Il Regno Unito intenzionato a bandire Hamas

Pubblicato il 19 novembre 2021 alle 16:29 in Palestina UK

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Il ministro degli Interni britannico, Priti Patel, oggi, venerdì 19 novembre, ha dichiarato di voler bandire il gruppo palestinese Hamas, designandolo come organizzazione terroristica, in una mossa che porta la posizione del Regno Unito sui governanti di Gaza in linea con quella degli Stati Uniti e dell’Unione Europea.

“Hamas ha una significativa capacità terroristica” ha affermato Patel in una nota, facendo riferimento alla possibilità del gruppo palestinese di accedere ad armi “sofisticate” e a strutture per l’addestramento di tipo “terroristico”, oltre che alla “violenza terroristica” che l’ha visto coinvolto. “Ecco perché oggi ho agito per proscrivere Hamas nella sua interezza”, ha poi aggiunto la ministra, dichiarando che la decisione contro il gruppo, definito “fondamentalmente antisemita” mira a salvaguardare la comunità ebraica. “Questo è un passo importante, soprattutto per la comunità ebraica. Se tolleriamo l’estremismo, questo eroderà la roccia della sicurezza”, ha dichiarato Patel da Washington DC. Al momento, la decisione di proscrizione non risulta essere ancora definitiva, ma dovrà essere messa al vaglio del Parlamento britannico, presumibilmente la prossima settimana. Tuttavia, fonti ministeriali britanniche hanno riferito all’emittente al-Arabiya che la classificazione è stata confermata e che verrà presto rilasciata una dichiarazione dettagliata.  

Laddove si proceda effettivamente a classificare il gruppo palestinese un’organizzazione terroristica, questo verrà bandito ai sensi della legge sul terrorismo del 2000 e, come specificato da Patel stessa, esprimere sostegno per Hamas, sventolare la sua bandiera o organizzare riunioni a suo favore significherà infrangere la legge. In tal caso, sostenitori di Hamas potrebbero rischiare fino a 14 anni di reclusione nel Regno Unito, laddove condannati. All’interno del Paese europeo, invece, il principale gruppo di opposizione britannico potrebbe dover prendere una posizione su Hamas, nonostante l’inclinazione dei membri più di sinistra del partito laburista a favore della questione palestinese.

Fondato nel 1987, il cosiddetto “Movimento di resistenza islamica”, già designato come terroristico dagli USA, da Israele e dall’Unione Europea, si oppone all’esistenza di Israele e ai colloqui di pace, sostenendo, invece, la “resistenza armata” contro l’occupazione israeliana dei territori palestinesi. Il gruppo si è stabilito nella Striscia di Gaza nel 2007, dopo aver sconfitto le forze fedeli al presidente dell’Autorità palestinese, Mahmoud Abbas, in un breve conflitto che fece seguito alla vittoria elettorale di Hamas sul partito Fatah alle elezioni svoltesi nei territori palestinesi nel 2006.

Nel 2001, il Regno Unito aveva bandito l’ala militare di Hamas, le Brigate Izz al-Din al-Qassam. Tuttavia, la ministra britannica ha dichiarato che non è possibile distinguere tra le componenti politiche e militari del gruppo. Dal canto suo, Sami Abu Zuhri, funzionario politico di Hamas, ha affermato che la mossa della Gran Bretagna è indice di “un’assoluta inclinazione verso l’occupazione israeliana e rappresenta una forma di sottomissione al ricatto e ai dettami israeliani”. “Resistere all’occupazione con tutti i mezzi disponibili, compresa la resistenza armata, è un diritto garantito alle persone sotto occupazione, stabilito dal diritto internazionale”, ha affermato Hamas in una dichiarazione separata, invitando i suoi sostenitori a condannare la mossa del Regno Unito.

Da Israele, invece, il primo ministro Naftali Bennett ha accolto con favore la decisione di Londra, affermando in Tweet: “Hamas è un’organizzazione terroristica, in poche parole. Il ‘braccio politico’ consente la sua attività militare”. A detta del premier, poi, il movimento palestinese è da considerarsi “un gruppo islamico radicale che prende di mira israeliani innocenti e cerca la distruzione di Israele”. Anche il ministro degli Esteri israeliano, Yair Lapid, si è detto favorevole alla posizione britannica, che potrebbe contribuire a rafforzare i legami tra Israele e Regno Unito. “Non esiste una parte legittima di un’organizzazione terroristica e qualsiasi tentativo di differenziare è artificiale” ha affermato il capo della diplomazia di Israele. A tal proposito, alcune fonti hanno ricordato che la ministra Patel, nel 2017, era stata costretta a dimettersi dalla posizione di segretario per lo sviluppo internazionale dopo aver nascosto incontri con alti funzionari israeliani, tra cui l’allora leader dell’opposizione Yair Lapid, durante una vacanza privata in Israele.

Hamas è stato tra i protagonisti dell’ultima escalation a Gaza, che ha avuto inizio quando, il 10 maggio, dopo giorni di tensioni, il gruppo ha avvertito il governo di Tel Aviv che avrebbe avviato un attacco su larga scala qualora le forze israeliane non si fossero ritirate dalla Spianata delle Moschee e dal monte del Tempio, oltre che dal compound di al-Aqsa, entro le 2:00 del mattino. Alla luce della mancata risposta da parte israeliana, Hamas ha iniziato a lanciare razzi contro Gerusalemme già dalla sera del 10 maggio e, nel corso dei giorni successivi, le offensive sono proseguite con attacchi da ambo le parti. Dopo 11 giorni di combattimenti, alle 2:00 di mattina del 21 maggio è entrato in vigore a Gaza un cessate il fuoco, mediato dall’Egitto, che sembra essere tuttora rispettato.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione