USA: sanzioni contro iraniani per ingerenza nelle presidenziali 2020

Pubblicato il 19 novembre 2021 alle 11:56 in Iran USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni contro sei cittadini e un ente iraniani, accusati di aver interferito nelle elezioni presidenziali del 2020 attraverso canali informatici e, in particolare, diffondendo informazioni errate sui social media e inviando e-mail e messaggi minacciosi.

La notizia è stata diffusa il 18 novembre dal Dipartimento del Tesoro statunitense, il quale ha fatto riferimento ad attori appoggiati dallo Stato iraniano, accusati di tentativi di “intrusione cibernetica”, volta a seminare discordia e a minare la fiducia degli elettori statunitensi nel processo elettorale che ha portato alla nomina di Joe Biden come capo della Casa Bianca. Il Dipartimento ha poi fatto riferimento a un video, definito fraudolento, anch’esso realizzato e diffuso con i medesimi obiettivi.

Nello specifico, secondo quanto riportato dal Dipartimento, tra i mesi di agosto e novembre 2020, “attori informatici” iraniani, finanziati dallo Stato, hanno condotto un’operazione online durante la quale hanno ottenuto, o tentato di ottenere, informazioni sugli elettori statunitensi dai siti web connessi alle elezioni, hanno inviato e-mail “minacciose” per intimidire gli elettori e hanno creato e diffuso disinformazione relativa alle elezioni e alla sicurezza elettorale. Inoltre, gli iraniani sanzionati sarebbero entrati illegalmente in account di diverse entità mediatiche statunitensi, il che ha consentito loro di modificare e creare contenuti “fraudolenti”. Tuttavia, tale accesso non autorizzato è stato ostacolato dal Federal Bureau of Investigation (FBI).

A guidare questa campagna di “condizionamento elettorale” vi è stata la società informatica iraniana Emennet Pasargad. Emennet, già segnalata dal Tesoro statunitense nel febbraio 2019, quando il suo nome era Net Peygard Samavat Company. In tal caso, l’accusa era di assistenza di natura finanziaria, materiale o tecnologica, oltre che di fornitura di beni e servizi, a un’entità informatica legata al Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica, la Electronic Warfare and Cyber Defense Organization (IRGC-EWCD). La società iraniana ha successivamente cambiato nome, presumibilmente per eludere le sanzioni statunitensi e continuare le proprie azioni a danno degli USA. Ad ogni modo, questa è stata nuovamente colpita per le operazioni commesse in relazione alle elezioni del 2020. Emennet, a sua volta, è gestita dall’iraniano Mohammad Bagher Shirinkar, anch’esso sanzionato da Washington già nel febbraio 2019 per il supporto alla IRGC-EWCD.

Gli altri cinque individui al centro delle misure annunciate il 18 novembre sono anch’essi cittadini iraniani, dipendenti e membri del consiglio di amministrazione della medesima società, i quali hanno partecipato alla campagna informatica per conto di Emennet. La lista include anche Seyyed Kazemi, di 24 anni, e Sajjad Kashian, 27 anni, i quali avrebbero inviato e-mail minacciose per cercare di spaventare gli elettori, tentato di entrare nei siti web relativi alle votazioni di diversi stati e hanno ottenuto l’accesso alla rete di computer di una società di media statunitensi. I due, in particolare, sono stati accusati di aver inviato e-mail a migliaia di elettori, a ottobre 2020, in cui avrebbero affermato di essere membri del gruppo di estrema destra Proud Boys e avrebbero minacciato i destinatari con attacchi fisici se non avessero cambiato affiliazione al partito e non avessero votato per l’ex presidente Donald Trump.

Come conseguenza delle misure, tutte le proprietà e gli interessi degli obiettivi designati, soggetti alla giurisdizione degli Stati Uniti, sono bloccati e agli altri cittadini statunitensi è fatto divieto effettuare transazioni con tali individui. Inoltre, sono state bloccate anche tutte le entità possedute per almeno il 50% da una o più persone designate. Infine, gli istituti finanziari e altre persone che intraprendono determinate operazioni o attività con l’entità e gli individui sanzionati rischiano di essere soggetti a sanzioni o a un’azione esecutiva.

“Il Tesoro continuerà a contrastare gli sforzi volti a minare l’integrità dei nostri sistemi elettorali”, ha affermato il vicesegretario del Tesoro, Wally Adeyemo, il quale ha messo in luce l’impegno degli USA, dal Tesoro al Dipartimento di Stato all’FBI, nel contrastare chi cerca di minare la fiducia della popolazione nel processo elettorale e nelle elezioni statunitensi. In tale quadro, anche il segretario di Stato, Antony Blinken, ha affermato che Washington ha intrapreso “un’azione decisiva e dirompente” contro coloro che cercano di interferire nelle elezioni statunitensi.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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