Israele e Marocco ufficializzano la loro partnership militare e firmano un accordo sulla difesa

Pubblicato il 24 novembre 2021 alle 16:13 in Israele Marocco

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Il ministro della Difesa israeliano, Benny Gantz, ha firmato, mercoledì 24 novembre, un memorandum d’intesa con l’omologo marocchino, Abdellatif Loudiyi, formalizzando i legami di sicurezza tra i due Paesi e lanciando il primo accordo di questo tipo tra Tel Aviv e uno Stato arabo. L’accordo consentirà, secondo i funzionari israeliani, una cooperazione più fluida e agevole tra le reciproche istituzioni di Difesa e renderà più facile per Israele vendere armi al Regno nordafricano. Con la firma del memorandum, i Ministeri della Difesa e le Forze armate dei due Stati potranno dialogare più facilmente e condividere informazioni di intelligence. In passato, questo tipo di comunicazione coinvolgeva esclusivamente i rispettivi servizi segreti.

“L’accordo consentirà l’inizio della cooperazione ufficiale in materia di sicurezza tra i due Paesi. Include la formalizzazione della condivisione di intelligence e consente legami tra le industrie della Difesa per appalti ed esercitazioni congiunte”, ha affermato il Ministero della Difesa israeliano in una nota. Il quotidiano The Times of Israel ha evidenziato che mentre Tel Aviv mantiene stretti legami di sicurezza con la Giordania e l’Egitto, con cui ha stipulato anche accordi di pace, non ha mai raggiunto memorandum d’intesa con i due Paesi, rendendo l’accordo con il Marocco “senza precedenti”.

“Abbiamo appena firmato un accordo di cooperazione militare, con tutto ciò che ciò implica, con il Marocco. Questo è un evento altamente significativo che ci permetterà di entrare in progetti comuni e consentirà l’esportazione di capacità della difesa israeliana. Penso che i legami tra Marocco e Israele debbano continuare a svilupparsi e ad espandersi e sono contento noi svolgeremo un ruolo in questo ambito”, ha detto Gantz dopo la firma. Il ministro è atterrato nella capitale marocchina nella tarda serata di martedì 23 novembre, per la prima visita ufficiale di un titolare del dicastero della Difesa israeliano nel Paese, dopo che i legami tra Rabat e Tel Aviv si sono normalizzati, a dicembre 2020. Gantz ha iniziato il suo tour, nella mattinata di mercoledì 24, con una visita alla tomba di Muhammad V e Hassan II, rispettivamente nonno e padre dell’attuale re, Muhammad VI. Qui, il ministro ha deposto ghirlande sulle tombe dei monarchi defunti. Da lì, si è recato presso il palazzo del Ministero della Difesa, dove ha incontrato il suo omologo, Abdellatif Loudiyi, per firmare i protocolli d’intesa.

Prima del viaggio, che ha descritto come “storico”, Gantz ha specificato che obiettivo del suo tour sarebbe stato quello di rafforzare i legami tra Rabat e Tel Aviv, avviati nell’ambito dei famosi Accordi di Abramo, mediati dall’amministrazione statunitense dell’ex presidente Donald Trump. Come parte dell’intesa, Washington ha riconosciuto la sovranità del Marocco sul territorio conteso del Sahara occidentale. Con il pacchetto di Accordi, Israele ha normalizzato i suoi legami anche con gli Emirati Arabi Uniti e il Bahrain e, successivamente, almeno in linea di principio, con il Sudan, sebbene la turbolenta situazione politica del Paese abbia reso difficile la firma di un accordo formale.

Per il Marocco, la visita del ministro della Difesa israeliano, il cui ufficio può approvare la vendita di armi e sistemi di difesa avanzati, servirà da segnale di allarme per la vicina Algeria, con la quale Rabat è ai ferri corti per la questione del Sahara occidentale e il sostegno al movimento del Fronte Polisario, che rivendica l’indipendenza di quel territorio. Accompagnando Gantz nella capitale marocchina, un contingente di soldati delle Forze di difesa israeliane in uniforme ha fatto per la prima volta visita al Marocco. Nella delegazione, sono stati inclusi tre ufficiali delle Forze armate dell’ufficio del ministro, due dei quali di origine marocchina. Si tratta del segretario militare del ministro, il brig. generale Yaki Dolf, che ha entrambi i genitori marocchini, e del colonnello Noam Arbeli, la cui madre è nata in Marocco e si è trasferita in Israele nel 1961. Si stima che circa 700.000 israeliani abbiano radici marocchine. “È molto eccitante, molto eccitante”, ha detto Arbeli a The Times of Israel. Più tardi, Gantz dovrebbe incontrare anche il capo delle forze armate marocchine, Abdelfattah Louarak, e il ministro degli Esteri, Nasser Bourita. Giovedì 25 novembre, il ministro della Difesa visiterà la sinagoga Talmud Torah a Rabat prima di partire per Israele, in serata. 

Dallo scorso anno, dopo che i due Paesi hanno normalizzato i legami bilaterali, Tel Aviv e Rabat hanno firmato una serie di memorandum d’intesa su questioni quali l’aviazione civile, le trivellazioni petrolifere, la ricerca di risorse idriche e la collaborazione finanziaria. Le due nazioni hanno anche riaperto i rispettivi uffici di collegamento, che erano stati chiusi dopo che il Marocco aveva interrotto i legami con Israele all’inizio della Seconda Intifada, il 28 settembre del 2000. Il ministro degli Esteri, Yair Lapid, aveva visitato il Marocco, ad agosto, per aprire ufficialmente l’ufficio di collegamento israeliano a Rabat, nonché per incontrare funzionari e firmare una serie di accordi. I due Paesi prevedono di convertire questi uffici di collegamento in vere e proprie ambasciate ma non è ancora stata fissata una scadenza precisa. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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