Somalia: attentatore suicida di al-Shabaab uccide famoso giornalista a Mogadiscio

Pubblicato il 21 novembre 2021 alle 9:08 in Africa Somalia

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Un popolare giornalista somalo, il direttore di Radio Mogadiscio Abdiaziz Mohamud Guled, è stato ucciso in un attentato suicida mentre usciva da un ristorante nella capitale, Mogadiscio. Il gruppo terroristico di Al-Shabaab, del quale Guled, altresì soprannominato Abdiaziz Afrika, era particolarmente critico, ha rivendicato la responsabilità dell’esplosione. L’attacco, avvenuto sabato 20 novembre, ha ferito anche diverse altre persone, tra cui il direttore della televisione nazionale somala e un autista.

“Mio cugino Abdiaziz è stato ucciso da un attentatore suicida subito dopo essere andato in un ristorante. È morto mentre veniva portato d’urgenza in ospedale”, ha dichiarato il cugino della vittima, Abdullahi Nur, all’agenzia di stampa Reuters. “Ha sempre criticato al-Shabab, che la sua anima riposi in pace”, ha aggiunto.

In una dichiarazione pubblica, il vice ministro dell’informazione somalo, Abdirahman Yusuf Omar, ha affermato che il Paese ha perso un “uomo coraggioso”. Il funzionario governativo Ismael Mukhtar Omar, ex collega di Guled, ha confermato, riprendendo le affermazioni della polizia, che l’esplosione sarebbe stata causata da un attentatore suicida. “È uscito dal ristorante ed è salito in macchina con un collega dopo aver cenato. Il kamikaze è corso vicino al finestrino dell’auto e si è fatto esplodere”, ha detto un altro collega della vittima, Ali Mohamed.

Al-Shabaab, che è solito prendere di mira obiettivi politici, di sicurezza o semplici civili, ha ammesso di aver voluto colpire il giornalista somalo. “I mujaheddin stavano dando la caccia ad Abdiaziz da molto tempo. Ha commesso crimini contro l’Islam ed è stato coinvolto nell’uccisione di mujaheddin”, ha riferito, tramite una conversazione telefonica con l’agenzia di stampa Reuters, Abdiasis Abu Musab, portavoce dell’operazione militare di al-Shabaab. Guled era ben noto per le sue interviste a sospetti militanti terroristici, detenuti dalle forze di sicurezza somale, e i suoi programmi, molto spesso critici nei confronti del gruppo, hanno attirato un vasto pubblico dentro e fuori il Paese.

Al-Shabaab ha controllato per anni ampie zone della Somalia ma, dal 2011 in poi, i suoi militanti sono stati cacciati dai principali centri abitati e dalle città del Paese, tra cui anche Mogadiscio, grazie alla compagna condotta congiuntamente dall’esercito e dalle truppe dell’Unione Africana. Per combattere l’organizzazione terroristica, sono presenti nel Paese circa 20.000 uomini impiegati nell’operazione AMISOM. Anche gli Stati Uniti sono stati tra quelli che hanno combattuto il gruppo islamico nella nazione del Corno d’Africa, conducendo ripetuti attacchi aerei che hanno avuto come bersaglio i miliziani jihadisti. Dopo il loro ritiro dalla Somalia, nel 1994, le truppe di Washington erano state nuovamente inviate in Somalia nel gennaio 2007 ma lo scorso 5 dicembre, l’ex presidente degli USA, Donald Trump, aveva deciso di ritirare i suoi soldati dal territorio somalo entro il successivo 15 gennaio. L’amministrazione Biden sta valutando se annullare il ritiro militare degli Stati Uniti dalla Somalia avvenuto sotto Trump.

In base al Country Report on Terrorism del 2019, rilasciato dal governo di statunitense, l’Africa orientale è definita “un porto sicuro per Al-Shabaab”, che ha il controllo de facto su ampie porzioni del territorio della Somalia centro-meridionale, dove riscuote anche “tasse” e assoggetta i governanti locali. Stando al documento, da tali luoghi, i terroristi di Al-Shabab organizzano, pianificano e conducono attentati, agendo indisturbati, anche contro il confinante Kenya. Secondo il report, nel 2019, gli attacchi di Al-Shabaab sarebbero aumentati e si sarebbero focalizzati su obiettivi governativi, cercando di eliminare membri e leader delle istituzioni, per minarne la credibilità e l’efficacia. Nel febbraio del 2017, il presidente somalo, Mohamed Abdullahi Mohamed, aveva dichiarato lo Stato di guerra contro il gruppo terroristico.

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Chiara Gentili

di Redazione

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