Cile, elezioni presidenziali: al ballottaggio l’ultraconservatore Kast e il riformista Boric

Pubblicato il 22 novembre 2021 alle 12:00 in America Latina Cile

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A seguito dei risultati delle elezioni presidenziali di domenica 21 novembre, il Cile si dirigerà verso un ballottaggio altamente polarizzato, dove il candidato di ultradestra, Jose Antonio Kast, arrivato in testa al primo turno, si scontrerà con il candidato di sinistra, Gabriel Boric. 

Con quasi la totalità dei voti scrutinati, Kast avrebbe superato tutti gli altri contendenti, guadagnando il 27,94% dei consensi. Boric, arrivato secondo, avrebbe ottenuto invece il 25,75% dei voti. Entrambi si sono posizionati ben al di sotto della maggioranza necessaria per vincere al primo turno. I candidati più moderati del centrodestra hanno raggiunto un buon risultato, fattore che aumenta le chance di Kast di arrivare in pole position al ballottaggio, previsto per il 19 dicembre.

“E’ stata una serata migliore per la destra di quanto ci si aspettasse”, ha osservato Gonzalo Cordero, consulente politico ed editorialista. “Oggi, la probabilità che Kast vinca le elezioni presidenziali è molto alta. Dovrebbe commettere errori gravi nelle prossime tre settimane per perdere”, ha aggiunto.

Le elezioni di domenica sono state le più divisive del Paese andino dal suo ritorno alla democrazia, nel 1990. Gli elettori si sono divisi tra coloro che cercano una revisione del modello di libero mercato e coloro che chiedono una linea più dura contro il crimine e l’immigrazione. Il voto è arrivato dopo due anni di proteste, spesso violente, da parte di una porzione di giovani cittadini cileni, i quali hanno chiesto migliori condizioni di vita. Le manifestazioni hanno contribuito a portare ad una riscrittura, attualmente in corso, della Costituzione, risalente ancora all’era Pinochet. I manifestanti sostengono la candidatura di Boric e spingono per la sua elezione. Tuttavia, la crescente insofferenza generale nei confronti della violenza politica, unita alla percezione diffusa che la criminalità sia in aumento, sta dando un forte impulso a Kast e alla sua politica volta ad aumentare la sicurezza interna. 

“Oggi, il popolo cileno ha parlato”, ha detto Kast in un lungo discorso davanti ai suoi sostenitori, dopo l’annuncio dei primi risultati. Il candidato di estrema destra ha preso di mira il crimine e i disordini, come ha fatto per gran parte della sua campagna elettorale, sfruttando i timori nei confronti delle violenze, delle proteste e dell’immigrazione. Kast ha affermato che elezioni rappresentano una scelta tra “libertà e comunismo”, lanciando in questo modo una netta frecciata all’ampia alleanza di sinistra del candidato rivale, che include anche il Partito Comunista. Dal canto suo, Boric ha parlato di crimine e traffico di droga nel suo discorso dopo i risultati, cosa che ha fatto raramente prima del voto, ammettendo la necessità di ampliare la sua base di supporto. “La crociata è che la speranza vinca sulla paura”, ha detto. “Dobbiamo guardare più lontano e uscire per attirare persone da oltre i nostri confini”, ha aggiunto. 

Kast, 55 anni, padre di nove figli, ha elogiato l'”eredità economica” neoliberista dell’ex dittatore Augusto Pinochet. Il suo discorso, il suo conservatorismo generale e le sue idee politiche a volte estreme, come quella di scavare fossati per frenare l’immigrazione illegale, gli hanno procurato frequenti confronti con l’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e con il brasiliano Jair Bolsonaro.

Boric, invece, un deputato di 35 anni che ha guidato le proteste studentesche nel 2011, chiedendo miglioramenti del sistema educativo cileno, si è impegnato a eliminare il modello economico del “laissez-faire”, promettendo al contempo di impegnarsi per i temi ambientali e per i diritti degli indigeni.

A sorpresa, l’economista Franco Parisi, che vive negli Stati Uniti e non ha mai messo piede in Cile durante la campagna elettorale, è arrivato al terzo posto, con circa il 13% dei voti. Ciò potrebbe essere di buon auspicio per Kast, che, sebbene più a destra su questioni sociali e culturali, condivide molte delle convinzioni economiche conservatrici di Parisi. Subito dietro, in quarta posizione, il candidato di centrodestra Sebastian Sichel e, successivamente, la candidata di centrosinistra Yasna Provoste, rispettivamente con il 12,7% e l’11,65% dei voti. Kast e Boric si daranno da fare per raccogliere gli elettori di Sichel, Parisi e Provoste al secondo turno.

Il presidente uscente del Cile, il conservatore Sebastián Piñera, che non può costituzionalmente candidarsi per un nuovo mandato, ha chiesto, dopo le elezioni di domenica, “moderazione” e “non polarizzazione” al prossimo ballottaggio. “Voglio chiedervi, dal profondo della vostra anima, di cercare le vie della pace e non della violenza, dell’unità e non della divisione, della responsabilità e non del populismo, della moderazione e non della polarizzazione” ha detto il presidente da La Moneda, sede del governo.

Gli oltre 15 milioni di cileni chiamati alle urne questa domenica hanno anche scelto i 155 deputati della Camera, per un periodo di quattro anni, e 27 dei 50 senatori, per un periodo di otto anni. Questi risultati impiegheranno più tempo ad uscire. La composizione del nuovo Parlamento sarà cruciale per il governo del Paese, impantanato in una grave crisi sociale dal 2019. Gli analisti prevedono che nessuna forza avrà la maggioranza e che saranno necessari ampie coalizioni per legiferare.

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Chiara Gentili

di Redazione