Incrementano le attività della NATO, la Russia rafforza delle forze nucleari

Pubblicato il 24 novembre 2021 alle 18:17 in NATO Russia

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Il ministro della Difesa della Federazione Russa, Sergey Shoigu, ha dichiarato, mercoledì 24 novembre, che Mosca rafforzerà le sue forze nucleari e gli armamenti deterrenti non nucleari lungo i propri confini per via dell’incremento dell’attività della NATO vicino alla Federazione. Intanto, continuano le esercitazioni militari russe sul Mar Nero.

A riportare le dichiarazioni del ministro della Difesa, il medesimo mercoledì, è stato il quotidiano russo Kommersant. La difficile situazione politico-militare nel mondo e l’aumento dell’attività dei Paesi della NATO vicino ai confini russi impongono la necessità di mantenere la prontezza al combattimento delle forze nucleari ed incrementare il potenziale di quelle deterrenti non nucleari, compreso l’equipaggiamento con armi di precisione e mezzi di distruzione efficaci. Queste le parole di Shoigu, pronunciate durante una riunione del collegio del dipartimento militare russo. Tra le priorità per lo sviluppo delle Forze Armate, il ministro russo ha menzionato “l’aumento della loro efficacia di combattimento, il mantenimento della prontezza al combattimento delle forze nucleari e il rafforzamento del potenziale delle forze deterrenti non nucleari”.Inoltre, Shoigu ha anche menzionato il rafforzamento di “equipaggiamento con armi ad alta precisione, di armi e di attrezzature moderne”, ha aggiunto.

Intanto, il medesimo mercoledì, le Forze armate russe hanno condotto un’esercitazione tattica nel Mar Nero, impegando nelle manovre una serie di caccia Su-27SM3 e Su-30M2 della formazione aeronautica mista del Distretto militare meridionale, congiuntamente con la corvetta di pattugliamento Vasilyj Byjkov e due piccole navi antisommergibile Kasimov e Yeisk della Flotta del Mar Nero. A renderlo noto è stato il capo del dipartimento del supporto informativo della Flotta del Mar Nero, il capitano di secondo grado Alekseij Rulev. Quest’ultimo ha spiegato come i piloti abbiano elaborato il compito di respingere un attacco aereo nemico su una base navale, infliggendo un attacco aereo di rappresaglia alle navi nemiche immaginarie. Le esercitazioni sono state svolte al fine di innalzare il livello di coordinamento delle azioni contro bersagli di superficie, eseguendo acrobazie complesse e sviluppando tattiche per intercettare, attaccare e contrastare mezzi radio-elettronici nemici.

Le tensioni politiche lungo i confini russi sono da collocare nel quadro delle recenti dichiarazioni del portavoce del Cremlino, Dmitry Peksov. Quest’ultimo, il 21 novembre, ha accusato l’Occidente, in particolare gli Stati Uniti e la NATO, di incrementare intenzionalmente le tensioni sulla questione ucraina dopo che gli USA suggerivano che la Russia stesse programmando di lanciare un attacco su larga scala entro fine gennaio. Peskov ha affermato che Mosca non esclude la possibilità che gli Stati Uniti avviino azioni “provocatorie” nell’area intenzionalmente, soprattutto tenendo in considerazione la “retorica” che caratterizza gli USA. Il fatto che la Russia stia pianificando un attacco su larga scala contro l’Ucraina è stato definito da Peskov come segno di “isteria”. “Siamo accusati di svolgere attività militare insolita sul nostro territorio da coloro che hanno portato le loro Forze Armate dall’altra parte dell’oceano, ovvero gli Stati Uniti”, ha dichiarato Peskov. Secondo lui, le accuse mosse da Washington sono “illogiche” e prive di fondamento.

Nelle ultime due settimane, sono incrementate le dichiarazioni rilasciate da funzionari statunitensi, NATO, europei e ucraini riguardo a “insoliti movimenti di truppe russe in prossimità dell’Ucraina”. Il capo dell’intelligence militare del Paese Est-Europeo, Kyrylo Budanov, ha dichiarato al quotidiano Military Times, citato da Reuters, che la Russia aveva più di 92.000 soldati ammassati attorno ai confini ucraini. Secondo Budanov, Mosca si starebbe preparando a sferrare un attacco contro Kiev entro la fine di gennaio o l’inizio di febbraio. Un attacco di tale portata, ha spiegato il capo dell’intelligence, includerebbe attacchi aerei e attacchi corazzati. Questi sarebbero poi seguiti da assalti aerei a Est, assalti anfibi a Odessa e Mariupol, nonché da un’incursione più ridotta tramite la Bielorussia. Da parte sua, Mosca ha respinto tali accuse, definendo le dichiarazioni “provocatorie” e ricordando che, invece, sarebbero gli Stati Uniti e la NATO a svolgere attività insolite poiché stanno incrementando la propria presenza militare nella regione.

Il Cremlino continua ad esortare la NATO a interrompere le attività militari vicino ai confini della Russia, nonché a smettere di fornire armi di ultima generazione all’Ucraina. Le dichiarazioni del Cremlino si collocano nel quadro di quanto la Russia aveva affermato il 27 settembre. In tale occasione, il Cremlino e la Bielorussia avevano sottolineato che, con l’espansione militare in Ucraina, la NATO stava varcando una delle “linee rosse” tratteggiate dal presidente russo, Vladimir Putin. Analogamente, il capo di Stato bielorusso, Alexander Lukashenko, aveva accusato gli Stati Uniti di aver istituito centri di addestramento in Ucraina, i quali, secondo il leader, equivalevano a vere e proprie basi militari. “[Gli USA] stanno dispiegando truppe della NATO in Ucraina. Servendosi del pretesto di avviare nuovi centri di addestramento, gli Stati Uniti, di fatto, stanno creando basi militari in Ucraina”, aveva dichiarato Lukashenko, dopo aver discusso della questione con Putin. Quest’ultimo aveva altresì dichiarato: “Adotteremo misure per rispondere a quanto sta accadendo”, poiché, altrimenti, l’indomani Mosca e Minsk potrebbero trovarsi a dover fronteggiare una “situazione inaccettabile” lungo i loro confini.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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