Scontri a Gerusalemme Est: un membro di Hamas e un civile israeliano uccisi

Pubblicato il 21 novembre 2021 alle 16:16 in Israele Palestina

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Le forze israeliane hanno eliminato a colpi di arma da fuoco un uomo palestinese, identificato come un membro di Hamas, dopo che quest’ultimo ha attaccato un civile israeliano, uccidendolo, nella Città vecchia di Gerusalemme. Tre agenti di polizia sono rimasti feriti. 

Lo scontro è iniziato nella mattinata di domenica 21 novembre alle 9:00, ora locale. L’attacco è avvenuto nei pressi della Porta delle catene (Bab al-Silsila), davanti al complesso della moschea di Al-Aqsa, nella Gerusalemme Est occupata. Secondo le informazioni circolate sui media, il palestinese rispondeva al nome di Fadi Mahmoud Abu Shkheidem, 42 anni, residente nel campo profughi Shuafat di Gerusalemme. Hamas ha affermato, in una dichiarazione, che Abu Shkheidem era affiliato al movimento armato di Gaza. Il civile israeliano deceduto ha subito un trauma cranico ed è morto per le ferite riportate dopo essere stato trasferito in ospedale. Un altro israeliano, di 46 anni, era in condizioni stabili, secondo una dichiarazione dell’Hadassah Medical Center. Feriti lievemente anche due agenti di polizia di 30 e 31 anni.

Il palestinese ha usato una pistola mitragliatrice Beretta M12 e un coltello per eseguire l’attacco. Subito dopo l’offensiva, verso le 12:30, decine di membri delle forze di sicurezza israeliane hanno iniziato a fare irruzione nel campo profughi di Shuafat, chiuso su tutti i lati dal muro di separazione israeliano, e hanno preso d’assalto la casa dell’aggressore. 

Secondo i media locali palestinesi, Abu Shkheidem lavorava come insegnante presso il liceo pubblico maschile al-Rashidiya, il più antico e l’unico che serve il quartiere musulmano della Città Vecchia, vicino a Bab az-Zahra (Porta di Erode). Secondo quanto riferito, le forze di occupazione hanno fatto irruzione anche nella scuola dopo l’attacco.

“L’autore dell’attacco odierno a Gerusalemme era un seguace di Hamas” ha detto ai cronisti il ministro israeliano per la sicurezza interna Omer Bar-Lev. A quanto pare era attivo in particolare in un movimento di sostegno alla moschea al-Aqsa. Il portavoce di Hamas, Hazim Qasim, ha elogiato l’attacco, definendolo “lotta legittima”. “La città santa continuerà a combattere fino a quando non espellerà l’occupante straniero e non soccomberà all’odiosa realtà dell’occupazione”, ha detto Qasim.

Ad oggi, i palestinesi continuano a reclamare la liberazione di Gerusalemme Est, della Cisgiordania e della Striscia di Gaza, territori occupati da Israele nella guerra del 1967. Il loro desiderio è istituire uno Stato indipendente, con capitale Gerusalemme Est. Israele, da parte sua, riconosce l’intera città come capitale ufficiale del Paese, un riconoscimento confermato dall’appoggio statunitense durante l’amministrazione dell’ex presidente, Donald Trump. Nel 1993, con gli Accordi di Oslo, è stata stabilita una soluzione a due Stati, secondo cui potrebbero essere creati due Paesi in grado di coesistere uno di fianco all’altro, ovvero Israele da una parte e la Palestina dall’altra, con un’unica capitale, Gerusalemme, divisa tra i due. 

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Chiara Gentili

 

di Redazione

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