Uzbekistan e Tagikistan svolgono esercitazioni al confine con l’Afghanistan

Pubblicato il 24 novembre 2021 alle 11:56 in Afghanistan Tajikistan Uzbekistan

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Il Ministero della Difesa dell’Uzbekistan ha annunciato, mercoledì 24 novembre, che Uzbekistan e Tagikistan hanno svolto esercitazioni militari lungo il confine con l’Afghanistan.

Nel corso delle manovre, avviate il 18 novembre, i soldati dei due Paesi Centro-Asiatici hanno svolto operazioni in cui neutralizzavano tentativi di incursione. Le esercitazioni di questa settimana vicino alla base militare uzbeka di Termez hanno coinvolto circa 300 militari e 50 veicoli, oltre a artiglieria, aerei da combattimento, elicotteri e droni, ha affermato il Ministero nel comunicato. In tale quadro, è importante sottolineare che l’Uzbekistan e il Kazakistan, il quale non confina con l’Afghanistan, sono i Paesi più grandi dell’ex regione sovietica che hanno stretti legami con Russia e Cina.

Le nazioni dell’Asia Centrale confinanti con l’Afghanistan, insieme alla Russia, hanno tenuto, nell’ultimo periodo, una serie di esercitazioni militari vicino a confini da quando i talebani hanno preso il controllo di Kabul, lo scorso 15 agosto. Le ultime manovre, le ve Combat Brotherhood 2021, si sono svolte dal 18 al 23 ottobre lungo il confine che il Tagikistan condivide con l’Afghanistan. A prendervi parte è stata l’alleanza militare dell’Asia Centrale, l’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO), che ha dispiegato un totale di 5.000 truppe e 700 dispositivi bellici, tra cui hardware speciali. Oltre a questi, sono stati impiegati circa 650 mezzi corrazzati blindati, 20 aerei, quali Su-24MR e Su-25, oltre 20 Mi-8MTV, elicotteri Mi-24 e 15 droni. Nel quadro di Combat Brotherhood-2021, si sono anche tenute le esercitazioni congiunte “Echelon-2021”, “Search-2021” e “Interaction-2021“. Per quanto riguarda le prime, ad essere coinvolte sono state le truppe di supporto logistico del blocco di sicurezza Centro-Asiatico, le quali hanno svolto attività preparatorie di assistenza per le esercitazioni successive, le Search-2021, incentrate sull’organizzazione e la realizzazione di attività operative congiunte. Infine, le ultime, le Interaction-2021, si sono tenute dal 22 al 23 ottobre e hanno rappresentato la fase attiva delle manovre, in cui, ad esempio, sono state svolte operazioni congiunte per contrastare un conflitto armato frontaliero.

 Le manovre giungono in un momento di crescenti tensioni con Kabul, soprattutto perché i Paesi dell’Asia Centrale temono che il neo-pronunciato governo a guida talebana possa, in qualche modo, non riuscire a contrastare la minaccia terroristica che, di conseguenza, alimenterebbe l’ingresso di militanti legati ad organizzazioni terroristiche internazionali nelle nazioni circostanti, mettendo a rischio la sicurezza regionale.

I timori di Mosca erano aumentati dopo le notizie trapelate l’8 ottobre, data in cui il Ministero degli Esteri russo aveva dichiarato di essere “pronto ad adottare misure decisive” per proteggere il Tagikistan. In tale occasione, la stampa locale aveva reso noto di un presunto attacco che i militanti dei talebani tagiki, il gruppo Jamaat Ansarullah, stavano pianificando. Di conseguenza, il Cremlino aveva riferito di monitorare attentamente la situazione lungo il confine afghano-tagiko, ribadendo che la 201° base militare russa nel Paese Centro-Asiatico disponeva di tutte le attrezzature militari necessarie per fornire assistenza al Tagikistan.

In tale quadro, è importante ricordare cosa rappresenta il CSTO e la 201° base russa. Quanto al primo, si tratta di un’alleanza difensiva creata, il 15 maggio 1992, per salvaguardare il territorio dell’ex Unione Sovietica. A partire dal 2 dicembre 2004, il CSTO ha ricevuto lo status di osservatore dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, con la quale ha altresì stretto un accordo di cooperazione per mantenere la pace e la stabilità nelle aree di competenza.

Per quanto riguarda la 201° base militare, è importante ricordare che la struttura risale ai tempi dell’Unione Sovietica ed è situata nei pressi di Dushanbe, capitale tagika, e di Bokhtar. L’avamposto dispone di fucili a motore, unità corazzate, di artiglieria e di ricognizione, forze di difesa aerea, strutture di protezione chimica e biologica, nonché truppe di segnalazione. Oltre a ciò, nella 201° base sono presenti carri armati T-72, veicoli corazzati BTR-82A, sistemi di lancio multiplo Grad, sistemi di artiglieria Gvozdika e Akatsiya. Nel 2001, la Divisione russa operante nel suddetto avamposto era stata dispiegata al confine con l’Afghanistan, dopo che i talebani avevano tentato di attraversare il confine afghano-tagiko. Nell’ottobre 2012, è stato firmato un accordo che estende, fino al 2042, il periodo di stazionamento della base militare russa in Tagikistan. Infine, a seguito della presa di potere dei talebani, la Russia ha annunciato l’intenzione di rafforzare militarmente la struttura. Entro il 2021, vi saranno dispiegati 30 carri armati aggiuntivi, da aggiungere ai numerosi sistemi missilistici antiaerei S-300, alle 100 unità di armi corazzate come i moderni carri armati T-72B3M.

Infine, è importante ricordare le manovre che il blocco ha svolto nel mese di agosto. In precedenza, dal 2 al 10 agosto, Russia, Tagikistan e Uzbekistan hanno tenuto manovre a causa dell’avanzata dei talebani, culminata con la presa di Kabul, il 15 agosto. Tali esercitazioni avevano coinvolto 2.5000 militari dei tre Paesi alleati e si erano svolte nei pressi della base uzbeka di Termez, confinante con il vicino belligerante. Successivamente, sullo sfondo della crisi in Afghanistan, la Russia ha avviato altre sessioni di manovre militari, soprattutto presso la 201° base tagika. Tra queste, è importante ricordare le operazioni avviate il 17 agosto e concluse il 30 dello stesso mese, e quelle lanciate il 9 settembre.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione