Elezioni amministrative in Venezuela: tornano le opposizioni ma divise

Pubblicato il 20 novembre 2021 alle 12:13 in America Latina Venezuela

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Le opposizioni venezuelane ritorneranno alle urne in occasione delle elezioni amministrative di domenica 21 novembre, ma lo faranno in maniera disunita, una mossa che potrebbe confermare il potere delle forze di governo, rappresentate dal presidente Nicolas Maduro. L’opposizione ha boicottato il voto negli ultimi 4 anni, rifiutandosi di partecipare alle elezioni legislative e presidenziali a causa della mancanza di sondaggi liberi, equi e trasparenti. Tuttavia, ha accettato di prendere parte alla nomina dei sindaci e dei governatori, domenica, dopo aver ricevuto alcune rassicurazioni dal governo.

Il voto sarà supervisionato da osservatori dell’Unione Europea in circa 1.000 dei 14.400 seggi elettorali, la prima missione europea di questo tipo dal 2006. La squadra, composta da 100 persone, è arrivata e si è distribuita nelle varie aree del Venezuela giovedì 18 novembre. L’ultima volta che ha partecipato alle elezioni, nel 2017, l’opposizione ha vinto 4 governatorati statali su 23. L’affluenza alle urne dovrebbe essere bassa, intorno ai 21 milioni di elettori secondo le recenti stime. 

I leader dell’opposizione hanno cercato di galvanizzare l’elettorato, focalizzando le loro campagne sugli alti livelli di povertà e sul crollo dei servizi pubblici, in particolare al di fuori della capitale, Caracas. Tuttavia, affrontano una dura battaglia dovendo competere contro la macchina elettorale, ben finanziata, rappresentata dal partito socialista di Maduro. “Qui non c’è acqua. Non c’è elettricità. Non c’è cibo. Non abbiamo altro che speranza”, ha dichiarato all’agenzia di stampa Reuters Eva Prieto, un avvocato di 52 anni, sostenitrice dell’opposizione, durante un evento di chiusura della campagna per Manuel Rosales, candidato per lo stato di Zulia occidentale. Rosales, un avvocato di 68 anni che è stato governatore di Zulia tra il 2000 e il 2008, è visto dagli esperti come uno dei candidati dell’opposizione con maggiori probabilità di vincere un governatorato. Zulia, un centro per l’industria petrolifera venezuelana, è stata duramente colpita da vari blackout e da carenze di acqua potabile e gas, a causa di anni di scarsi investimenti infrastrutturali. “Fermeremo la distruzione e Zulia entrerà in un’altra fase della sua storia”, ha detto Rosales a Maracaibo, la capitale dello stato. I sondaggi prevedono che l’opposizione potrebbe vincere anche nello stato di confine di Tachira, a Sud.

Secondo quanto riferito dal quotidiano Al Jazeera, la performance dell’opposizione potrebbe essere danneggiata dai dubbi sull’indipendenza di alcuni candidati dell’opposizione rispetto al governo Maduro. I critici accusano alcuni di loro di correre intenzionalmente contro il partito socialista per dividere il voto dell’opposizione. Altri hanno espresso dubbi sul fatto che una serie di concessioni da parte del governo Maduro, in un apparente tentativo di ottenere un sollievo dal peso delle sanzioni internazionali, possa rendere effettivamente il voto equo. Pur accettando di candidarsi, la Mesa de la Unidad Democrática (MUD), la principale coalizione di partiti dell’opposizione, ha sottolineato il fatto che le elezioni “non saranno eque o convenzionali” a causa di “seri ostacoli” posti dal governo.

Il leader dell’opposizione, Juan Guaido, non si è pronunciato apertamente sulla partecipazione al voto, non dicendosi nè favorevole nè contrario. Guaido è stato riconosciuto presidente del Venezuela dagli Stati Uniti e dai Paesi alleati nel 2019, ma la sua base di supporto è diminuita a causa dell’aggravarsi della crisi economica nel Paese. A ottobre, Maduro ha sospeso i colloqui con i membri dell’opposizione, mediati dalla Norvegia a Città del Messico, mettendo nuovamente in stallo il processo per migliorare i rapporti tra le parti e cercare di rispondere alla crisi economica e sociale che attanaglia la nazione.

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Chiara Gentili

di Redazione

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