USA: consegnate due motovedette all’Ucraina, si valutano nuovi aiuti militari

Pubblicato il 23 novembre 2021 alle 18:32 in Russia USA e Canada Ucraina

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L’ufficio stampa della Marina militare dell’Ucraina ha annunciato, martedì 23 novembre, di aver ricevuto due ex motovedette della Guardia Costiera statunitense, le quali sono state ristrutturate e rinnovate. Le imbarcazioni sono state consegnate per rafforzare l’arsenale navale ucraino.

Le due imbarcazioni sono arrivate al porto ucraino di Odessa, il quale si affaccia sul Mar Nero. “Oggi, 23 novembre, a bordo della nave Ocean Grand da Baltimora (Maryland, USA) sono giunte in Ucraina due imbarcazioni di tipo Island, denominate Fastov e Sumy”, si legge nel comunicato. Dopo che la bandiera ucraina sarà innalzata, le motovedette “inizieranno il loro percorso di pattugliamento per garantire la sicurezza marittima” nelle acque del Mar Nero e del Mar d’Azov, ha aggiunto la pubblicazione. “Apprezziamo il contributo degli Stati Uniti nel dissuadere l’aggressione armata della Federazione Russa contro l’Ucraina”, ha affermato il comandante della Marina, Oleksiy Neyizhpapa. Le navi sono progettate per operazioni di pattugliamento e di ricerca e soccorso marittimo. Washington aveva già trasferito due di queste barche alla Marina ucraina, nel settembre del 2018.

Intanto, l’emittente statunitense CNN ha fatto sapere che l’amministrazione presidenziale degli USA sta pensando di inviare in Ucraina nuovi consiglieri militari e nuove attrezzature belliche, soprattutto dopo la notizia della presenza di oltre 92.000 militari russi al confine. Le discussioni intorno al nuovo pacchetto di aiuti sono in corso, mentre l’Ucraina ha iniziato ad avvertire pubblicamente che la Russia potrebbe invadere l’Ucraina già a gennaio. Secondo fonti diplomatiche, citate dalla CNN, i nuovi aiuti potrebbero includere missili anticarro Javelin, mortai di ultima generazione, nonché sistemi di difesa aerea, come i missili stinger.

Alcuni funzionari USA, inoltre, avrebbero suggerito di fornire all’Ucraina le armi che gli Stati Uniti pianificavano di consegnare al governo afghano. Tuttavia, dopo il ritiro delle truppe USA, e, dal momento che il Paese Centro-Asiatico è a guida talebana, Washington sta valutando se collocare l’arsenale, composto da elicotteri Mi-17, in Ucraina. Dall’altra parte, alcuni funzionari temono che rifornire ulteriormente le difese dell’Ucraina possa comportare gravi rischi di escalation nell’area poiché la Russia potrebbe vedere la mossa come una minaccia. Ad esempio, il tenente colonnello Cedric Leighton, ormai in pensione, ha dichiarato che i missili anticarro Javelin “sono piuttosto efficaci contro i carri armati T-80”. Si tratta di mezzi che la Russia starebbe dispiegando lungo il confine con l’Ucraina. Tuttavia, il colonnello ha osservato che fornire ulteriore assistenza all’Ucraina comporta l’indubbio rischio di “aumentare ulteriormente le tensioni” con Mosca.

Le due nuove barche fanno parte di un pacchetto di assistenza all’Ucraina, dal valore di oltre 2,5 miliardi di dollari, elaborato a partire dal 23 febbraio 2014, anno in cui la Russia ha annesso la penisola di Crimea e i separatisti, sostenuti dalla Russia, hanno conquistato una fascia dell’Ucraina Orientale, il Donbass, dove è ancora in corso il conflitto. Tra il 2014 e il 2016, Kiev ha ricevuto circa 2.000 giubbotti antiproiettile, 35 veicoli blindati HMMWV e altre attrezzature belliche come 130 Hummers e diverse tipologie di imbarcazioni ad alta velocità. Infine, l’Esercito di Kiev ha anche aggiunto al proprio arsenale tecnico oltre 2000 dispositivi per la visione notturna. Nel 2018, il Pentagono ha fornito armi di attacco di ultima generazione. Tra queste, la stampa russa ha citato i sistemi missilistici anticarro FGM-148 Javelin. Con un raggio d’azione di 2-3 km, la Javelin è l’arma anticarro più importante dell’Esercito statunitense. Tra i suoi punti di forza, è importante menzionare che permette a un soldato di fare fuoco e muoversi rapidamente perché il missile è teleguidato. Il bersaglio viene individuato solo in fase di puntamento, poi viene agganciato e seguito dal missile che si orienta autonomamente perché sfrutta il calore corporeo emanato dal bersaglio stesso. Può essere utilizzato in modalità attacco diretto oppure in modalità chiamata ‘Top Attack’, cioè innalzandosi fino a 150 metri di altezza per poi colpire in picchiata per una maggiore capacità di penetrazione sull’obiettivo.

Più tardi, il primo settembre, durante il vertice di alto livello tra il presidente ucraino e statunitense, rispettivamente Volodymyr Zelensky e Joe Biden, è stato raggiunto un nuovo accordo sui finanziamenti militari. Con l’intesa, duramente condannata dalla Russia, la Casa Bianca si impegna a consegnare un nuovo pacchetto di aiuti militari a Kiev, dal valore totale di 60 milioni di dollari. Tale finanziamento, che includerebbe anche la consegna dei sistemi missilistici Javelin, era stato attivato per aiutare l’Ucraina nel contenimento “dell’aggressione russa”. Secondo Zelensky, la mossa aveva segnato “una nuova tappa nella cooperazione in materia di Difesa tra Ucraina e Stati Uniti”.

Infine, è importante ricordare che, anche nel mese di marzo, l’amministrazione presidenziale della Casa Bianca aveva stanziato 125 milioni di dollari sotto forma di “pacchetto di aiuti militari”. Tale somma è da collocare nel quadro dei 250 milioni di dollari che Washington, secondo il bilancio della Difesa per il 2021, prevede di attivare per fornire assistenza militare all’Ucraina. Tuttavia, tale quantità è minore rispetto a quella stanziata nel 2020, quando il valore si attestava a quota 300 milioni. In precedenza, il primo ottobre, l’agenzia di stampa russa Lenta, con riferimento alle dichiarazioni rilasciate dal Pentagono, aveva reso noto che, entro il 2025, gli USA avrebbero consegnato alle Forze Armate dell’Ucraina sei pattugliatori Mark-VI, dal valore di circa 85 milioni di dollari.

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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