L’Iran sequestra una nave straniera con carburante di contrabbando a bordo

Pubblicato il 20 novembre 2021 alle 10:52 in Iran Medio Oriente

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La Marina iraniana ha sequestrato una nave straniera che contrabbandava illegalmente diesel nelle acque del Golfo Persico. È quanto hanno riferito, sabato 20 novembre, alcuni media iraniani citati da Al Arabiya. 

“Una nave straniera, che trasportava carburante di contrabbando, è stata sequestrata”, ha dichiarato il colonnello Ahman Hajian, comandante della Naval Type 412 Zulfaqar, nella città meridionale di Parsian. “Dopo l’ispezione, sono stati scoperti più di 150.000 litri di diesel di contrabbando”, ha aggiunto. Hajian ha specificato che 11 membri dell’equipaggio della nave sono stati arrestati e verranno interrogati. Il colonnello, tuttavia, non ha chiarito a quale Paese appartenesse la nave, quale fosse la nazionalità del personale a bordo o altri dettagli sul sequestro. L’incidente è solo l’ultimo di una lunga serie nel Golfo, con una molteplicità di navi attaccate o sequestrate negli ultimi anni. Per proteggere l’economia iraniana, la sua unità “affronterà con decisione” il contrabbando di carburante in mare, ha assicurato Hajian.

Nel frattempo, nell’entroterra iraniano, migliaia di agricoltori e loro sostenitori si sono riuniti nella città di Isfahan, nell’Iran centrale, venerdì 19 novembre, per protestare in massa contro la carenza di acqua nella regione, colpita dalla siccità. “Lasciate che Isfahan respiri di nuovo, fate rivivere lo Zaiandè”, hanno cantato alcuni manifestanti, riferendosi al fiume, il più largo dell’altopiano iranico, che scorre in quella zona e rappresenta una fonte di vita per gli abitanti di quelle aree. La folla di contadini in protesta si è radunata nel letto asciutto del fiume e ha allestito una tendopoli. 

Il ministro dell’Energia iraniano si è detto rammaricato per la scarsità d’acqua. “Mi scuso con tutti i nostri cari agricoltori e mi vergogno di non essere in grado di fornire l’acqua necessaria ai loro raccolti. Con l’aiuto di Dio, spero che potremo superare queste carenze nei prossimi mesi”, ha affermato Ali Akbar Mehrabian alla TV di Stato. 

I contadini della provincia di Isfahan protestano da anni contro la deviazione dell’acqua del fiume Zaiandè, decisa per rifornire altre aree. La mossa sta lasciando le loro fattorie a secco e sta minacciando i loro mezzi di sussistenza. Secondo i media iraniani, una conduttura che porta l’acqua alla provincia di Yazd è stata ripetutamente danneggiata. A luglio, ampie proteste di piazza sono scoppiate, sempre a causa della carenza d’acqua, nella provincia sudoccidentale del Khuzestan, produttrice di petrolio. In quell’occasione, le Nazioni Unite avevano criticato la repressione attuata dalle forze di sicurezza e le sparatorie contro i manifestanti. L’Iran, dal canto suo, aveva respinto tutte le critiche.

Teheran sta vivendo uno dei suoi peggiori periodi di siccità degli ultimi 50 anni, a causa della scarsità di acqua. I critici ritengono che tale situazione sia stata creata dalla cattiva gestione del fenomeno da parte della classe politica. La siccità ha costretto il governo iraniano a importare un volume record di grano. Con un’economia paralizzata dalle sanzioni statunitensi, l’Iran è stato il Paese del Medio Oriente più colpito dalla pandemia di COVID-19. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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