Ecuador: graziati alcuni detenuti per risolvere i problemi nelle carceri

Pubblicato il 24 novembre 2021 alle 12:55 in America Latina Ecuador

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente dell’Ecuador ha concesso la grazia ad alcuni detenuti nel tentativo di alleviare il sovraffollamento nelle carceri. La decisione è stata presa a seguito dei disordini esplosi nei centri penitenziari che quest’anno hanno provocato un totale di oltre 300 morti. In una dichiarazione, rilasciata lunedì 22 novembre, l’ufficio stampa di Guillermo Lasso ha precisato che il presidente avrebbe graziato i prigionieri coinvolti in infrazioni stradali che non hanno causato morti o feriti, così come altri quelli che soffrono di malattie gravi o terminali. Non ha specificato quante persone hanno ricevuto la grazia. “Questa decisione prevede la remissione totale delle pene detentive, ma non estingue l’obbligo di riparazioni complete destinate alle vittime di cui sono responsabili tutti coloro che ricevono la grazia”, ha affermato la nota.

L’Ecuador ha subito la sua rivolta carceraria più mortale a settembre, quando 119 detenuti sono stati uccisi nella Penitenciaria del Litoral, una struttura nella città costiera di Guayaquil. Le autorità hanno fatto risalire gli scontri a rivalità tra bande criminali legate al traffico di droga. A inizio novembre, un’altra rivolta ha avuto luogo nella stessa prigione, provocando la morte di circa 68 prigionieri e il ferimento di almeno altri 25. Gli esperti ritengono che il sovraffollamento delle carceri a livello nazionale, la mancanza di programmi di riabilitazione per i detenuti, la carenza di personale qualificato e le infrastrutture inadeguate all’interno delle strutture siano alcuni dei problemi chiave che contribuiscono all’esplosione della violenza. Le prigioni ecuatoriane sono afflitte da tassi di sovraffollamento pari a circa il 30% e almeno 39.000 detenuti sono costretti a cattive condizioni di vita all’interno del sistema carcerario. Più di 100 erano state le vittime delle rivolte dello scorso anno, comprese molte persone morte dopo essere state decapitate.

Il capo dell’autorità penitenziaria dell’Ecuador ha dichiarato, a inizio ottobre, che il Paese aveva in programma di graziare fino a 2.000 prigionieri nel tentativo di allentare la pressione sul sistema, dando priorità al rilascio di detenute donne anziane, soprattutto quelle con disabilità e malattie terminali. L’Ecuador si prepara altresì a trasferire nel proprio Paese un totale di circa 170 prigionieri colombiani, a seguito di un accordo, firmato nel fine settimana, tra i governi dei due Paesi. Il presidente Lasso si è poi impegnato a utilizzare le forze armate e la polizia per mantenere l’ordine nelle carceri, ma i critici dubitano che una maggiore militarizzazione possa risolvere il problema. “Entrare con violenza non è la soluzione. Non puoi concentrarti sulla militarizzazione e sulla repressione, devi concentrarti sulla riabilitazione, altrimenti non funzionerà”, ha detto ad Al Jazeera Ramiro Narvaez, un legislatore del partito Izquierda Democratica (Sinistra Democratica).

Negli ultimi mesi, l’Ecuador è stato vittima di una spirale di violenza concentrata soprattutto all’interno dei centri di detenzione, una situazione che ha spinto il presidente a dichiarare lo stato di emergenza sia nel sistema carcerario che nell’intero Paese e a schierare truppe per mettere in sicurezza le strutture e prevenire le rivolte. La nazione, con 65 prigioni prive di un numero di guardie carcerarie sufficienti, prevede di espandere le capacità del suo sistema penitenziario come parte di un piano finalizzato a risolvere una situazione “precaria” e “caotica”. L’Ecuador si trova tra Colombia e Perù, principali produttori mondiali di cocaina, ed è spesso utilizzato come luogo di transito per il trasporto di droga verso gli Stati Uniti e l’Europa. Tra gennaio e agosto di quest’anno, nel Paese sono stati registrati 1.427 omicidi, 55 in più rispetto a tutto il 2020.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.