Libia: dimissioni “a sorpresa” dell’inviato dell’Onu

Pubblicato il 24 novembre 2021 alle 8:56 in Africa Libia

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A poche settimane dalle elezioni presidenziali e legislative libiche, l’inviato in Libia delle Nazioni Unite, Jan Kubis, altresì capo della Missione di Sostegno (UNSMIL), ha presentato le sue dimissioni. Al momento, le motivazioni non sono state ancora rivelate.

La notizia è stata inizialmente diffusa, il 23 novembre, da “fonti diplomatiche” in condizioni di anonimato, e successivamente confermata dal portavoce del Segretario generale delle Nazioni Unite, Stéphane Dujarric, nel corso di un briefing quotdiano tenuto dalla capitale New York, durante il quale è stato riferito che le dimissioni dell’inviato sono state accettate con “rammarico” e che il Segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres, sta provvedendo a trovare un sostituto. Le Nazioni Unite, ha affermato Dujarric, sono consapevoli delle imminenti scadenze elettorali e si stanno impegnando per garantire la “continuità della leadership”. A detta del portavoce, l’Onu ha una forte presenza sul terreno nel Paese Nord-africano e tutti i “colleghi” onusiani continueranno, così come fatto sinora, a collaborare con le istituzioni libiche, non solo in vista delle elezioni, ma anche per sostenere la popolazione a far fronte alle sfide a livello umanitario. Dujarric ha infine riferito che Kubis terrà egli stesso un briefing, presumibilmente nella giornata del 24 novembre, e che il suo intento non è stato destabilizzare la Missione, in alcun modo.

Secondo fonti diplomatiche, le dimissioni di Kubis sarebbero giunte a seguito del suo rifiuto di trasferirsi a Tripoli, in quanto intenzionato a svolgere la missione da diverse capitali europee. A detta delle medesime fonti, all’interno dell’Onu starebbe già circolando, ufficiosamente, il nome di Nicholas Kay, un “veterano diplomatico britannico”, come possibile sostituto di Kubis. La nomina del nuovo inviato in Libia, ad ogni modo, dovrà dapprima ricevere l’approvazione dei 15 membri del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

La missione di Kubis aveva avuto inizio l’8 febbraio 2021, a pochi mesi di distanza dall’accordo di cessate il fuoco, raggiunto a Ginevra il 23 ottobre 2020, che ha posto apparentemente fine agli scontri sul campo tra l’Esercito Nazionale Libico (LNA), guidato dal generale Khalifa Haftar, e le forze legate al precedente governo tripolino, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA). Prima di essere scelto come capo della Missione UNSMIL, Kubis ha rivestito il ruolo di ex-ministro degli Affari Esteri della Repubblica Slovacca, e, successivamente, di coordinatore speciale dell’Onu per il Libano, dal 2019. Inoltre, in passato, è stato anche inviato speciale delle Nazioni Unite per l’Afghanistan e l’Iraq. Secondo quanto rivelato dalle fonti diplomatiche, durante il voto per la sua nomina del 15 gennaio, non vi sono state opposizioni alla figura di Kubis per ricoprire il ruolo in questione ed è stato lo stesso Segretario generale dell’Onu, Guterres, a proporlo per sostituire Ghassan Salamé, l’ex-inviato delle Nazioni Unite in Libia.

Salamé, a sua volta, aveva abbandonato l’incarico il 2 marzo 2020, dopo circa tre anni, citando come motivazione le proprie condizioni di salute che non gli consentivano più di continuare a sostenere il carico di stress derivante dalla missione stessa, alla luce delle difficoltà riscontrate nel raggiungere la pace e la stabilità in Libia e nel dialogare con i diversi attori in conflitto. Da allora, Salamé era stato sostituito dalla sua vice, Stephanie Williams, che ha svolto il ruolo di inviata ad interim. Prima di Kubis, il 15 dicembre 2020, il Consiglio di Sicurezza dell’Onu, su proposta di Guterres, aveva nominato il diplomatico bulgaro Nickolay Mladenov come capo della missione UNSMIL ma, pochi giorni dopo essere stato designato, il 22 dicembre scorso, lo stesso Mladenov aveva annunciato di non poter assumere l’incarico a causa di “motivazioni personali e familiari”. Dal 2005, Mladenov aveva assunto la carica di inviato dell’Onu per il processo di pace in Medio Oriente, ruolo che era stato poi assegnato, il 15 dicembre stesso, a Tor Wennesland, un diplomatico norvegese.

Kubis, sin dall’inizio del suo mandato, aveva ribadito il suo impegno a creare una Libia stabile, prospera e unita, sulla base dei risultati positivi raggiunti fino al 5 febbraio a Ginevra, giorno in cui i 75 membri del Forum di dialogo politico hanno eletto Mohammad Younes Menfi, un diplomatico libico della regione orientale, come presidente del Consiglio presidenziale e Abdulhamid Dabaiba nuovo primo ministro ad interim. 

Al momento, il Paese Nord-africano è in attesa delle prossime elezioni presidenziali e legislative, ritenute essere un passo fondamentale del cammino di transizione democratica intrapreso dalla Libia a seguito del cessate il fuoco del 23 ottobre 2020. Secondo quanto riferito dall’Alta commissione elettorale nazionale, il primo turno delle elezioni presidenziali si terrà il 24 dicembre, in occasione del 70esimo anniversario dell’indipendenza della Libia. Le elezioni legislative, invece, si terranno dopo 52 giorni, presumibilmente il 14 febbraio 2022, in concomitanza con il secondo turno delle presidenziali. Ad oggi, sono 98 coloro che si sono registrati alla corsa alle presidenziali, ma la lista ufficiale dei candidati preliminari sarà pubblicata entro il 25 novembre.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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