Siria: Israele attacca ancora, 2 civili morti

Pubblicato il 24 novembre 2021 alle 7:53 in Israele Siria

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Due civili sono rimasti uccisi, mentre altri 7 individui sono rimasti feriti, a seguito di un attacco missilistico presumibilmente condotto da Israele contro la Siria centrale, nelle prime ore di oggi, mercoledì 24 novembre.

La notizia è stata diffusa dall’agenzia di stampa siriana legata al governo di Damasco, SANA, la quale, a sua volta, ha citato una fonte militare. Stando a quanto specificato da quest’ultima, Israele, all’1:26 circa, ora locale, avrebbe lanciato “raffiche di missili”, provenienti dal Nord-Est di Beirut e diretti verso la Siria centrale. Le forze di difesa aerea siriana, è stato aggiunto, sono state in grado di intercettare la maggior parte dei missili, ma, a seguito dell’attacco, 2 civili sono stati uccisi. Il bilancio dei feriti comprende, invece, un civile e 6 soldati. Inoltre, sono stati registrati danni materiali. Secondo quanto diffuso su pagine di social media citate dal quotidiano al-Araby al-Jadeed, i missili del 24 novembre avrebbero colpito Homs, nel centro della Siria, ma tale informazione, al momento, non è stata confermata da altri canali ufficiali. 

Inoltre, come accaduto in precedenza, non sono stati ancora rilasciati commenti da parte israeliana, la quale è solita colpire i propri “nemici” regionali in Siria, Iran ed Hezbollah in primis, per impedire loro di insediarsi in territori confinanti con Israele e consolidare la propria presenza in Siria. Anche il 17 novembre scorso, Israele è stato accusato di aver perpetrato un attacco missilistico contro il Sud di Damasco, senza, tuttavia, provocare vittime. In tal caso, sarebbero stati presi di mira edifici vuoti situati nel Sud della capitale. Ancora prima, l’8 novembre, diversi missili, lanciati dal Nord di Beirut, hanno preso di mira una serie di postazioni situate nel centro e sulla costa siriana, ma sono stati per la maggior parte intercettati e abbattuti dalle forze di difesa aerea siriana. Ad ogni modo, a detta di fonti locali, due soldati, di cui non è stata specificata la nazionalità, sono rimasti feriti, mentre sono stati altresì riportati danni materiali.

È dal 2011 che Israele è considerato l’autore di attacchi aerei contro diverse località in Siria. Nell’ultimo anno, le operazioni hanno mirato a colpire soprattutto le milizie filoiraniane stanziate nella Siria orientale, meridionale e Nord-occidentale, oltre che nei sobborghi intorno a Damasco. Questo perché, a detta di Israele, Teheran starebbe provando a intensificare la propria presenza nei territori siriani, creando una base permanente, sebbene le operazioni israeliane abbiano contribuito a limitare l’influenza del nemico iraniano. Inoltre, fonti di intelligence regionali hanno dichiarato che i gruppi armati filoiraniani, tra cui le Quds Force, hanno rafforzato la propria presenza nei dintorni di Sayeda Zainab, nel Sud di Damasco, dove si pensa siano state create diverse basi sotterranee. Funzionari militari siriani e dell’intelligence occidentale hanno poi affermato che in cima alla lista dei target di Israele vi sono le infrastrutture che potrebbero consentire all’Iran di produrre missili a guida di precisione sul territorio siriano, erodendo il vantaggio militare regionale di Israele.

Secondo le informazioni fornite dall’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani (SOHR) è la città di al-Mayadin, nel Nord-Est della Siria, ad ospitare la maggiore concentrazione di combattenti filoiraniani, a tal punto da essere considerata una “colonia dell’Iran”. In tale quadro, il 5 settembre, il SOHR, con sede a Londra, ha monitorato l’arrivo di circa 39 autocisterne cariche di petrolio, poi dirette verso il Libano, dopo essere passate per le aree controllate da gruppi filoiraniani. Prima ancora, il 31 agosto, una spedizione di missili terra-terra a medio raggio è giunta a circa 200 chilometri da al-Bukamal, al confine amministrativo del governatorato di Raqqa, definita anch’essa una colonia iraniana impiegata da Teheran per immagazzinare armi. Oltre ai missili, sono stati visti entrare anche quasi 50 camion carichi di benzina attraverso il valico ufficiale di al-Bukamal, sotto gli auspici della Quarta Divisione, l’ala iraniana all’interno dell’esercito siriano. Dall’inizio di maggio 2021, i gruppi filoiraniani hanno allestito, nella regione, basi per installare piattaforme di lancio di missili, probabilmente da impiegare per colpire le Syrian Democratic Forces (SDF) e le truppe della Coalizione anti-ISIS a Est del fiume Eufrate. 

Dal canto loro, nel mese di ottobre scorso, le milizie affiliate all’Iran hanno messo in guardia da una violenta risposta alle aggressioni di Israele. Tale dichiarazione è giunta dopo che, il 13 ottobre, almeno un soldato siriano e altri 3 combattenti di gruppi filoiraniani sono rimasti vittima di un attacco aereo, presumibilmente condotto da Israele, nei pressi della città di Palmira, situata nel governatorato di Homs, nella Siria centrale.

Il tutto si colloca nel quadro del più ampio conflitto civile in Siria, scoppiato il 15 marzo 2011, quando parte della popolazione siriana ha iniziato a manifestare e a chiedere le dimissioni del presidente siriano, Bashar al-Assad. L’esercito del regime siriano è coadiuvato da Mosca, oltre ad essere appoggiato dall’Iran e dalle milizie libanesi filoiraniane di Hezbollah. Sul fronte opposto vi sono i ribelli, i quali ricevono il sostegno della Turchia.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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