COVID-19: città europee scosse dalle proteste contro le restrizioni

Pubblicato il 22 novembre 2021 alle 17:15 in Europa Italia Paesi Bassi

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Nel fine settimana del 20-21 novembre, si sono svolte proteste contro le restrizioni per contenere la pandemia in Svizzera, Croazia, Italia, Irlanda del Nord e Paesi Bassi. Mentre la Francia ha inviato rinforzi per sedare simili rivolte in Guadalupa, manifestanti e forze dell’ordine olandesi si sono scontrati per tre notti consecutive. 

Sabato 2o novembre, la stampa francese ha lanciato l’allarme per le diffuse violenze nelle piazze di alcune città europee, dopo che la sera precedente, il 19 novembre, la polizia olandese a Rotterdam aveva aperto il fuoco contro alcuni manifestanti. Almeno sette persone sono rimaste ferite e circa 51 sono state arrestate, di cui la metà sembrano essere minorenni. Nelle ore e nei giorni successivi, sono stati segnalati disordini in diverse località in tutto il Paese, tra cui Leeuwarden e Groningen a Nord, la città orientale di Enschede e Tilburg a Sud. Le proteste sono nate in opposizione ai piani del governo di non permettere di ottenere un pass sanitario tramite tampone, ma solo con il vaccino o la guarigione dalla malattia. Inoltre, i Paesi Bassi sono tornati ad imporre restrizioni alla circolazione per tre settimane, mentre il numero di casi raggiunge i livelli più alti dall’inizio della pandemia. Il primo ministro olandese, Mark Rutte, ha criticato i manifestanti, definendo i disordini “violenze mascherate da protesta”. 

Invece, la Francia ha inviato rinforzi di polizia nell’isola caraibica della Guadalupa, dopo una settimana di manifestazioni per le restrizioni contro la pandemia. Gli abitanti del territorio d’oltremare francese sono scesi in strada dopo che Parigi ha annunciato l’obbligatorietà del vaccino per tutti gli operatori sanitari. Le proteste sono degenerate in incendi e saccheggi di negozi e farmacie e scontri con la polizia. Ci sono state segnalazioni di un’irruzione in un deposito di armi nella capitale costiera dell’isola, Pointe-à-Pitre, dove alcuni fucili sarebbero stati sottratti. Le autorità dell’isola hanno imposto un coprifuoco dal tramonto all’alba fino alla mattina di martedì 23 novembre. Intanto, il 22 novembre, la polizia ha riferito di aver arrestato 38 persone sorprese a saccheggiare e distruggere negozi e di aver iniziato a smantellare le barricate stradali erette dai manifestanti. Il colonnello Jean Pierre, della gendarmeria di Pointe-à-Pitre, ha affermato che i manifestanti hanno sparato contro le forze di sicurezza e i vigili del fuoco. Le autorità ritengono che “bande organizzate” di criminali si celino dietro le diffuse violenze.

Tornando in Europa, il 20 novembre, decine di migliaia di persone sono scese in piazza a Vienna, dopo che il governo austriaco ha annunciato un nuovo lockdown nazionale, da lunedì 22 novembre al 13 dicembre, per contenere l’aumento dei casi. Nella capitale austriaca più di 35.000 persone si sono radunate a due passi dall’ex palazzo imperiale Hofburg per denunciare una “corona-dittatura” e il “fascismo”. A suscitare particolare scandalo è il fatto che il governo renderà obbligatorie le vaccinazioni a partire dal 1 febbraio. Circa il 66% della popolazione austriaca è completamente vaccinata contro il COVID-19, uno dei tassi più bassi dell’Europa occidentale. Molti austriaci sono scettici sui vaccini, una visione incoraggiata dal Partito della Libertà di estrema destra, il terzo più grande in Parlamento. Secondo Reuters, durante la protesta del 20 novembre, ci sono stati circa 10 arresti, per violazione delle restrizioni sul coronavirus e divieto di esporre simboli nazisti. Alcuni gruppi che hanno partecipato alla manifestazione hanno sventolato bandiere e simboli riconducibili all’estrema destra. 

In Italia, lo stesso 20 novembre, circa quattromila persone, secondo la stima della Questura, hanno raggiunto il Circo Massimo a Roma per il sit-in nazionale contro il Green Pass. Dalla piazza cori a favore della “Libertà” e contro la “dittatura”.  Un migliaio di no-vax e no-green pass hanno protestato anche a Genova e ci sono state tensioni anche a MilanoA Zurigo, circa 2000 persone provenienti da diverse regioni svizzere hanno preso parte a una protesta organizzata dal movimento Mass-Voll, insieme a gruppi come Freie Linke e Aktionsbündnis Urkantone. Nel frattempo, nella capitale vodese, Losanna, 1.000-1.500 persone hanno marciato per la città, accompagnate dai tradizionali campanari Freiheitstrychler, un appuntamento fisso per i manifestanti che si oppongono alle restrizioni per limitare la pandemia. In Svizzera le proteste a tale proposito sono state frequenti, soprattutto nella capitale, Berna, dove sono state registrate violenze in alcuni casi. Tuttavia, il 20 novembre, non si sono verificati incidenti, secondo la polizia.

In un contesto di generale fermento sociale, l’emergenza sanitaria rischia di alimentare la polarizzazione e le ideologie estremiste. A tale proposito, è importante sottolineare un dato indipendente rispetto alla pandemia: la crescita delle violenze legate all’estrema destra in Occidente dal 2015 al 2020. Secondo un report declassificato, pubblicato il 9 aprile 2021 dall’Ufficio del Direttore dell’Intelligence Nazionale degli Stati Uniti, che riporta la valutazione annuale delle minacce alla sicurezza nazionale, gli attacchi terroristici effettuati da gruppi di estrema destra, negli ultimi 5 anni, hanno causato oltre 141 vittime in Europa e Stati Uniti. Secondo il documento, l’estremismo violento interno motivato da odio razziale ed etnico rappresenta una minaccia consistente per la sicurezza dell’Occidente. 

Nello specifico, dal 2015 al 2020, individui e gruppi che promuovono la superiorità della razza bianca sono stati responsabili di almeno 26 attentati letali che hanno causato la morte di oltre 141 persone. Anche le agenzie di sicurezza di Australia, Germania, Norvegia e Regno Unito considerano le attività violente motivate da odio razziale ed etnico come la minaccia terroristica più importante da monitorare, a causa della sua rapida crescita. Inoltre, una ricerca pubblicata ad aprile del 2020 dal Counter-Terrorism Committee, istituito dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, indica che c’è stato un aumento globale del 320% degli attacchi condotti da individui affiliati a movimenti e ideologie di estrema destra, dal 2004 al 2019. La maggior parte di questi attacchi è stata effettuata in Occidente.  

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Maria Grazia Rutigliano 

 

di Redazione

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