Il fatto più importante della settimana: Stati Uniti e Cina

Pubblicato il 19 novembre 2021 alle 7:00 in Cina USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, e il suo omologo cinese, Xi Jinping, hanno tenuto un colloquio di circa tre ore e mezza, lunedì 16 novembre. 

Secondo quanto riferito dal New York Times, che cita funzionari statunitensi anonimi, il colloquio era finalizzato ad evitare che le incomprensioni potessero causare scontri involontari. Tuttavia, tale risultato non sembra essere stato raggiunto e la cooperazione tra Washington e Pechino risulta ancora scarsa, secondo l’articolo. A tale proposito, sono state evidenziate le dichiarazioni separate dei due presidenti, dopo la fine dei colloqui. Ciascun leader ha sottolineato i punti di contesa più rilevanti, definiti dal Times degli “elenchi di rimostranze reciproche che hanno sottolineato la profondità delle divisioni”. Già prima dell’incontro, i funzionari della Casa Bianca avevano dichiarato che non ci sarebbero stati accordi o iniziative concrete, arrivando a specificare che non era attesa neppure una dichiarazione congiunta. 

Biden, secondo quanto riferito dalla Casa Bianca, ha sollevato preoccupazioni riguardo alle violazioni dei diritti umani e alle “politiche economiche e commerciali sleali” della Cina. Da parte sua, invece, Xi ha affermato che il sostegno americano a Taiwan equivale a “giocare con il fuoco” e ha avvertito che dividere il mondo in alleanze o blocchi avrebbe “inevitabilmente portato al disastro il mondo”. I due leader hanno comunque espresso la volontà di evitare conflitti tra le due maggiori potenze mondiali. “Anche solo questo potrebbe abbassare la temperatura di una relazione che a volte quest’anno ha minacciato di surriscaldarsi”, ha commentato il New York Times.

La stampa statunitense ha quindi riportato le parole di un Biden diplomatico e conciliante, circondato dai propri consiglieri. Il presidente degli Stati Uniti ha sottolineato che i due leader hanno “trascorso un sacco di tempo a parlare tra loro” nel corso degli anni, a partire da quando lui stesso era vicepresidente e Xi era una figura emergente tra i dirigenti cinesi. Quindi ha sottolineato la necessità di mantenere “aperte le linee di comunicazione”, mentre i due Paesi affrontano i disaccordi su questioni come il futuro di Taiwan, la militarizzazione del Mar Cinese Meridionale e la questione della sicurezza delle reti informatiche delle società statunitensi. Secondo il New York Times, anche l’altra parte avrebbe risposto in maniera diplomatica, sottolineando che Xi Jingping si è detto pronto a muovere le relazioni “in una direzione positiva”. “Anche se non è come un incontro faccia a faccia, sono molto felice di vedere il mio vecchio amico”, ha affermato Xi, secondo quanto riferito dall’articolo.

Secondo quanto riportato, invece, dal tabloid cinese Global Times, la discussione sembrerebbe essersi incentrata principalmente su questioni economiche. Nell’apertura, l’articolo ha sottolineato che al colloquio erano presenti gli alti funzionari economici di entrambe le parti, suggerendo la rilevanza di tale tema durante l’incontro. Tra i presenti c’era il vicepremier cinese, Liu He, anche capo della delegazione cinese che si occupa delle negoziazioni in tale ambito tra Cina e Stati Uniti, oltre alla segretaria al Tesoro degli USA, Janet Yellen. Sottolineando che il meeting arriva in un momento “storico” per la ridefinizione del futuro delle relazioni tra Washington e Pechino, l’articolo ha evidenziato “la retorica addolcente” di Washington sulla possibile rimozione delle tariffe punitive su alcuni beni cinesi e anche l’inflazione alle stelle negli Stati Uniti e le relative difficoltà per i consumatori e le imprese. 

Inoltre, il Global Times ha citato analisti cinesi, che avrebbero affermato che l’incontro ha messo in risalto “l’entusiasmo di Biden”, intenzionato ad espandere i legami con Pechino per alleviare i problemi economici degli Stati Uniti. Tra questi, Gao Lingyun, esperto dell’Accademia cinese delle scienze sociali di Pechino, ha evidenziato che prezzi stabili nelle esportazioni cinesi potrebbero essere “fondamentali” per per mantenere il tasso di inflazione statunitense ad un certo livello. “Questo potrebbe essere uno dei motivi principali per cui Washington ha inviato segnali positivi per creare una buona atmosfera per l’incontro”, ha riferito il tabloid cinese. Tuttavia, He Weiwen, ex alto funzionario commerciale e membro del Consiglio Esecutivo della China Society for World Trade Organization Studies, ha dichiarato che i colloqui tra i due leader si sarebbero concentrati anche su “questioni strategiche”.

Come sottolineato dai media cinesi, l’accordo commerciale “di fase uno” firmato da Cina e Stati Uniti a gennaio del 2020, scadrà il 31 dicembre del 2021. Con tale intesa, la Cina si è impegnata ad aumentare gli acquisti di prodotti statunitensi, mentre gli Stati Uniti hanno promesso di ridurre gradualmente le tariffe sulle merci cinesi che entrano nel mercato statunitense. Qualsiasi sia stato il tema centrale della discussione del 16 novembre, il futuro della guerra commerciale tra Washington e Pechino dipenderà dalla definizione della prossima fase dei rapporti economici tra le due più grandi potenze al mondo. 

Il fatto più importante della settimana è una rubrica a cura della Redazione di Sicurezza Internazionale.

Tutti i venerdì. 

di Redazione

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