Nord Stream 2: tensioni tra Russia e USA dopo le nuove sanzioni

Pubblicato il 23 novembre 2021 alle 12:10 in Russia USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il segretario di Stato degli USA, Antony Blinken, ha annunciato, la sera di lunedì 22 novembre, che la Casa Bianca ha varato un nuovo pacchetto di sanzioni contro il controverso gasdotto russo-tedesco Nord Stream 2. Il Cremlino ha definito le nuove misure “illegali” e una minaccia per la normalizzazione dell’instabile dialogo russo-statunitense.

A riportare quanto dichiarato da Blinken, il medesimo lunedì, è stata l’emittente statunitense CNN. Le nuove misure restrittive sono state applicate contro una nave e “un’entità legata alla Russia”, denominata Transadria Ltd. e con sede a Cipro, poiché Washington teme che Mosca utilizzi il gasdotto come strumento di leva contro l’Europa. Blinken ha affermato che il report del Congresso e le nuove sanzioni sono in linea con i requisiti del Protecting Europe’s Energy Security Act (PEESA) del 2019. Nello specifico, ai sensi della normativa PEESA, sono state incluse nella lista nera 8 entità fisiche e 17 navi ad essi collegate. “Sebbene l’amministrazione continui ad opporsi al Nord Stream 2, anche attraverso sanzioni, siamo impegnati a lavorare con la Germania e altri alleati per ridurre i rischi posti dal gasdotto rispetto all’Ucraina e ai Paesi in prima linea della NATO e dell’UE”, ha spiegato Blinken. Quest’ultimo ha poi aggiunto che lo scopo delle nuove misure è quello di limitare l’impatto che le “attività dannose della Russia” possano avere sull’Occidente, sia nel settore energetico sia in quello della difesa, soprattutto a seguito della conferma della presenza di circa 92.000 militari russi al confine con l’Ucraina.  

Intanto, un portavoce del Dipartimento di Stato degli USA ha affermato che l’amministrazione presidenziale sta lavorando con Germania, Ucraina e altri partner anche per attuare l’accordo che Washington e Berlino avevano raggiunto, il 21 luglio scorso. L’intesa ha lo scopo di aiutare Kiev a diversificare le sue forniture energetiche e a ridurre la sua dipendenza da Mosca. In tale quadro, è importante sottolineare che, quando il Nord Stream 2 sarà operativo, il gasdotto priverà l’Ucraina delle entrate derivanti dalle tasse di transito poiché è stato progettato per bypassare il territorio ucraino. Nel pacchetto di misure elaborato per sostenere il Paese Est-Europeo, ha ricordato il portavoce, si prevede di stanziare almeno 245 milioni di dollari per finanziare l’Ucraina e supportarla nel processo di diversificazione energetica, nonché nella transizione verso energie più pulite. Con l’intesa, inoltre, la Germania si “impegna a […] facilitare la proroga dell’accordo russo-ucraino sul transito del gas, il quale garantirebbe a Kiev miliardi di dollari di entrate, permettendole di guadagnare tempo per eliminare la sua dipendenza dal gas russo e dalle tasse di transito”, ha concluso il portavoce del Dipartimento di Stato.

La risposta del Cremlino non ha tardato ad arrivare. Il portavoce, Dmitry Peskov, ha definito l’approccio sanzionatorio degli USA “illegale e sbagliato”, soprattutto se lo si pone nel contesto “dei frequenti tentativi di normalizzare il dialogo bilaterale”. “Le sanzioni su Nord Stream sono una continuazione del linguaggio sanzionatorio a cui Washington non vuole affatto rinunciare”, ha concluso Peskov. Anche il ministro degli Esteri della Federazione Russa, Sergey Lavrov, ha condannato le nuove misure. Secondo il funzionario, gli Stati Uniti, “alla guida” di un blocco simbolico composto da numerosi Paesi Occidentali, stanno ponendo la Russia in “condizioni difficili” attraverso le continue “restrizioni unilaterali politicamente motivate”. “Da parte nostra, reagiamo a tali passi ostili in modo adeguato”, ha osservato il ministro degli Esteri russo, spiegando che Mosca farà il possibile per garantire stabilità economica e finanziaria.

Le nuove misure giungono dopo che il regolatore tedesco Bnetza aveva disposto, il 16 novembre, la temporanea sospensione della procedura di autorizzazione all’attivazione di Nord Stream 2, che collega Russia e Germania attraverso il Mar Baltico. L’approvazione sarà conferita solo quando il consorzio che gestisce il progetto, Nord Stream 2 AG, adotterà misure per rendersi conforme alla normativa tedesca. Pertanto, Bnetza aveva spiegato che l’operatore, con sede nella città svizzera di Zugo, è tenuto a trasferire il capitale principale relativo al gasdotto alla proprietà di una controllata tedesca. In risposta, il 17 novembre, Peskov aveva dichiarato: “La società esercente è pronta a soddisfare tutti i requisiti della normativa vigente per poter avviare quanto prima il progetto”.

Il Nord Stream è uno dei più grandi gasdotti al mondo. Il primo progetto prese forma nel 1997, quando la russa Gazprom e la Neste, una compagnia petrolifera finlandese, costituirono la North Transgas Oy. L’8 novembre 2011, la cancelliera tedesca, Angela Merkel, inaugurò il Nord Stream 1 insieme all’ex presidente della Federazione Russa, Dmitrij Medvedev, e l’ex primo ministro francese, François Fillon. Quindi, nell’ottobre 2012, la Russia valutò un ampliamento della cubatura di gas da trasportare in Europa, così si avviò il progetto Nord Stream 2. Ora in fase di completamento, la lunghezza prevista per il gasdotto è di 1.230 chilometri e il percorso che seguirà è analogo a quello del gasdotto Nord Stream 1: partirà dalle coste della Russia, attraverserà il Mar Baltico, fino a giungere alla Germania. Nello specifico, il Nord Stream 2 attraverserà le Zone Economiche Esclusive (ZEE) di 5 Paesi, quali Russia, Germania, Danimarca, Finlandia e Svezia e permetterà alla Russia di raddoppiare i volumi di gas trasportati, arrivando a 110 miliardi di metri cubi di gas all’anno.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.