Costa d’Avorio: previsto il reclutamento di 3.000 nuovi soldati nel 2022

Pubblicato il 24 novembre 2021 alle 15:12 in Africa Costa d'Avorio

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Il presidente della Costa d’Avorio, Alassane Ouattara, ha annunciato il reclutamento di 3.000 nuovi soldati nel 2022, una decisione presa per rafforzare la difesa del Paese. Il provvedimento è stato adottato in risposta alla crescente minaccia terroristica, che ha provocato un aumento degli attacchi da parte dei gruppi armati nel Nord della nazione.

La misura è prevista nel bilancio 2022 del Ministero della Difesa e segna la prima ondata di un programma di arruolamento che contempla l’integrazione nell’esercito ivoriano di un totale di 10.000 nuovi soldati  entro il 2024. L’annuncio è arrivato poco dopo un incontro tra i capi di stato maggiore dei Paesi del Comitato dell’ECOWAS, nella capitale commerciale del Paese, Abidjan, la scorsa settimana, dove tutte le parti hanno sostenuto la necessità di condividere le informazioni di intelligence tra gli Stati membri.

Il 10 giugno di quest’anno, la Costa d’Avorio e la Francia avevano inaugurato una nuova accademia antiterrorismo ad Abidjan, destinata a rafforzare la capacità regionale nella lotta contro la crescente minaccia islamista. L’Accademia Internazionale per la Lotta al Terrorismo (AILCT), alla periferia della città, comprende una scuola per funzionari governativi, un centro di addestramento per forze speciali e un istituto di ricerca.

Dallo scorso anno, la Costa d’Avorio è in prima linea nella lotta contro i gruppi armati jihadisti, che lanciano regolarmente attacchi nel Nord del Paese, vicino al confine con il Burkina Faso. Insieme a misure che prevedono una maggiore militarizzazione, lo Stato africano ha in programma di utilizzare altresì “l’arma del welfare” per combattere l’estremismo e la radicalizzazione. L’8 novembre, il primo ministro, Patrick Achi, ha annunciato nuovi investimenti per le scuole, gli ospedali e per favorire l’occupazione, al fine di fornire alternative concrete alla popolazione, di fronte al reclutamento massiccio da parte di gruppi estremisti violenti nella regione del Sahel. In quest’area, sono soliti operare gruppi jihadisti affiliati allo Stato Islamico e ad al-Qaeda, i quali, in alcune occasioni, collaborano anche con “banditi” locali, andando altresì ad esasperare una serie di conflitti etnici preesistenti.

Alla luce di un quadro allarmante nella regione, il reclutamento dei giovani nelle organizzazioni islamiste è una preoccupazione crescente per la Costa d’Avorio, che non solo rafforzerà la sicurezza delle frontiere insieme ai suoi partner occidentali, ma provvederà anche a introdurre misure di supporto sociale alla popolazione per disincentivare l’affiliazione a gruppi estremisti violenti. “Ci sono investimenti in corso nel Nord per costruire più scuole, ospedali e industrie e per garantire occupazione ai nostri giovani, per tenerli lontani dal richiamo dei terroristi”, ha dichiarato il primo ministro Achi. “La Costa d’Avorio e i suoi partner saranno in grado di affrontare la minaccia terroristica rafforzando la sicurezza nel Nord”, ha aggiunto. Già all’inizio dell’anno, il presidente Ouattara aveva annunciato che il Paese avrebbe speso l’1% del suo PIL nello sforzo mirato ad impedire ai terroristi di entrare nel Paese. 

L’attacco più grave avvenuto di recente nel Paese era stato effettuato a Kafolo, l’11 giugno 2020, quando circa 14 soldati ivoriani erano rimasti uccisi. Il Ministero della Difesa ivoriano aveva attribuito l’offensiva ai gruppi islamisti della regione e decine di jihadisti erano stati arrestati. In seguito a tale episodio, la Costa d’Avorio aveva creato una zona militare speciale, nel Nord del Paese, al confine con il Burkina Faso. Poco tempo prima, l’11 maggio, i due Stati avevano deciso di lanciare un’operazione congiunta, nota con il nome di “missione Comoe”, per affrontare l’espansione della minaccia jihadista nella regione del Sahel. La missione vedeva la partecipazione di circa 1.000 soldati ivoriani. 

L’attacco di giugno contro l’esercito di stanza a Kafolo era stato il primo assalto condotto sul suolo ivoriano dopo quello del marzo 2016, quando un attentato terroristico compiuto nella località costiera di Grand-Bassam aveva ucciso 19 persone, di cui 16 civili e 3 membri delle forze speciali. In tale occasione, al-Qaeda nel Maghreb Islamico (AQIM) aveva rivendicato l’attacco, affermando che “3 eroi”avevano fatto irruzione in alcuni hotel turistici sparando sulle persone in spiaggia con kalashnikov e granate.

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Chiara Gentili

di Redazione

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