Libia: Aguila Saleh si candida alle presidenziali

Pubblicato il 20 novembre 2021 alle 16:11 in Africa Libia

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Il presidente della Camera dei rappresentanti della Libia, Aguila Saleh, ha presentato, sabato 20 novembre, i documenti per candidarsi alle elezioni presidenziali, previste per il 24 dicembre. “Sono venuto oggi alla sede dell’Alta Commissione elettorale nazionale, a Bengasi, per presentare i documenti necessari per la nomina alla carica di presidente della Repubblica libica”, ha detto Saleh a Libya Votes TV. Il capo del Parlamento di Tobruk aveva già anticipato l’intenzione di volersi candidare alle consultazioni presidenziali il 17 novembre. “Il voto pubblico è l’unica fonte di legittimità per qualsiasi autorità”, aveva detto in precedenza, durante alcuni commenti televisivi.

Il presidente della Camera dei rappresentanti ha sottolineato la necessità di attuare un piano economico basato sul “decentramento del potere decisionale”, aggiungendo che “lavorerà per il ritorno degli sfollati consentendo loro di riprendersi proprietà e libertà”. In più, Saleh ha affermato che lavorerà per “creare una politica estera basata sugli interessi nazionali e non consentire interferenze esterne negli affari del Paese”. 

La Commissione elettorale è deputata alla presentazione dei nuovi candidati alla presidenza e il loro numero ha raggiunto finora quota 23. Tra i vari nomi, ci sono anche quelli di Saif al-Islam Gheddafi, figlio dell’ex dittatore libico, e di Khalifa Haftar, uomo forte di Tobruk, a capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA). Anche l’ex ministro dell’Interno del precedente governo tripolino, Fathi Bashagha, ha presentato la documentazione richiesta per candidarsi alle elezioni presidenziali libiche. Presentare domanda, tuttavia, non garantisce la partecipazione alle presidenziali. In particolare, il Procuratore generale, l’Agenzia per le indagini penali e la Direzione generale dei passaporti e della nazionalità, dovranno condurre le indagini necessarie a garantire che siano soddisfatte le condizioni previste, così da assicurare maggiore trasparenza al processo elettorale. Coloro che desiderano concorrere dovranno dimostrare di avere una fedina penale pulita, e, in particolare, di non essere stati condannati in via definitiva per crimini o delitti, e dovranno possedere esclusivamente cittadinanza libica al momento della candidatura. La Commissione chiuderà le candidature alle elezioni presidenziali il 22 novembre. Sono circa 2,8 milioni i libici che si sono registrati per partecipare alle votazioni di dicembre.

Il ministro della Difesa italiano, Lorenzo Guerini, ha affermato che l’Italia sta seguendo con grande interesse l’attuale situazione libica. Il ministro ha espresso l’aspettativa che le elezioni politiche si svolgano nella data prevista, ovvero il 24 dicembre, ribadendo che Roma sta dando seguito a quanto sta accadendo attualmente nel Paese, insieme alla realizzazione della road-map supportata dalla comunità internazionale. Guerini ha poi affermato che il governo italiano spera che il processo elettorale si concluda nei tempi previsti per eleggere un governo e un Parlamento in cui il popolo libico possa contare e investire nella costruzione del proprio futuro.

Le elezioni presidenziali e legislative sono state concepite come la pietra angolare di una tabella di marcia politica, sostenuta dalle Nazioni Unite, il cui obiettivo è porre fine alla perdurante crisi e guerra civile libica, il cui inizio risale al 15 febbraio 2011. Queste rappresentano, poi, un ulteriore tassello del percorso di transizione democratica intrapreso dal Paese a seguito del cessate il fuoco siglato a Ginevra il 23 ottobre 2020, nel quadro del Comitato militare congiunto 5+5, un organismo composto da delegati di entrambe le parti belligeranti, l’LNA e il precedente governo di Tripoli, altresì noto come Governo di Accordo Nazionale (GNA). È del 5 febbraio 2021, invece, la nomina delle nuove autorità esecutive temporanee da parte del Forum di dialogo politico, tra cui quella di Mohamed al-Menfi come capo del Consiglio presidenziale, mentre è del 10 marzo il voto di fiducia al governo ad interim, guidato da Abdulhamid Dabaiba. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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