Turchia-Niger: colloquio tra i due presidenti

Pubblicato il 20 novembre 2021 alle 9:22 in Niger Turchia

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Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, e l’omologo nigerino, Mohamed Bazoum, hanno discusso, durante una conversazione telefonica, degli sviluppi regionali e dello stato delle relazioni tra i due Paesi. Nel corso della telefonata, avvenuta il 18 novembre, Erdogan ha ammesso di attribuire grande importanza alle relazioni con il Niger. Secondo quanto dichiarato dal presidente turco, Niamey continuerà la sua stretta collaborazione con Ankara nella lotta contro la Fetullahist Terrorist Organization (FETO), il gruppo che il governo turco definisce terroristico e accusa di aver architettato il tentativo di colpo di stato del 2016. Ankara continua a ritenere che FETO sia responsabile di una lunga campagna finalizzata a rovesciare lo stato attraverso l’infiltrazione nelle istituzioni turche, in particolare nell’esercito, nella polizia e nella magistratura. FETO ha anche una grande presenza al di fuori della Turchia, comprese le scuole che gestisce come fonte di reddito.

Esprimendo il suo cordoglio per gli attacchi armati in Niger, Erdogan ha affermato che la Turchia sostiene gli sforzi antiterrorismo del Paese africano. I veicoli aerei senza equipaggio Bayraktar TB-2, l’aereo da addestramento Hürkuş e i veicoli corazzati turchi aumenteranno le capacità delle forze militari e di sicurezza del Niger, ha assicurato Erdogan. Nell’ultimo attentato condotto da gruppi jihadisti in Niger, il 16 novembre, uomini armati, identificati come terroristi, hanno ucciso almeno 25 persone nel Sud-Ovest del Paese, vicino al confine con il Mali.

I gruppi armati hanno ucciso più di 530 persone in attacchi contro civili nelle regioni di frontiera, nella parte sud-occidentale del Niger, quest’anno. Si tratta di un numero oltre cinque volte superiore rispetto a quello di tutto il 2020, secondo i dati forniti dall’Armed Conflict Location & Event Data Project (ACLED), un’organizzazione non governativa specializzata nella raccolta, nell’analisi e nella mappatura dei dati sui conflitti e sulla violenza politica. Nello specifico, la “regione dei tre confini”, o “triborder area”, che unisce le frontiere di Niger, Burkina Faso e Mali, è da anni teatro di sanguinosi attacchi da parte di gruppi armati legati ad al-Qaeda e allo Stato Islamico. 

Le collaborazioni della Turchia con i Paesi africani stanno aumentando nel corso degli ultimi tempi. Di recente, l’esercito nazionale somalo ha ricevuto veicoli militari, donati dalla Turchia, come parte del sostegno di Ankara alle forze armate della nazione. Alti funzionari militari hanno ricevuto il carico il 16 novembre, dopo una cerimonia presso l’ambasciata turca nella capitale somala, Mogadiscio. All’evento hanno partecipato anche funzionari della missione militare turca, Turk-Som, i quali hanno annunciato che Ankara continuerà a sostenere le forze armate, il governo e il popolo della Somalia.

Un altro Paese africano al quale la Turchia si sta avvicinando è lo Zambia. L’ambasciatore turco nella nazione, Istem Cırcıroğlu, ha espresso impegno per il forte partenariato bilaterale esistente tra i due Paesi, durante un incontro con il presidente Hakainde Hichilema, a Lusaka, sempre il 16 novembre. Cırcıroğlu ha affermato che i rapporti tra i due Stati riguardano una pluralità di settori, dalla promozione del buon governo alla cooperazione nello sviluppo sociale. “La collaborazione bilaterale tra Turchia e Zambia esiste in molte aree e la Turchia si impegna a essere un buon partner per lo Zambia”, ha affermato Cırcıroğlu in una dichiarazione alla State House. 

Nel frattempo, il segretario di Stato USA, Antony Blinken, ha effettuato, questa settimana, il suo primo tour in Africa dall’entrata in carica della nuova amministrazione Biden. Una visita che lo ha visto fare tappa prima in Kenya, poi in Nigeria e a seguire in Senegal, nel tentativo di riaffermare una presenza statunitense nel continente che, specie negli ultimi anni, è andata scemando in maniera netta, lasciando spazio a potenze rivali, come Cina, Russia e Turchia. L’obiettivo di Washington, secondo gli esperti, è quello di diventare un attore di primo piano nelle iniziative regionali e internazionali per ripristinare la pace e promuovere la democrazia nel contesto della competizione strategica con la Cina, che negli ultimi anni ha espanso enormemente la sua influenza sul continente.

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Chiara Gentili

di Redazione

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