Turchia convoca l’ambasciatore bulgaro in seguito alle accuse di ingerenza nelle elezioni

Pubblicato il 19 novembre 2021 alle 10:07 in Bulgaria Turchia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Turchia ha convocato l’ambasciatore bulgaro, Hristov Tcholakov, presso il Ministero degli Esteri, la sera di giovedì 18 novembre, in seguito alle sue dichiarazioni relative alla presunta interferenza turca nelle elezioni parlamentari e presidenziali della Bulgaria. Secondo fonti diplomatiche, tale mossa è avvenuta in seguito alla convocazione dell’ambasciatore turco in Bulgaria, Aylin Sekizkok.

Il viceministro degli Esteri turco, Faruk Kaymakci, incaricato degli Affari Europei, ha riferito a Tcholakov che Ankara respinge le accuse di interferenza negli affari interni della Bulgaria. In base alle indiscrezioni, le autorità turche avrebbero pilotato le votazioni nel corso delle elezioni bulgare dello scorso 14 novembre. L’agenzia di stampa turca Anadolu Agency riferisce che la Turchia si è mostrata particolarmente disponibile e collaborativa con i cittadini bulgari residenti in Turchia, e che dunque hanno votato in territorio turco. Ad avviso del Ministero degli Esteri di Ankara, la reazione di Sofia di fronte all’esercizio dei propri diritti di base da parte dei cittadini bulgari in Turchia è stata “inaccettabile”.

Le elezioni del 14 novembre, le terze dall’inizio del 2021 – le prime si sono tenute nel mese di aprile 2021, senza alcun esito, e sono state poi replicate a luglio – hanno visto la vittoria della formazione liberista di centrodestra We Continue the Change (PP), nata a settembre e guidata dagli ex ministro dell’Economia e delle Finanze, Kiril Petkov, e Assen Vassilev. Con un’affluenza bassa, pari a circa il 40%, il PP ha ottenuto il 25,3% dei voti, seguito dal partito conservatore Gerb dell’ex premier Boyko Borisov, dimessosi lo scorso aprile, in seguito alla fine del proprio mandato.

Le accuse contro la Turchia sono partite dal ministro dell’Interno bulgaro, Boyko Rashkov, ad avviso del quale, i media turchi hanno esortato alla partecipazione di massa alle votazioni, nell’ambito della quali, per la prima volta, concorreva un candidato di origini turche alla carica di presidente, Mustafa Karayday, leader del partito social-liberale centrista Movimento per i Diritti e le Libertà (DPS). In un solo distretto della città turca di Smirne hanno votato 1.500 cittadini bulgari residenti in Turchia, per un totale di oltre 80.000, dati che, secondo Rashkov, sono “oggettivamente impossibili”.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Sofia Cecinini

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.