dagli osservatori dell’UE. Il governo socialista del presidente Nicolas Maduro è stato a lungo accusato di pratiche antidemocratiche da parte degli Stati Uniti e di altri Paesi della comunità internazionale. La presenza di osservatori europei durante il voto di domenica è stato visto da alcuni come un tentativo di conferire un minimo di legittimità al processo elettorale venezuelano. Maduro ha affermato che la missione ha svolto il suo lavoro “molto bene”, ma altri membri di alto livello del partito di governo hanno utilizzato più volte appellativi come “ficcanaso” per riferirsi agli osservatori dell’Unione e li hanno accusati di essere arrivati nel Paese con un rapporto scritto in anticipo. Gli Stati Uniti, che hanno mandato anche loro osservatori nel Paese sudamericano, hanno condannato le elezioni, lunedì 22 novembre, e le hanno definite una farsa “grossolanamente distorta”. “Maduro priva i venezuelani della loro possibilità di plasmare il proprio futuro”, ha affermato il segretario di Stato americano, Antony Blinken. “Chiediamo al regime di Maduro di cessare la sua repressione e di consentire ai venezuelani di vivere in un Paese pacifico, stabile e democratico, come meritano e che desiderano da molto tempo”. Blinken ha poi ribadito il sostegno di Washington al leader dell’opposizione Juan Guaido, che gli USA considerano presidente ad interim dopo aver rifiutato la legittimità delle ultime elezioni presidenziali del 20 maggio 2018, le quali hanno confermato nuovamente Maduro alla guida del Paese. 

Indebolita e divisa, l’opposizione ha vinto in solo 3 dei 23 stati della nazione. Tra questi, tuttavia, c’è Zulia, la regione più popolosa del Paese, la cui capitale, Maracaibo, è la seconda città più grande del Venezuela. Un tempo ricco produttore di petrolio, lo Stato sudamericano sta combattendo il suo ottavo anno di recessione economica e di iperinflazione, che ha raggiunto quasi il 3.000% nel 2020 e oltre il 9.500% l’anno prima, secondo i dati della banca centrale. Molti dei 26 milioni di abitanti che popolano la nazione sono costretti a vivere con i salari tra i più minimi del pianeta, pari a circa 3 euro al mese. Tre venezuelani su quattro vivono in condizioni di estrema povertà, secondo un recente studio, con la crisi economica aggravata dalle sanzioni statunitensi e dalla pandemia di coronavirus.

Più di 1.000 seggi elettorali in 23 stati sono stati visitati da 136 osservatori dell’UE nell’ambito della loro missione nel Paese. Circa il 42% degli aventi diritto ha votato nei sondaggi del fine settimana.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.