Rep. Dem. del Congo: le proteste contro la Commissione Elettorale

Pubblicato il 22 novembre 2021 alle 18:16 in Africa Rep. Dem. del Congo

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La polizia della capitale della Repubblica Democratica del Congo (RDC), Kinshasa, ha effettuato una serie di arresti, lunedì 22 novembre, tra i manifestanti che si sono riuniti nei pressi della sede della Commissione Elettorale. 

Circa un centinaio di persone si sono riunite nel centro della città per protestare contro la nomina di Denis Kadima come capo della Commissione Elettorale Nazionale Indipendente (CENI). L’uomo è stato accusato di aver avuto un ruolo centrale nella vittoria dell’attuale presidente, Félix Tshisekedi, alle elezioni del 2018. I partecipanti alla protesta hanno denunciato una diffusa mancanza di trasparenza e hanno chiesto maggiori garanzie democratiche. 

La manifestazione è stata organizzata dai partiti dell’opposizione e da gruppi religiosi che in precedenza avevano indetto un sit-in. Alla luce di questa situazione, le autorità hanno disposto una serie di misure di sicurezza, che rimarranno in vigore “per tutto il tempo necessario”. Una nuova protesta, che si sarebbe dovuta tenere sabato 27 novembre, non è stata autorizzata. Riferendo la notizia delle manifestazioni, il quotidiano Africanews ha pubblicato un video che mostra alcuni momenti specificando che, già nelle prime ore del mattino, le forze di sicurezza avevano chiuso tutte le strade di accesso alla sede della Commissione Elettorale. Tali uffici si trovano lungo un’importante arteria nel centro di Kinshasa.

Il 16 ottobre, la polizia aveva usato gas lacrimogeni per sedare gli scontri tra i sostenitori del presidente e quelli dell’opposizione. Tali confrontazioni sono avvenute proprio quando l’Assemblea Nazionale ha scelto il nuovo capo della Commissione Elettorale. Kadima ha alle spalle decenni di esperienza nel settore, ma è stato criticato da analisti e diplomatici per il suo presunto ruolo nel controverso voto del 2018 in cui Tshisekedi è diventato presidente, nominato nonostante le accuse di frode. A tale proposito, è importante ricordare che la Repubblica Democratica del Congo tornerà alle urne, nel 2023, con la CENI che probabilmente tornerà a giocare un ruolo fondamentale per definire il futuro del Paese. 

Intanto, anche il passato recente è stato segnato da incertezze ed instabilità politica. Il 12 aprile, il primo ministro congolese, Jean-Michel Sama Lukonde, ha annunciato un nuovo gabinetto, a seguito di una crisi di governo, iniziata il 7 dicembre 2020, che aveva visto lo scioglimento della coalizione del presidente Tshisekedi e dell’ex presidente Joseph Kabila. Le tensioni tra le fazioni erano esplose quando Tshisekedi aveva dichiarato che la condivisione del potere stava bloccando il suo programma, affermando di essere pronto a cercare una nuova maggioranza in Parlamento. L’annuncio aveva scatenato scontri in Parlamento, sollevando i timori di una prolungata lotta per il potere nel Paese africano dilaniato dai problemi di sicurezza nella parte orientale. Con una serie di mosse politiche, l’attuale presidente è riuscito a conquistare molti deputati di Kabila, ottenendo il sostegno di quasi 400 dei 500 membri dell’Assemblea Nazionale. 

Infine, è necessario ricordare che il Paese deve affrontare una grave crisi della sicurezza. Il 6 maggio, Tshisekedi aveva proclamato lo “stato d’assedio” nelle due province orientali dell’Ituri e del Nord Kivu, nel tentativo di frenare le violenze e intensificare la lotta contro i militanti armati. A tale proposito, è necessario ricordare che oltre 100 gruppi armati sono attualmente attivi nell’area. Secondo il Kivu Security Tracker, le Forze Democratiche Alleate (ADF), le Forze Democratiche per la Liberazione del Ruanda (FDLR), l’Alleanza dei Patrioti per un Congo Libero e Sovrano (APCLS) e il Nduma Defense of Congo-Rénové (NDC-R) sono responsabili per oltre un terzo degli incidenti nel Paese e della metà dei civili che vengono uccisi. Tra questi gruppi, le ADF si distinguono per la loro mortalità, in quanto gli sono attribuibili il 37% delle uccisioni civili.

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Maria Grazia Rutigliano 

 

di Redazione