Bulgaria: ballottaggio delle presidenziali tra Radev e Gerdjikov

Pubblicato il 21 novembre 2021 alle 20:02 in Bulgaria Europa

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

I cittadini bulgari hanno votato oggi, domenica 21 novembre, per eleggere il loro presidente. Il capo di stato uscente, Rumen Radev, che, la scorsa settimana, al primo turno di votazioni, era risultato il favorito, con il 49,5% dei consensi, si è scontrato con l’accademico Anastas Gerdjikov, dopo che nessuno dei due è riuscito ad ottenere una maggioranza assoluta al voto del 14 novembre. 

Mentre Radev, un ex pilota di caccia, continua ad essere il politico più popolare del Paese, la nazione sembra lacerata dalle rivalità tra partiti politici, che non sono riusciti a formare un governo stabile necessario per affrontare la corruzione radicata e il peggioramento della pandemia di coronavirus. Una netta riconferma dell’attuale capo di stato potrebbe inaugurare un periodo di stabilità politica dopo la vittoria a sorpresa, sempre il 14 novembre, alle terze elezioni generali di quest’anno, del nuovo partito “Continuiamo il cambiamento”. Quest’ultimo spera ora di trovare partner di coalizione per porre fine a sei mesi di stallo politico che stanno determinando la peggiore crisi politica del Paese dalla fine del comunismo, 30 anni fa.

Benché abbia ottenuto solo il 23% dei voti al primo turno, Gerdjikov è sostenuto dal partito “Cittadini per lo Sviluppo Europeo della Bulgaria” (GERB), dell’ex premier conservatore Boyko Borisov, arrivato secondo alle elezioni generali. Gerdjikov probabilmente otterrà anche il forte sostegno dalla consistente minoranza turca della nazione, che comprende circa il 9% dei 7 milioni di abitanti del Paese. Il partito turco “Movimento per i Diritti e le Libertà” (MRF) si è alleato con GERB ed è stato snobbato da “Continuiamo il cambiamento” nei colloqui di coalizione. Gli analisti sostengono che l’apatia degli elettori potrebbe rendere più difficile la vittoria per Radev, che era stato sostenuto dai socialisti nel suo primo mandato quinquennale ma che ora si candida come indipendente. Solo il 40% degli aventi diritto si è presentato al primo turno, domenica scorsa.

Il capo di stato uscente è appoggiato da un ampio spettro di sostenitori. Tra questi “Continuiamo il cambiamento”. Radev aveva sostenuto le proteste contro il governo decennale di Borisov la scorsa estate, gridando “Mafia fuori!” con il pugno alzato in aria mentre si era unito per un breve lasso di tempo alla folla. Giovedì 18 novembre, in un dibattito presidenziale, il presidente uscente ha affermato di essere più dispiaciuto di “non essere riuscito a contribuire al rovesciamento del regime di Borisov prima”.

La fine del governo dell’ex premier ha segnato l’inizio dello stallo politico e ha coinciso con un peggioramento della situazione del coronavirus nel Paese, ad oggi quello con il più basso tasso di vaccinazione nell’UE e con uno dei più alti tassi di mortalità pandemica al mondo. La seconda amministrazione provvisoria, nominata da Radev quando i partiti hanno fallito l’ennesimo tentativo di formare un governo, dopo i sondaggi di luglio, è stata fortemente criticata per la sua cattiva gestione dell’epidemia. Il Paese sta lottando per affrontare il forte sentimento anti-vax tra la popolazione e il proliferare delle fake news. Il presidente uscente si è definito un forte sostenitore del cambiamento ed è intenzionato a ripulire l’immagine della Bulgaria come Stato membro più corrotto dell’Unione europea. L’incarico presidenziale è in gran parte cerimoniale, ma diventa preminente in tempi di crisi politica, quando il capo dello stato può nominare dei gabinetti ad interim.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione