Russia-Armenia: colloqui telefonici tra ministri degli Esteri

Pubblicato il 24 novembre 2021 alle 20:35 in Armenia Russia

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Il 24 novembre, il ministro degli Esteri armeno, Ararat Mirzoyan, ha discusso telefonicamente con il suo omologo russo, Sergey Lavrov, della situazione al confine armeno-azero e dei negoziati per la risoluzione del conflitto in Karabakh.

Lo ha annunciato, il medesimo mercoledì, il servizio stampa del Ministero degli Esteri armeno, il quale è stato citato dall’agenzia di stampa russa TASS. Le parti hanno ribadito l’importanza di risolvere la questione attraverso una soluzione pacifica nel formato del gruppo di Minsk. Mirzoyan ha spiegato gli ultimi sviluppi a seguito della recente escalation, accusando le Forze Armate azere di aver minacciato “l’integrità territoriale e la sovranità dell’Armenia”. I colloqui tra Mosca e Erevan sono giunti un giorno dopo gli ultimi dati rilasciati dal premier armeno, Nikol Pashinyan, riguardo al bilancio del conflitto del 16 novembre.  

In totale, sono 32 i militari armeni fatti prigionieri a seguito dell’escalation. Tuttavia, secondo fonti citate dal premier, sei dei soldati sarebbero morti durante la prigionia. Tali dati, però, necessitano di conferma e non possono ancora essere definiti ufficiali. Il primo ministro armeno ha poi aggiunto che Erevan è impegnata e sta lavorando attivamente per garantire il rimpatrio dei militari dispersi.

L’Armenia e l’Azerbaigian si accusati reciprocamente di aver iniziato gli scontri lungo il confine condiviso, ancora non delimitato e rivendicato da ambo le parti.  Le tensioni tra Baku e Erevan si sono particolarmente acuite a partire da domenica 14 novembre, quando l’Armenia ha accusato le Forze Armate azere di aver avviato un’offensiva in direzione del confine Orientale con l’Armenia, verso la regione di Gegharkunik. Dall’altra parte, il Ministero della Difesa dell’Azerbaigian ha accusato l’Armenia di “aggravare” deliberatamente la situazione lungo la frontiera che i due Paesi, un tempo alleati nell’Unione Sovietica, condividono. Baku ha accusato Erevan di aver utilizzato sistemi di artiglieria per bombardare le postazioni azere nella regione di Lachin. Gli scontri si sono particolarmente intensificati il 16 novembre. In tale data, l’Armenia ha reso noto che 15 soldati erano rimasti uccisi e altri 12 catturati dalle forze azere, le quali erano state accusate di aver lanciato un attacco nella zona di confine e invaso il territorio nazionale. Inoltre, Erevan aveva reso noto di aver perso due postazioni militari. Più tardi, il 17 novembre, il Ministero della Difesa dell’Armenia ha aggiornato il bilancio delle vittime e dei feriti. La parte armena ha riportato una vittima, 13 militari sono stati presi in osteggio dalle Forze Armate Azere e altri 24 sono stati dichiarati dispersi. Dall’altra parte, il 17 novembre, l’Azerbaigian ha reso noto che sette militari erano stati uccisi e almeno 10 erano rimasti feriti durante gli scontri del giorno prima.

Nonostante l’accordo di pace del 9 novembre 2020, è importante sottolineare che le violenze tra le due parti si verificano con una cera frequenza. Tra i focolai di tensione in cui, periodicamente, si verificano scontri e si registrano vittime e feriti, è importante menzionare la regione di Gegharkunik e la Repubblica autonoma di Nakhichevan, nei pressi della cittadina di Yeraskh. È per tale ragione che i Ministeri della Difesa dei due Paesi, supportati da numerosi attori internazionali, stanno tentando di raggiungere un accordo per porre fine alla storica disputa. Quest’ultima sorge dal fatto che sia Baku sia Erevan rivendicano territori analoghi poiché si servono di mappe sovietiche differenti. È per tale ragione che le mappe conservate dalla Russia potrebbero offrire la soluzione al contenzioso territoriale.

È importante ricordare che gli scontri erano già scoppiati in precedenza, nel settembre 2020. Sulla base del trattato di pace del novembre 2020, l’Armenia ha ceduto il controllo sull’area del Nagorno-Karabakh e su tutti i sette distretti limitrofi all’Azerbaigian, i quali, dagli anni ‘90, erano stati occupati dalle forze armene. Nello specifico, Baku e Erevan si contendono il Nagorno-Karabakh dal febbraio 1988, quando la regione, a maggioranza armena, ha annunciato la sua secessione dalla Repubblica socialista sovietica dell’Azerbaigian. Durante il conflitto armato del 1991-94, l’Azerbaigian ha perso il controllo del Nagorno-Karabakh e di sette regioni adiacenti. Dal 1992 sono in corso negoziati per una soluzione pacifica del conflitto nel quadro del Gruppo OSCE di Minsk, guidato da tre co-presidenti, Russia, Stati Uniti e Francia.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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