Afghanistan: una nuova esplosione a Kabul

Pubblicato il 24 novembre 2021 alle 9:05 in Afghanistan Asia

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Il 23 novembre, una nuova esplosione ha preso di mira un veicolo dei talebani a Kabul, ferendo due membri delle forze dell’ordine. Sui social media circola una presunta rivendicazione dello Stato Islamico. 

La notizia dell’esplosione, causata da un esplosivo magnetico, è stata confermata dal generale Mobin, portavoce del Dipartimento di Sicurezza di Kabul. Tuttavia, le autorità non hanno fatto alcun riferimento alla presunta rivendicazione da parte dell’affiliata afghana allo Stato Islamico, nota con l’acronimo IS-K.

Un comunicato in circolazione, la cui veridicità non è stata ancora confermata, riferisce: “I soldati del Califfato hanno fatto detonare un ordigno esplosivo su un veicolo dei talebani, nel PD2 della città di Kabul, che ha danneggiato il veicolo e ucciso/ferito i talebani che erano a bordo dell’auto”.

Intanto, dopo 100 giorni della proclamazione di vittoria da parte dei talebani a Kabul, che risale al 15 agosto, il quotidiano locale ToloNews ha riportato una serie di dati riguardo alla sicurezza nel Paese: in poco più di tre mesi, si sono verificati 7 grandi episodi di violenza che hanno causato 630 tra morti e feriti. 

Il primo è l’attentato suicida del 26 agosto presso l’aeroporto internazionale di Kabul, mentre le forze armate della NATO stavano concludendo l’evacuazione delle truppe straniere dall’Afghanistan. In quell’attacco, rivendicato dall’IS-K, sono state uccise oltre 100 persone, tra cui 13 soldati statunitensi, e oltre 100 sono rimaste ferite.

Tre giorni dopo, il 29 agosto, un drone statunitese ha preso di mira una casa a Kabul in cui sono rimasti uccisi 10 civili, tra cui 7 bambini. L’assalto ha preso di mira un veicolo che le forze armate degli USA credevano trasportasse combattenti dello Stato Islamico. Il Pentagono ha ammesso l’errore e ha promesso un risarcimento alle famiglie delle vittime. 

Il 3 ottobre, durante le celebrazioni funebri per la madre del viceministro del governo ad interim dei talebani, Zabihullah Mujahid, un’esplosione fuori dalla moschea di Eid Gah ha causato la morte di almeno 5 persone e ne ha ferite diverse altre. Più tardi, la sera dello stesso giorno, l’Emirato Islamico ha lanciato un’operazione a Kabul contro un nascondiglio dei militanti dello Stato Islamico e, secondo i funzionari, ha eliminato 10 membri del gruppo. 

Un’esplosione in una moschea sciita della città Nord-orientale di Kunduz, durante la preghiera di venerdì 8 ottobre ha causato la morte di 46 civili. L’assalto è stato rivendicato dall’affiliata afghana dello Stato Islamico. Un altro attentato rivendicato dal gruppo, il 15 ottobre, ha preso di mira una moschea sciita nella città meridionale di Kandahar, causando 47 vittime.

Il 2 novembre, l’IS-K ha effettuato un attacco contro il più grande ospedale militare dell’Afghanistan, situato a Kabul. Secondo gli ultimi dati, sono almeno 25 i morti causati dalle due esplosioni, i quali sono da sommare a decine di feriti.

Il 12 novembre una detonazione ha colpito una moschea nella zona di Spin Ghar, nella provincia orientale di Nangarhar, durante la preghiera del venerdì, causando almeno 3 morti e 15 feriti. Al momento, non è nota una rivendicazione di questo assalto. 

Infine, il 13 novembre, almeno una persona è stata uccisa e altre 4 sono rimaste ferite quando l’esplosione di una bomba ha distrutto un minibus vicino a un checkpoint talebano a Kabul. L’IS-K ha rivendicato l’assalto, il giorno seguente. 

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Maria Grazia Rutigliano 

 

di Redazione

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