Ministri degli Esteri di Cipro, Grecia, Egitto e Francia si incontrano ad Atene

Pubblicato il 19 novembre 2021 alle 10:49 in Cipro Egitto Europa

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I ministri degli Esteri di Cipro, Grecia, Egitto e Francia – rispettivamente Nicos Christodoulides, Nikos Dendias, Sameh Shoukry e Jean-Yves Le Drian – si incontrano oggi, venerdì 19 novembre, ad Atene, per discutere gli ultimi sviluppi nel Mediterraneo orientale, in Medio Oriente, in Libia e nel Golfo Persico, così come la questione di Cipro. L’agenda include anche la cooperazione internazionale, la pandemia da coronavirus, il cambiamento climatico e l’immigrazione, secondo quanto annunciato dalle autorità greche. Il meeting quadripartito fa parte di una coordinazione regolare tra i quattro Paesi, nel format 3+1, ovvero Grecia-Cipro-Egitto più la Francia. Nel pomeriggio, alla fine dell’incontro, è prevista cuna conferenza stampa congiunta.

La situazione nel Mediterraneo orientale è particolarmente tesa sia per la questione di Cipro, sia per l’attivismo della Turchia. Il territorio dell’isola è separato dalla cosiddetta “linea verde” che divide l’area amministrata dalla Repubblica di Cipro e abitata prevalentemente dalla comunità greco-cipriota, dall’area amministrata dalla Repubblica Turca di Cipro del Nord (TRNC) e abitata prevalentemente dalla comunità turco-cipriota. Tale divisione risale al 1974, quando, in seguito al tentativo di colpo di Stato da parte dei nazionalisti greco-ciprioti, che favorivano l’annessione dell’isola alla Grecia, il 20 luglio dello stesso anno, Ankara inviò le sue truppe “a protezione della minoranza turco-cipriota” nella parte settentrionale dell’isola, sulla quale la Turchia ha poi stabilito il controllo.

La Turchia sostiene di avere la costa più lunga del Mediterraneo orientale, ma la sua zona marittima è racchiusa in una stretta striscia di acque a causa dell’estensione della piattaforma continentale greca, caratterizzata dalla presenza di molte isole vicine alla frontiera turca.

Turchia e Grecia, entrambi membri della NATO, sono in disaccordo sui diritti di sfruttamento delle risorse di idrocarburi nella regione del Mediterraneo orientale, per via di opinioni contrastanti sull’estensione delle loro piattaforme continentali. Le acque, punteggiate principalmente da isole greche, sono ricche di gas e la delimitazione delle rispettive zone economiche esclusive è fonte di controversia tra Turchia, Grecia e Cipro. 

Inoltre, in seguito alla firma di un memorandum di intesa sulla demarcazione dei confini marittimi con la Libia, il 27 novembre 2019, che ha istituito la prima Zona Economia Esclusiva tra la Turchia e il Paese nordafricano, Ankara, a detta della Grecia, rappresenta “il principale fattore di instabilità” nella regione. L’accordo con la Libia è stato definito “illegale” sia da Atene sia da diversi altri Paesi dell’area, come la Francia e l’Egitto.

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Sofia Cecinini

di Redazione