Cina: la Lituania ha creato “una Cina, una Taiwan” e ne affronterà le conseguenze

Pubblicato il 19 novembre 2021 alle 13:04 in Cina Repubbliche Baltiche Taiwan

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Lituania ha aperto l’ufficio di rappresentanza formalmente intestato a Taiwan, ovvero il cosiddetto “Ufficio di rappresentanza di Taiwan in Lituania”, il 18 novembre. Il giorno dopo, la Cina ha affermato che Vilnius sarà responsabile di tutte le conseguenze delle proprie azioni. Gli USA hanno quindi affermato di respingere i “tentativi di altri Paesi di interferire nella decisione sovrana della Lituania di approfondire la cooperazione con Taiwan”.

Il Ministero degli Esteri cinese ha pubblicato un comunicato sul suo sito affermando che la Lituania ha aperto l’ufficio in questione, nonostante la forte opposizione della Cina e i vari tentativi di convincerla a non farlo. Con questa azione è stata creata “una Cina, una Taiwan”, contravvenendo al principio “una sola Cina”, abbandonando gli impegni politici presi con l’instaurazione delle relazioni diplomatiche tra Pechino e Vilnius e danneggiando l’integrità territoriale e la sovranità della Cina. Oltre a questo la Lituania avrebbe interferito negli affari interni cinesi compiendo un’azione malevola. Il governo cinese ha protestato ed espresso ferma opposizione e adotterà tutte le misure necessarie per salvaguardare la sovranità nazionale e l’integrità territoriale.

Successivamente, il portavoce del Ministero degli Esteri, Zhao Lijian, ha chiesto alla Lituania di correggere i propri errori e, rivolgendosi alle autorità taiwanesi, ha affermato che stanno facendo erri di calcolo e che sono destinati al fallimento.

Pechino è tornata a ricordare che c’è solo una Cina al mondo di cui Taiwan è una parte inalienabile e che il governo della Repubblica popolare cinese (RPC) è l’unico governo legittimo che rappresenta l’intera Cina. Anche l’Ufficio per gli affari di Taiwan del Consiglio di Stato cinese ha affermato che le autorità del Partito progressista democratico (PPD) di Taiwan stanno cercando l’indipendenza in vari modi, compresa la creazione di istituzioni e il cambio di nomi.

Gli ultimi sviluppi nelle relazioni tra Taiwan e la Lituania sono il risultato dell’annuncio del 20 luglio scorso del ministro degli Esteri taiwanese, Joseph Wu, dell’apertura di un ufficio di rappresentanza intitolato a Taiwan a Vilnius. La Lituania è quindi diventata il primo Paese europeo che ha relazioni diplomatiche con la Cina ad ospitare un ufficio formalmente intestato a Taiwan. Al contempo, Vilnius aveva annunciato l’apertura di un ufficio commerciale a Taipei per diversificare i propri mercati di esportazione e cercare nuovi partner tra “gli Stati democratici nella regione dell’Indo-Pacifico”. In seguito a tali dichiarazioni, la Cina aveva deciso di richiamare il proprio ambasciatore in Lituania e l’ambasciatrice lituana aveva lasciato Pechino.

In base al principio “una sola Cina” Pechino considera Taiwan una sua provincia e quindi parte integrante del territorio nazionale. A Taipei, però, è presente un esecutivo autonomo e l’isola si auto-definisce la Repubblica di Cina (ROC), sostenendo di essere un’entità statale separata dalla Repubblica Popolare Cinese (RPC) di Pechino. Dal 2016, tale esecutivo è guidato dalla presidente Tsai Ing-wen, a capo del Partito progressista democratico (PPD), la quale ha sempre rifiutato di riconoscere il principio “una sola Cina” ed è stata rieletta con un’ampia maggioranza alle ultime elezioni sull’isola dell’11 gennaio 2020. Tsai si è altresì impegnata ad intensificare i rapporti dell’isola con Washington, suo maggior fornitore di armi da difesa.

La spaccatura tra RPC e ROC risale alla fine della guerra civile cinese, conclusasi con la vittoria del Partito Comunista Cinese sul Guomindang, spesso definito partito nazionalista, e alla conseguente nascita della Nuova Cina, ovvero la RPC, il primo ottobre 1949. Dopo la sconfitta, il Guomindang si ritirò a Taiwan dove spostò il governo che aveva istituito nella Cina continentale e che, a livello internazionale, fu riconosciuto come governo dell’intera Cina fino al 1971, anno in cui le autorità di Pechino presero il posto di quelle di Taipei alle Nazioni Unite in rappresentanza della Cina con la Risoluzione 2758.

Ad oggi, Taiwan ha uffici di rappresentanza in 74 Paesi a livello globale e 18 tra questi fanno parte dell’Unione europea (UE). Il governo di Taipei ha invece relazioni diplomatiche formali con 15 Paesi che sono Guatemala, Honduras, Santa Sede, Haiti, Paraguay, Nicaragua, Eswatini, Tuvalu, Nauru, Saint Vincent and the Grenadines, Saint Kitts and Nevis, Saint Lucia, Belize, Marshall Islands e Palau. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione