Italia-Libia: collaborazioni nel settore agrario e dialogo sulla sicurezza

Pubblicato il 22 novembre 2021 alle 12:23 in Italia Libia

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L’Italia e la Libia hanno avviato una collaborazione che prevede lo sviluppo di progetti nel settore agrario, con un memorandum d’intesa sottoscritto il 21 novembre dai rappresentanti dell’esecutivo libico e dall’Istituto Mediterraneo delle Scienze Agrarie italiano. 

Alla cerimonia della firma erano presenti il vice presidente del Consiglio Presidenziale libico, Moussa Al-Koni, il vice primo ministro, Ramadan Boujnah, l’ambasciatore d’Italia in Libia, Giuseppe Puccini, il direttore dell’Istituto Italiano e i Sottosegretari dei Ministeri della Agricoltura e del governo locale. I partecipanti hanno discusso di progetti finalizzati a promuovere lo sviluppo territoriale nelle regioni meridionali della Libia, per migliorare la sicurezza alimentare della popolazione. Inoltre, sono state anticipate nuove possibilità di collaborazione, a sostegno della crescita economica e degli investimenti a favore dei giovani libici. Da parte sua, l’ambasciatore italiano ha sottolineato la necessità di rafforzare la cooperazione tra le parti, impegnandosi a fornire borse di studio per una formazione specifica nei settori dell’agricoltura e dello sviluppo.

Intanto, il quotidiano locale Libya Observer, lo stesso 21 novembre, ha annunciato che il primo ministro libico, Abdel Hamid Dbeibah, si recherà a Roma, dal 2 al 4 dicembre, per partecipare al Rome MED, il Forum del Dialogo Mediterraneo. Si tratta di un’iniziativa annuale, arrivata alla sua settima edizione, promossa dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale di Roma e dall’Istituto Italiano per gli Studi di Politica Internazionale, ISPI. Agli incontri saranno presenti anche il capo della Missione di Supporto delle Nazioni Unite in Libia, Jan Kubis, e l’ex inviata delle Nazioni Unite in Libia, Stephanie Williams. Il MED prevede una serie di conferenze, con la partecipazione di esponenti dei governi, ma anche di rappresentanti del mondo accademico, dei media e delle imprese, con l’obiettivo di formulare una nuova agenda che affronti le sfide comuni a livello regionale e internazionale. In particolare il forum si concentrerà sulla sicurezza e sulle trasformazioni economiche in Medio Oriente e in Nord Africa.

Il rapporto tra Italia e Libia rimane particolarmente stretto e le nuove collaborazioni sono sostenute con forza dall’attuale esecutivo. A tale proposito, è possibile ricordare che il premier italiano, Mario Draghi, si è recato a Tripoli, il 6 aprile, per la sua prima visita di Stato all’estero, che l’ha visto impegnato in colloqui con le nuove autorità esecutive della Libia. Tali incontri si erano tenuti dopo che, il 30 marzo, il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, aveva annunciato l’apertura di un consolato italiano a Bengasi e di un consolato onorario nel Sud della Libia. Tale mossa è stata successivamente confermata dall’omologa libica, Najla al-Mangoush, al termine della sua visita in Italia del 22 aprile. Il premier ad interim Dbeibah, oltre a mostrare apprezzamento per la visita di Draghi a Tripoli, aveva sottolineato come l’Italia fosse stata uno dei pochi Paesi ad aver preservato i rapporti con la Libia, mantenendo aperta la propria ambasciata.

Per quanto riguarda la situazione interna in Libia, il Paese ha avviato una fase di transizione politica volta a mettere definitivamente fine alla sua perdurante crisi, iniziata il 15 febbraio 2011, data di avvio di una rivolta popolare e della conseguente guerra civile. Dopo il cessate il fuoco annunciato il 21 agosto 2020 dal premier del precedente governo di Tripoli, Fayez al-Sarraj, e dal presidente della Camera dei Rappresentanti di Tobruk, Aguila Saleh, il 23 ottobre, le delegazioni del vecchio Governo di Accordo Nazionale (GNA) e dell’Esercito Nazionale Libico si sono ufficialmente impegnate a garantire una tregua permanente nel Paese, sotto l’egida delle Nazioni Unite.

La transizione è ufficialmente iniziata con le elezioni del 5 febbraio scorso, svoltesi sotto l’egida dell’Onu, all’interno del Forum di Dialogo Politico. Queste hanno portato alla nomina di nuove autorità esecutive: Abdelhamid Dbeibah alla guida del nuovo esecutivo e Mohamed al-Menfi a capo del Consiglio presidenziale. L’obiettivo è garantire l’organizzazione di elezioni presidenziali e legislative per il 24 dicembre 2021. Parallelamente, è stato formato un nuovo governo “di tutti i libici” che ha formalmente posto fine alla divisione e ai conflitti tra il governo di Tripoli, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale, riconosciuto a livello internazionale, e il governo con sede a Tobruk.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione