Libia, è ufficiale: il premier Dabaiba si candida alle presidenziali

Pubblicato il 22 novembre 2021 alle 9:06 in Africa Libia

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Il premier ad interim del governo di unità nazionale libico, Abdulhamid Dabaiba, ha presentato la documentazione richiesta per candidarsi alle elezioni presidenziali. Ciò è avvenuto nonostante l’articolo 12 della legge elettorale, al momento, sembra impedirglielo.

La candidatura ufficiale di Dabaiba è giunta il 21 novembre, sebbene già settimane prima il primo ministro avesse mostrato l’intenzione di concorrere alla carica di capo di Stato. Nel suo discorso rivolto al momento della presentazione dei documenti, presso la sede dell’Alta commissione elettorale a Tripoli, il premier ha esortato la popolazione a “non perdere la speranza”, nonostante le difficoltà e le circostanze “ambigue” che caratterizzano il processo elettorale. “L’inizio del percorso è oramai chiaro. Abbiamo iniziato il viaggio insieme e lo termineremo insieme”, ha affermato il capo dell’esecutivo ad interim, il quale si è impegnato a porsi a servizio della popolazione in un momento considerato storico per il Paese Nord-africano. Dabaiba ha specificato che il suo unico desiderio è raggiungere l’unità della Libia, portare avanti il processo, “lungo e complesso”, già intrapreso e lavorare insieme per far fronte alle crisi in corso. “Non ci sarà nessuna guerra dopo oggi” ha dichiarato il premier, che ha poi promesso unità, sicurezza, prosperità e una vita dignitosa per la popolazione libica.

Le elezioni presidenziali in Libia, al momento, sono calendarizzate per il 24 dicembre prossimo, mentre dovrebbero chiudersi oggi, lunedì 22 novembre, le procedure di registrazione. Sino ad ora, sono circa 57 gli individui che hanno presentato la propria candidatura per concorrere alle presidenziali. Tra questi figurano il presidente della Camera dei Rappresentanti con sede a Tobruk, Aguila Saleh, Saif al-Islam Gheddafi, figlio del defunto leader libico, Muammar Gheddafi, il generale Khalifa Haftar, l’uomo forte di Tobruk a capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA) e Fathi Bashagha, ministro dell’Interno dell’ex governo tripolino, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA). Tuttavia, l’accettazione delle candidature dovrà essere sottoposta al vaglio del Procuratore generale, dell’Agenzia per le indagini penali e la Direzione generale dei passaporti e della nazionalità, i quali dovranno condurre le indagini necessarie a garantire che siano soddisfatte le condizioni previste, così da assicurare maggiore trasparenza al processo elettorale. Coloro che desiderano concorrere dovranno dimostrare di avere una fedina penale pulita, e, in particolare, di non essere stati condannati in via definitiva per crimini o delitti, e dovranno possedere esclusivamente cittadinanza libica al momento della candidatura.

Un possibile ostacolo alla candidatura di Dabaiba è rappresentato dall’articolo 12 della legge elettorale per le presidenziali, approvata, il 9 settembre dalla Camera dei Rappresentanti e successivamente dall’Alta Commissione elettorale. Si tratta di uno degli articoli più controversi, in base al quale gli aspiranti presidenti sono stati chiamati a lasciare i propri incarichi, sia civili sia militari, novanta giorni prima della data delle elezioni. Ciò escluderebbe il premier dalla corsa alle presidenziali. Tuttavia, il primo ministro si è detto disposto a presentare ricorso alla Magistratura. Come ribadito anche il 20 novembre, nel corso di una visita nella città di Zuwara, Dabaiba crede che la legislazione volta a regolamentare il processo elettorale sia stata elaborata per soddisfare gli interessi di determinati individui. Alla luce di ciò, il premier ha invitato il popolo libico a porre fine a quella che ha definito una “assurdità”, consapevole che non vi è tempo per consentire che il destino del Paese venga “manomesso”. “Dobbiamo unire i popoli dell’Est e dell’Ovest per difendere l’unità del Paese e fermare coloro che vogliono distruggere il Paese”, ha dichiarato Dabaiba, aggiungendo: “Non possiamo soccombere a i loro piani”.

Oltre al futuro capo di Stato, la popolazione libica sarà chiamata a esprimere la propria preferenza anche sui membri del Parlamento. Secondo quanto riferito, il 7 novembre, dal capo dell’Alta Commissione elettorale nazionale libica (HNEC), Imad al-Sayeh, il primo turno delle elezioni presidenziali si terrà il 24 dicembre, in occasione del 70esimo anniversario dell’indipendenza della Libia. Le elezioni legislative, invece, si terranno dopo 52 giorni, presumibilmente il 14 febbraio 2022, in concomitanza con il secondo turno delle presidenziali.

Le elezioni presidenziali e legislative sono state concepite come la pietra angolare di una tabella di marcia politica, sostenuta dalle Nazioni Unite, il cui obiettivo è porre fine alla perdurante crisi e guerra civile libica, il cui inizio risale al 15 febbraio 2011. Queste rappresentano, poi, un ulteriore tassello del percorso di transizione democratica intrapreso dal Paese a seguito del cessate il fuoco siglato a Ginevra il 23 ottobre 2020, nel quadro del Comitato militare congiunto 5+5, un organismo composto da delegati di entrambe le parti belligeranti, l’LNA e il precedente governo di Tripoli. È del 5 febbraio 2021, invece, la nomina delle nuove autorità esecutive temporanee da parte del Forum di dialogo politico, tra cui quella di Mohamed al-Menfi come capo del Consiglio presidenziale, mentre è del 10 marzo il voto di fiducia al governo ad interim, guidato da Abdulhamid Dabaiba. 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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