La Svezia nomina la sua prima premier donna

Pubblicato il 24 novembre 2021 alle 17:13 in Europa Svezia

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In Svezia, la leader del Partito Socialdemocratico, Magdalena Andersson, è diventata la prima donna premier del Paese, mercoledì 24 novembre. Ex ministro delle Finanze, ha ottenuto la nomina a capo del governo dopo essere stata eletta dal Parlamento con 117 voti favorevoli, 57 astenuti e 174 contrari. In base al sistema svedese, un candidato premier non ha bisogno della maggioranza favorevole, basta che non abbia quella contraria. Tuttavia, l’attuale frammentazione del panorama politico svedese preannuncia che il suo potere sarà debole.

Andersson succederà al primo ministro uscente Stefan Lofven. La sua elezione è stata ottenuto dopo aver raggiunto un accordo dell’ultimo minuto con il Partito della Sinistra, martedì 23 novembre, per aumentare le pensioni in cambio del voto. In precedenza, la donna aveva già ricevuto il sostegno dei Verdi, partner della coalizione dei socialdemocratici, e del Partito di centro.

La prima sfida per la nuova premier del Paese si presenta già il giorno della sua nomina. Il Parlamento, infatti, voterà oggi sul bilancio, con le proposte del suo governo che verranno respinte a favore di emendamenti presentati dall’opposizione di centrodestra, compresi tagli alle tasse sulla benzina e maggiori spese per il sistema giudiziario con l’obiettivo di combattere la criminalità. Il Partito di Centro ha annunciato che, pur non opponendosi alla nomina di Andersson come primo ministro, ritirerà il suo sostegno al bilancio votato mercoledì, a causa delle concessioni fatte alla sinistra. Ciò significa che, con ogni probabilità, la premier dovrà governare con un budget presentato dai moderati conservatori dell’opposizione, dai democratici cristiani e dai democratici svedesi di estrema destra.

Stefan Lofven si è dimesso il 10 novembre, dopo sette anni da primo ministro, con una mossa ampiamente attesa, volta a dare al suo successore il tempo di prepararsi per le elezioni generali di settembre 2022. Andersson assumerà formalmente le sue funzioni e presenterà il suo governo venerdì 26 novembre. La Svezia è l’ultimo tra i Paesi nordici, ovvero Norvegia, Danimarca, Finlandia e Islanda, ad avere una donna alla guida del governo. “So cosa significa questo per le ragazze nel nostro Paese”, ha detto Andersson, visibilmente emozionata. “Sono cresciuta come una ragazza in Svezia e la Svezia è una terra dove c’è disuguaglianza di genere. Sono assolutamente commossa da questo”, ha aggiunto. 

Andersson, che è diventata premier 100 anni dopo che le donne hanno votato per la prima volta in Svezia, ha ereditato da Lofven una specie di calice avvelenato. Per il momento, sembra essere riuscita a tenere insieme la coalizione di minoranza tra Verdi e socialdemocratici, placando anche i partiti di sinistra e di centro di cui il governo ha bisogno. Ma il complesso equilibrio potrebbe a breve crollare, con il centrodestra che teme per la crescente influenza dell’ex sinistra comunista e Andersson che cercherà di mantenere il potere fino alle prossime elezioni. “Non possiamo sostenere il budget di un governo che si sta spostando molto a sinistra”, ha detto ai giornalisti la leader del Partito di centro, Annie Loof. 

Anche se dovesse riuscire a consolidare la sua base di potere, Andersson dovrà affrontare altre sfide significative. La violenza e le sparatorie nelle grandi città, la pandemia di coronavirus, la crisi climatica e la transizione verso un’economia “verde”. Per la sua determinazione e la capacità di imporre la sua linea, la nuova premier è stata soprannominata “bulldozer” e spesso è stata paragonata alla cancelliera tedesca Angela Merkel.

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Chiara Gentili

di Redazione

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